Che schifo!

di Antonello Brunetti (l’articolo è stato scritto in data 26 Giugno, prima della notizia della chiusura del cantiere di Voltaggio ndr)

Caro Enrico, tutti fanno riferimento alla “Questione morale”, ma quasi nessuno ne ricava una linea di condotta

Ho sempre ritenuto che la vicenda Supertreno MI-GE, prima di essere un paradosso tecnico, un danno ambientale, una mina per la nostra salute, fosse il prodotto di un crollo verticale dell’etica politica e imprenditoriale, come del resto hanno poi sostenuto in loro libri persone assai più qualificate di me, come ad esempio il giudice Imposimato.

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Ho atteso un mese per vedere gli effetti prorompenti degli scandali che hanno coinvolto parecchi protagonisti dell’opera più assurda, inutile e costosa che mente umana potesse architettare. Mi riferisco ovviamente al Terzo-quarto-quinto valico.

Il nulla più assoluto!

A che serve che partiti e movimenti inneggino all’esempio di vita e di pensiero di Enrico Berlinguer quando poi sono lontani cento miglia dalla via lineare della questione morale, che vuol dire niente compromessi, niente opportunismi, niente tangenti giustificabili con il “sostentamento” al partito, niente decisioni politiche al servizio di chi offre di più e soprattutto niente collusioni con chi ha a che fare con la giustizia.

Provo ad elencarvi chi è collegato alla Fegino-Tortona (valutazione attuale 6 miliardi) e, per un motivo o l’altro, viene citato in atti ufficiali della magistratura o su indagini giornalistiche.

Una piccola premessa sui fautori accaniti, prendendone tre a caso. L’uomo del “a mia insaputa” Claudio Scajola, il Roberto Cota (quello del tunnel sotto il Turchino) che si faceva pagare le mutande verdi dai contribuenti, Ercole Incalza, confermato da Renzi a capo della struttura tecnica di missione che cura le grandi opere, nonostante sia indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e all’abuso a Firenze perché avrebbe agevolato il consorzio Nodavia (capeggiato dalla coop rossa Coopsette) impegnata nei lavori dell’alta velocità di Firenze, in combutta con la presidente di Italferr, Maria Rita Lorenzetti, ex presidente dell’Umbria.

Ercole Incalza che, come scrive Gianfranco Isetta,  è dal 1991 che ci conta balle sull’alta velocità, ed è stato coinvolto dai giudici in reati legati alla Pubblica amministrazione, indagato in vent’anni ben 14 volte. Ad esempio con l’accusa di truffa aggravata nei confronti dello Stato per la questione dei fori pilota del Terzo Valico nel 1998, reato dal quale non fu assolto, ma che andò in prescrizione con le lungaggini create ad arte dagli avvocati e dai politicanti.

ALTERO MATTEOLI – L’ex titolare dell’Ambiente e poi ai Trasporti, coinvolto per interventi di carattere ambientale. Artefice di un sistema di fondi neri con cui “stipendiare” politici
e autorità addette ai controlli. Ve lo ricordate Matteoli? È quel signore con il nasone, che quando era ministro dei trasporti diede il via all’appalto COCIV per il Terzo valico il giorno prima che lui e il suo governo decadessero!!!

PIETRO LUNARDI – In un clima surreale, dove l’acqua alta è diventato l’ultimo dei problemi, a Venezia spunta un ministro al giorno e non per un encomio. Dopo il nome di Altero Matteoli che guidava le Infrastrutture, ecco affacciarsi all’inchiesta sul Mose un altro rappresentante di spicco dei passati governi. Si tratta di Pietro Lunardi, pure lui un ex delle Infrastrutture e dei trasporti, del quale parla diffusamente il supertestimone dell’inchiesta: Piergiorgio Baita. Lunardi era l’uomo di riferimento dei potentati economici e in particolare di chi voleva bucare l’Italia come una gruviera per infilare in lunghissimi tunnel l’Alta velocità ferroviaria. Presenza abituale alle centinaia di convegni, con cene e lussuose sedi, in quel di Genova 

CORRADO CLINI – L’arresto di Clini è indicativo di quel sistema di potere tutto italiano che lega politica, malaffare e lobbies. Da ex ministro e, soprattutto, da attuale Direttore generale del ministero dell’Ambiente è finito in manette. Clini è stato ministro con il governo Monti, ma direttore generale, prima del governo “dei tecnici“, anche quando ministro era Stefania Prestigiacomo, e lo è ancora oggi. Ai domiciliari per peculato, quindi. L’hanno definita “distrazione di fondi“: che espressione edulcorata!

