Isoverde ribadisce all’unisono il proprio no al bypass

Dopo la raccolta in paese di 350 firme per stralciare il progetto collegato al Terzo valico, era seguita la lettera inviata dal Sindaco alla popolazione in cui si tentavano di trovare alcuni aspetti positivi in questo intervento cosi’ da giustificarne la realizzazione, il tutto condito con un po’ di sana campagna elettorale.
Per replicare abbiamo immediatamente lanciato un’ assemblea pubblica invitando anche l’Amministrazione Comunale cosicchè i nodi venissero al pettine.
Durante la serata con iI susseguirsi degli interventi questo progetto è stato smontato ancora una volta, e se possibile ancora con piu’ forza, sotto ogni profilo.
Oltre ad essere inutile e una ulteriore colata di cemento nel centro del paese si porta appresso evidenti problemi di interazione con l’alveo del Torrente come dimostrato dagli approfondimenti dei tecnici e come si puo’ rendere conto qualsiasi persona che conosce Isoverde e che ha vissuto l’alluvione nel 1993.
Dopo le catastrofi regna l’indignazione generale sulla stupidità dell’uomo che cementifica gli alvei dei fiumi e poi quando torna comodo si cerca qualsiasi scorciatoia per continuare in quella direzione.
Oltre ai pareri espressi dell’Amministrazione Comunale non c’è stato un solo intervento a favore del bypass e le persone presenti (oltre un centinaio) hanno inequivocabilmente espresso il loro parere.
Ottima dote di sintesi da parte di un signore tra il pubblico che dopo i vari botta e risposta si è alzato in piedi esclamando verso il Sindaco “Questo Bypass fa schifo, la gente non lo vuole, quindi non si fa”.
Tra pochi giorni a Campomorone ci saranno le elezioni Comunali, intenzione dichiarata da parte di tutti gli schieramenti, in primis dal Sindaco uscente, è eseguire la volontà dei cittadini. Chiunque sarà il nuovo Sindaco avrà a che fare con il progetto di un bypass ancora aperto e tutte le carte in regola per dare seguito per davvero alla volontà dei cittadini e farlo definitivamente stralciare. Non passerà molto tempo prima che torneremo a Palazzo Balbi.

Gruppo Valverde NoTav

 

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