Bloccati cantieri Lauro. Fuori dalla nostra terra

Da un articolo de La Stampa di ieri apprendiamo una notizia sibillina ma molto interessante. All’azienda Lauro Spa (del signor Tarditi, di cui abbiamo ampiamente documentato le valorose gesta) sono stati chiusi due cantieri per la realizzazione di una strada in Valle d’Aosta e di una strada a Borgo Ticino. A renderlo noto è stata l’Anas (società per azioni italiana avente per unico socio il Ministero dell’Economia e delle Finanze che sotto la vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, gestisce la rete stradale ed autostradale italiana di interesse nazionale). L’azienda statale ha giustificato la misura dicendo che sono venuti meno alcuni requisiti dell’azienda per effettuare il lavoro. L’Anas, alla precisa domanda di un giornalista locale, ha detto di aver agito dopo aver svolto alcuni controlli di routine sulle certificazioni delle ditte in subappalto, ma nell’articolo di oggi su La Stampa si parla di una nota, di cui non si sa ancora nulla, della Prefettura di Torino. Il sito aostacronaca.it ha intervistato l’ingegner Antonio Marasco, capo compartimento Anas di Aosta che fra le altre cose avrebbe dichiarato: “…L’azienda è entrata nell’inchiesta della Guardia di Finanza relativa all’aggiudicazione di rilevanti appalti per l’esecuzione di grandi infrastrutture in Piemonte e Valle d’Aosta, tra cui quello relativo alla  realizzazione di una tratta della Metropolitana Automatica di Torino, in associazione temporanea d’impresa con una società torinese…”. Invece secondo il sito valsesiaoggi.it Ambrogio Tarditi, amministratore della Lauro Spa, ha risposto al giornalista che gli chiedeva informazioni: “…Come ha fatto ad avere il mio numero di cellulare? Se vuole parlarmi mi chiami sui numeri fissi…”. Evidentemente non si tratta di una bazzecola. Tra l’altro, su quell’appalto pende un’altra inchiesta per disastro colposo per una frana, causata dai lavori, che ha provocato danni ad un centro abitato nel 2013.

Chissà cosa ne pensa in merito sua eccellenza il Prefetto di Alessandria. Forse vorrà fare una telefonata all’omologo torinese: com’è possibile che una ditta possa operare tranquillamente a Voltaggio e ad Arquata con i cantieri bloccati a pochi chilometri da qui?

E poi un pensiero speciale va dedicato all’ex Sindaco di Voltaggio Lorenzo Repetto, uno che aveva deciso di trasformare il Comune dell’alta Vallemme nell’ufficio di collocamento della Lauro.

Non ci stancheremo mai di ripetere che non stiamo parlando di una ditta normale, bensì di una azienda che è finita in ben due processi per tangenti e false fatturazioni, e possiamo benissimo immaginare come si sia guadagnata l’appalto dei lavori del Terzo Valico.

Qualcuno se lo ricorda il cosiddetto “protocollo legalità” sbandierato da parte dei Prefetti di Alessandria e di Genova con lo scopo di svolgere “attività di prevenzione e contrasto della criminalità organizzata in relazione alla realizzazione della linea ferroviaria Milano-Genova”? Carta straccia evidentemente, come avevamo avuto già modo di scrivere.

Chissà se i magistrati della Procura di Alessandria oltre che occuparsi dei No Tav vorranno indagare la Lauro Spa e le tante ditte mostruose impegnate nei cantieri del Terzo Valico per capire se tutto sia in regola. Potrebbero sempre leggersi la nostra inchiesta pubblicata a Maggio e magari trarre qualche spunto interessante.

Chiarito che il problema del Movimento No Tav – Terzo Valico non è chi costruisce l’opera, ma impedirne la realizzazione, è giusto chiedere che la Lauro Spa venga allontanata dai territori interessati dalla realizzazione della nuova linea ferroviaria. Se dovessero iniziare a cadere delle teste forse si potrebbe innescare un positivo effetto domino e comunque ogni complicazione per loro sarebbe positiva per il movimento.

E’ arrivato il momento, fuori la Lauro dalla nostra terra.

 

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