La bonifica bellica e “la legalità” al tempo del Terzo Valico

“…se voi togliete le reti è normale che lavorino senza metterle…”

Queste all’incirca le parole che si sono sentiti dire da un funzionario della Digos di Alessandria alcuni attivisti No Tav – Terzo Valico del comitato di Novi nella giornata di ieri, ma andiamo con ordine…

Dopo essere scomparsi per qualche settimana a seguito del blitz organizzato dai No Tav, Cociv ha rimesso il naso a Novi Ligure per cominciare la bonifica ordigni bellici in un terreno del basso Pieve dove è previsto uno dei cantieri del Terzo Valico. Come sempre l’allarme è immediato e chi può si presenta subito sul posto per accertarsi su cosa stesse accadendo. Alcuni operai stanno eseguendo con apposito macchinario la bonifica ordigni bellici, ma non vi è nessuna recinzione a perimetro dell’area e nessun cartello che avvisa della bonifica in corso. Dopo alcune riprese di rito per documentare la situazione ci si ritira e si chiede ai tecnici del movimento di approfondire la questione. Puntuale arriva il responso dopo attento studio della normativa da cui emerge chiaramente che in base alle leggi non è possibile effettuare nessuna bonifica bellica se l’area non è prima recintata e non vi sono apposti cartelli in cui è riportato che vi è la bonifica in corso (come quello della foto di copertina che era presente a Pozzolo prima del passaggio dei No Tav).

Allora nel pomeriggio alcuni militanti tornano sul posto con normativa alla mano e decidono da bravi cittadini di telefonare ai Vigili Urbani e ai Carabinieri chiedendo di intervenire. I Vigili Urbani del Sindaco (per fortuna ancora per poco) Robbiano neppure si presentano alla faccia di chi raccontava che bisognava vigilare affinché i lavori del Terzo Valico venissero eseguiti a regola d’arte. I Carabinieri dopo lunghissima attesa si presentano in borghese, parlottano velocemente con gli operai e spariscono subito. Intanto gli operai proseguono il loro lavoro “irregolare” nonostante dei pubblici ufficiali sono presenti sul posto e avrebbero il dovere di intervenire. Chi invece si presenta rapidissimamente, pare su richiesta degli operai che si sentivano minacciati (poveri ragazzi), sono gli immancabili agenti della Digos di Alessandria che hanno passato più tempo in Basso Piemonte negli ultimi due anni che nei vent’anni precedenti.

E uno si lascia scappare la frase che meglio di ogni altra è in grado di spiegare cosa stia succedendo intorno alla questione Terzo Valico.

“…se voi togliete le reti è normale che lavorino senza metterle…” con buona pace della legalità che dovrebbero anche loro da pubblici ufficiali far rispettare. Sono invece troppo impegnati a identificare attendendoli sotto casa o all’uscita da scuola o fermandoli per strada le poche persone di cui non conoscono ancora le generalità che partecipano alle iniziative del Movimento No Tav – Terzo Valico. Mentre Cociv è lasciato libero di fare quello che vuole, ai No Tav fanno sentire sempre di più il fiato sul collo e tentano di intimidire, senza riuscirsi, persone che commettono il grande crimine di lottare per difendere la propria terra dalla distruzione.

E’ questa la loro legalità, quella di chi difende i devastatori anche davanti agli abusi e reprime le persone perbene che si battono contro il malaffare.

Le donne e gli uomini che lottano contro il Terzo Valico hanno imparato da tempo a distinguere ciò che è giusto da ciò che è legale e questo ennesimo episodio di arroganza non fa altro che rafforzare la convinzione di essere dalla parte della ragione pur commettendo a volte gesti illegali di disobbedienza civile come rimuovere le recinzioni di un cantiere.

E comunque sia chiara una cosa “…se voi non mettete le reti noi possiamo entrare senza neppure doverle togliere…”.

P.S: Al di là di come la si possa pensare sul Terzo Valico eseguire una bonifica ordigni bellici senza recinzioni e cartelli è estremamente pericoloso per i cittadini. Persino uno come il Sindaco Robbiano dovrebbe essere in grado di capirlo senza bisogno di troppe spiegazioni.

 

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