A proposito di Terzo Valico. Grillo e Scaiola in carcere

di Antonello Brunetti

A proposito di trasparenza e di “L’Europa ce lo chiede”, un piccolo aggiornamento su due personaggi che sono stati determinanti per un ventennio sulla questione Terzo Valico, che hanno sostenuto come opera “strategica”.

Mi riferisco a Claudio Scaiola, arrestato oggi (giovedì ndr) per collusione con personaggi mafiosi e dai molti precedenti su cui abbonderanno i giornali domani (sabato ndr).

Chissà perché più defilato il Luigi Grillo, da oggi assai vicino al suo amicone Berlusconi: quello ad Arcore e lui ad Opera (nel carcere).

Eppure è stato l’artefice voltagabbana di un governo nel 1994, caduto a favore del Bunghista e subito ricompensato, prima con un sottosegretariato al Bilancio, e poi con la presidenza della Commissione ai Lavori pubblici del Senato, scippata a un personaggio di grandi qualità come Anna Donati.

È stato l’artefice materiale della Legge obiettivo che ha consentito di operare senza alcun controllo nella distruzione del territorio italiano.

Ha presenziato in prima fila con tanto di caschetto giallo ad una quarantina di inaugurazioni del cantiere Terzo Valico. È stato incriminato con altri undici personaggi nella vicenda dei fori pilota di Voltaggio e Fraconalto, vicenda gravissima dalla quale è sfuggito non per assoluzione ma tramite l’escamotage della nuova legge Cirielli sulla prescrizione.

Ho scritto in passato parecchio su di lui, ma chi ne sa assai di più è l’amico Andrea Santoro, che lo impersonò nei lavori teatrali ideati da Gianni Repetto e recitati ad Arquata.

Per non essere tacciato di mancanza di obiettività riprendo da Wikipedia questa scheda

“Vicende giudiziarie

Nel 2000 l’onorevole Grillo è stato prescritto dall’accusa di truffa aggravata nei confronti dello Stato nell’ambito della vicenda fori pilota del Terzo Valico

Nel 2006 è stato indagato per concorso morale in aggiotaggio nell’ambito dell’inchiesta Bancopoli.

Nel 2008 è risultato intestatario di un conto corrente in Liechtenstein, dopo che la lista dei conti correnti intestati ad Italiani nel paradiso fiscale era stata acquisita dall’Agenzia delle Entrate

Il 28 maggio 2011 viene condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi nel processo per la tentata scalata Bpi ad Antoveneta (tra gli altri condannati Antonio Fazio, Giovanni Consorte, Gianpiero Fiorani, Ivano Sacchetti)

Il giorno 8 Maggio 2014 viene arrestato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano che vede al centro episodi di turbativa d’asta e corruzione legati all’Expo 2015 ed è stato trasferito nel carcere di Opera”.

Sempre più chiaro che a gestire queste grandi opere che ci daranno “progresso, crescita e lavoro” ci sono anche condannati, inquisiti, collusi con la mafia.
Nei paesi normali costoro per molto meno sparirebbero in un batter d’occhio dalla politica dopo aver recitato il mea culpa. Invece in Italia si dichiarano perseguitati e ricevono attestati di solidarietà.
Ad andarci di mezzo sono invece i Claudio Sanita e i tanti che proprio ieri hanno ricevuto notifiche giudiziarie perché, coerenti con una vita mite, onesta e ricca di ideali, si battono contro i disonesti, i distruttori di ambiente, gli attentatori alla salute pubblica.
Eppure a sentire la TV, consentitemi questa facile battuta, pare che, per chi ci governa, il pericolo non sia un Luigi Grillo ma Beppe!

 

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