Successo dell’assemblea No Tav: “Tortona: nuova terra dei fuochi?”

Ottima riuscita dell’assemblea pubblica organizzata dal Comitato No Tav Terzo Valico Tortona “Tortona: nuova Terra dei fuochi?” su alta velocità, cave, rifiuti tossici e criminalità organizzata. In una sala affollata, Adriano Chiarelli, freelance, scrittore (già autore del libro “Malapolizia”) che si occupa di Terra dei Fuochi, camorra, smaltimento di rifiuti pericolosi e inquinamento ambientale ed ora  anche di alta velocità (e scriverà un pezzo anche sul Terzo Valico), ha illustrato la situazione in Campania, in particolare nel casertano: solo a Giugliano 57 mila tonnellate di percolato, a Caserta un’incidenza dei tumori che cresce del 25% e a Napoli dell’8%, la camorra che gestisce ogni angolo di territorio, le Istituzioni che non fanno il loro dovere, un’intera terra avvelenata a causa dello sversamento di rifiuti tossici e del ciclo del cemento, con agricoltura distrutta e aria irrespirabile, bambini che muoiono di tumore in percentuale altissima. Le popolazioni si stanno rivoltando, decise a non subire più. Ma hanno subìto per anni.

Impressionante il quadro che si delinea nelle nostre zone,  con rischio di replicare qui  il dramma, secondo Chiarelli e secondo il Comitato tortonese: la presenza di diverse cave in città e nei dintorni, ghiotta occasione per il deposito di rifiuti pericolosi;  i lavori del Terzo valico;  i clan della ‘ndrangheta ben radicati ed in rapporti stretti con alcuni imprenditori le cui ditte hanno avuto l’attività sospesa dalla Prefettura di Alessandria e si sono visti sottoporre a norme antimafia (caso Ruberto-Gaglianò), e si tratta di ditte che hanno operato già in zone come la cava Montemerla, interessata dai lavori del Terzo Valico e di nuovo dichiarata area a rischio in quanto esondabile (ricostruito un sitema di appalti e subappalti nell’inchiesta “Le mani della ‘ndrangheta sul terzo valico” visibile sul sito del movimento no tav terzo valico);  piuttosto che gli episodi più recenti di pesante inquinamento ambientale, idrocarburi e benzopirene smaltiti in quantità altissime nel terreno dell’Aliprandina (Ditta Gandini di Voghera)  e anche in quello della Viscarda a Sale (dove lavorava la ditta Franzosi, la stessa che lavora nel cantiere del Terzo Valico a Voltaggio). In alcuni casi il deposito di rifiuti inquinanti (che arrivano da comuni liguri) è iniziato nel 2010, in altri nel 2012. Perchè i controlli dell’Arpa vengono fatti solo ora? Qual è la  tracciabilità dei rifiuti? E’ possibile che bastino le autocertificazioni dei comuni liguri?! Cosa fa il Comune di Tortona?!

Si aggiunga a questo la decapitazione dei vertici del Cavet, Consorzio controllato da Impregilo (come Cociv), che ha gestito i lavori della tratta alta velocità Bologna-Firenze, i cui uomini sono stati condannati a 4 anni e mezzo (il Direttore Cociv Marcheselli) per traffico illecito di rifiuti e smaltimenti in siti con certificazione illegittima e altri dirigenti a due anni e mezzo  per omessa bonifica e danni da pesante inquinamento ambientale nel Mugello.

Anche per questo, per opporsi ad una gestione spericolata e criminale del territorio, il Comitato tortonese ha lanciato un appello a tutti a partecipare in massa alla marcia popolare No Tav Terzo Valico del 5 aprile ad Arquata Scrivia, partenza per i tortonesi e paesi limitrofi in treno da Tortona, ritrovo ore 13 in stazione.

Diciamo no a chi ci ruba il futuro e la libertà, tutti in marcia verso il cantiere di Radimero con una manifestazione gioiosa e pacifica ma determinata.

 

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