In merito a questi tre ministri appena citati vorrei ricordare che il progetto Terzo Valico venne bocciato per ben tre volte dal Ministero all’ambiente fra il 1992 e il 2000, e con lunghissimi elenchi di motivazioni. Poi con la legge obiettivo e successivamente con Lunardi, Matteoli e soprattutto con Clini (nominato all’Ambiente da Monti) arrivarono i primi miliardi (di noi tutti) per spianare, disboscare, abbattere case e recintare. Più nessuna attenzione e risposta ai quesiti che venivano posti dal territorio (non si sa ancora nulla, ad esempio, sulla questione amianto o sul piano cave)

LUIGI GRILLO – È in galera per aver coordinato l’ampio giro di “donazioni” intorno alla vicenda appalti Expo, città della salute e parecchio altro. Avrebbe dovuto andarci anni fa per la questione dei fori pilota del Terzo Valico (Truffa aggravata nei confronti dello Stato), ma il reato finì in prescrizione.
Quel Luigi Grillo che ha cambiato partito ogniqualvolta ne aveva un tornaconto e che è stato vicesegretario e presidente della Commissione senatoriale ai Lavori pubblici, laddove giravano fiumi di denaro. È quello stesso individuo che, insieme a Claudio Scaiola, ha tirato il carro del Terzo Valico, caricandovi banche, gruppi economici, sindacati, giornalisti e quasi tutti i partiti. Giri vorticosi di convegni, di inaugurazioni, di sollecitazioni a iniziare per dare così il via perpetuo alla circolazione di denaro pubblico.
Costui, apprende l’opinione pubblica oggi, sarebbe stato a conoscenza del giro di tangenti relativo ai presunti appalti truccati di Expo e Sogin e avrebbe preso anche lui la sua parte delle presunte mazzette.
Toh, chi l’avrebbe mai detto?

WALTER LUPI – Commissario governativo per il Terzo Valico nominato da Berlusconi e poi riconfermato da Monti, Letta e Renzi. Scriveva di lui la Repubblica di alcuni anni fa “La terza vita di Walter Lupi, manager di Stato indagato per abuso d’ufficio, ricomincia dal Terzo Valico e non è un caso che ad annunciare il conferimento sia stato il senatore Luigi Grillo, buon amico di Lupi. Tre anni fa il sindaco di Recco inviò esposti alla procura e alla Corte dei Conti per conoscere le ragioni della trasformazione ad uso abitazione estiva di Lupi di un edificio di proprietà del demanio, ristrutturato a spese dello Stato e fino a poco tempo prima sede del Corpo della Forestale. Si tratta di un incantevole villino affacciato sul mare nella zona di Mulinetti. Partono le indagini, i sopralluoghi e i sequestri durante i quali si scoprirà che l’alloggio è dotato anche di vasca di idromassaggio. Nonostante la vicenda giudiziaria, Lupi all’inizio del 2008 viene nominato direttore della Direzione generale per le strade e le autostrade. E poi ecco il nuovo, importante capitolo nella carriera dell’ingegnere: «Il governo ha nominato Walter Lupi Commissario per il Terzo Valico ferroviario che deve collegare Genova a Milano», annuncia il senatore Grillo durante il convegno sui porti organizzato dalla Cisl nella sede dell’ Autorità portuale. La vicinanza della nomina alla scadenza del 23 settembre (inizio dell’ udienza preliminare in cui il giudice Maurizio De Matteis dovrà decidere se mandare a processo Lupi e gli altri) sorprende, ma d’altra parte lo stesso Grillo il 23 maggio del 2008, proprio il giorno in cui venne rinviato a giudizio a Milano per lo scandalo Fiorani, Antonveneta e dei furbetti del quartierino, venne nominato presidente della commissione Lavori Pubblici”.

Ed ora ai giorni nostri, da un articolo del 22 maggio 2014, il commissario al terzo valico viene definito “un impiegato di gigi”

“A più di quattro anni di distanza dalla nomina di Walter Lupi a commissario straordinario per il Terzo Valico emerge un pezzetto di verità sulla lobby che lo sostiene e lo ha messo in quella posizione. Nelle intercettazioni riportate nell’ordinanza del Tribunale di Milano relative agli appalti Expo 2015 è possibile leggere:
«È un uomo di Gigi (Luigi Grillo, ndr). È come un suo impiegato. È una splendida notizia…»
Parole di Sergio Cattozzo, ex segretario ligure dell’Udc, che poi aggiunge:
«Walter Lupi, quello di Gigi… un impiegato di Gigi… tutta la carriera di Lupi è legata a Gigi Grillo»
Ricordiamo ancora che Luigi Grillo, ex senatore Pdl, è quello inquisito negli anni 90 per il foro pilota a Voltaggio e successivamente prescritto dal reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.
Nel prosieguo della conversazione, Cattozzo e le due vecchie glorie di Tangentopoli, Frigerio e Greganti (PDL e PD), si mettono d’accordo su come avvicinare il nostro amato commissario Walter Lupi e ordinargli di fare quello che vogliono. L’ex segretario dell’Udc ligure parla del commissario al Terzo
Valico come di un maggiordomo:
«Gigi chiama Walter… ci vediamo in quattro… gli dirà “tu ti assumi la responsabilità di tutto quello che ti danno e lo devi dire ad Angelo”, tu (rivolgendosi a Paris seduto lì, ndr) ti prendi il 100%, gliele gestisci te le sue responsabilità. Lui deve dire: “Io faccio tutto!” e poi lo fai tu»
Povero Lupi, trattato come uno scemo. È in buona compagnia però, perché anche l’altro Lupi, Maurizio, il ministro di Comunione e Liberazione, non esce bene dalle conversazioni intercettate. Ma ci volevano le intercettazioni di questi banditi per capire chi fosse Lupi? Era cosa ben nota che questo signore avesse già avuto problemini con la giustizia con l’accusa di essersi ristrutturato un villino al mare con i soldi pubblici.
Il problema è il Terzo Valico e la classe politica che lo sostiene, non “un impiegato di Gigi”. Intanto, levato di mezzo un impiegato, ne arriva sicuramente un altro
.

I QUATTRO “B” di GENOVA

Giovanni Berneschi

Nei confronti di Giovanni Berneschi, capo della Carige, questa l’accusa: Associazione a delinquere, truffa aggravata, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Definito anche nell’accusa come “il pianificatore di un comitato di affari”.

Ha esaltato le grandi opere liguri, tutte, ma con una particolare predilezione per la TAV Genova-Rivalta. Organizzatore della marcia con 300 partecipanti che a Genova chiedevano che i lavori del Terzo Valico iniziassero. Tra le motivazioni principali Berneschi diceva che “i caseggiati accanto alla stazione della Tav a Genova avrebbero decuplicato il loro valore”.

Cos’era il Terzo Valico per la Carige  di Berneschi?

Immobiliari, case, porticcioli… e tanti soldi appiccicosi da manovrare.

Del resto andatevi a leggere quanto squallore e quanto affarismo escono dalle indagini su questo individuo che aveva in pugno Genova.

Sono venute fuori anche le cortesie nei confronti di un altro potentato, la Curia. Si parla di regaletti fatti a Tarcisio Bertone (300.000 euro alla Lux Vida per i dvd della fiction La Bibbia), 90.000 per le stole dei vescovi. Stretto il legame anche con il governatore della Liguria Burlando che donava al cardinale Angelo Bagnasco il posto della Regione nel CdA di Fondazione Carige, quel Bagnasco che ogni tre omelie ne teneva due per chiedere l’avvio dei lavori per il Terzo Valico. Sembrava più che un pastore di anime un amministratore di bilanci e di aziende.

Don Gallo, perdonali… se puoi.

Insomma, un filo lega i quattro “B” (Berneschi, Bertone, Bagnasco e Burlando) dominatori in città nell’ultimo quarto di secolo. Se si segue il denaro si può afferrarne il bandolo. Ennesimo esempio dello spirito di questi tempi votati all’avidità, in cui il sonno della politica genera mostri.

ROBERTO FUCIGNA(?)Sul Secolo XIX, quando venne arrestato Berneschi, apparve questa notizia

“Un’inchiesta del 2002 sugli allora potentissimi e non decaduti Berneschi e Menconi, con tutto il management Carige, indagava per un giro di fatture per operazioni inesistenti. Un immane lavoro investigativo dei finanzieri del Gico che venne cancellato in una mattina dall’archiviazione decisa dal gip Roberto Fucigna. Il magistrato che era presidente della società di volley sponsorizzata proprio da Carige Assicurazioni e che oggi è indagato a Torino in seguito al suo coinvolgimento in un’indagine per false sponsorizzazioni della sua squadra . Fucigna venne nominato anche presidente onorario della Carige”.

Questo nome non mi giungeva nuovo e consultai la Cronistoria Terzo Valico.

Eccolo qui, Fucigna    “A proposito di vicende giudiziarie il 20 gennaio vi sarà l’udienza preliminare con giudice Roberto Fucigna di Genova (denuncia del WWF nel 1998, accusa di Truffa aggravata per Ercole Incalza, Luigi Grillo, Bruno Bagnasco e altri nei confronti dello Stato, trasferimento del processo da Milano a Genova e finalmente ora l’udienza preliminare) in merito alla vicenda dei fori pilota”.
E poi
“23 gennaioIl P.M. Pinto chiede al giudice Fucigna l’archiviazione dell’inchiesta poiché il massimo della condanna per Truffa nei confronti dello Stato non supera gli otto anni e la legge Ex-Cirielli o Salvapreviti indica in tale termine il limite della prescrizione”
E ancora

6 febbraio 2006 – Ultima udienza del processo FORI PILOTA. Il giudice Fucigna dichiara prescritto il reato”.

IL COCIV – Abbiamo appreso dai giornali che sono stati recentemente condannati i vertici del Consorzio Cavet, per danni ambientali durante la realizzazione della linea Tav del Mugello, tra Firenze e Bologna. I reati contestati riguardano la destinazione delle terre di scavo che, per l’accusa, sono state smaltite in cave o in siti per i quali ci sarebbero state delle certificazioni illegittime. Tra le accuse anche quelle di omessa bonifica di 24 corsi d’acqua che, secondo l’accusa, sono stati inquinati dai lavori per la linea dell’alta velocità.

Verificando i nomi dei 19 condannati è emerso che vi sono anche persone impegnate all’interno del Cociv.

1. Il signor Rubegni Alberto, condannato a due anni e mezzo, ha rivestito la carica di Presidente del Cociv fino a fine del 2012.

2. Il signor Guagnozzi Giovanni, condannato a due anni e mezzo, ha rivestito la carica di Procuratore in qualità di Direttore del Cociv fino a Marzo del 2013.

3. Il signor Marcheselli Pietro Paolo condannato a quattro anni e mezzo per traffico illecito di rifiuti rivestiva la carica di Procuratore in qualità di Direttore del Cociv.

Ognuno si faccia le domande che preferisce sulle garanzie, non solo etiche, che ci possono offrire queste persone.

-Questione morale è affidare incarichi nei cantieri alla ditta Lauro, sulla quale il sito NoTAV Terzo Valico ha trovato elementi assai gravi.

-Questione morale è lasciare nelle mani di arroganti maneggioni avidi di potere e di denaro le scelte sul futuro economico del nostro Paese.

-Questione morale è controllare come se fossero criminali coloro che dell’insegnamento di Berlinguer hanno fatto tesoro, infliggendo loro (ormai almeno un centinaio) sanzioni pesantissime, come il divieto di percorrere le valli Scrivia e Polcevera.

-Questione morale e denunciare di terrorismo chi difende da sfracelli inutili (eccetto per chi li fa o li promuove) il proprio territorio, la salute, le radici, la vivibilità.

-Questione morale è processare per istigazione a delinquere lo scrittore e poeta Erri De Luca, colui che abbiamo  visto andare e venire dalla Bosnia subito dopo la guerra a guidare camion pieni di viveri in convogli di solidarietà. Lo abbiamo visto sotto le bombe di Belgrado. Lo abbiamo visto a Lampedusa, dove affogano corpi e speranze di un pezzo di umanità che facciamo finta di dimenticare. Lo abbiamo visto vicino ai carcerati. Lo abbiamo visto, schietto e coraggioso,  manifestare al fianco dei valsusini che da anni resistono, nell’interesse collettivo, contro l’avanzamento di una grande opera inutile e insensata.
-Questione morale è l’arrivare a evocare il reato di opinione, di fascista memoria, calpestando il diritto di manifestazione del pensiero, sancito dall’articolo 21 della Costituzione.

Tramite la minaccia dell’azione penale si vuole impedire il diritto alla libera espressione del dissenso e della disobbedienza civile. Questo è quanto sta avvenendo ovunque e, nel nostro piccolo, anche lungo la valle Scrivia.

Io stesso sono in attesa di sapere di cosa diavolo mi vuole addebitare il Cociv dopo la querela notificatami dalla Procura di Genova nel febbraio scorso.
A mio avviso le idee e le parole, anche se disobbedienti, non possono essere processate.

I DUE LUPI SPELACCHIATI
Un anno fa i Comuni alessandrini chiedevano una moratoria al Ministero e al Governo: risposte pressoché zero, eppure eccoli lì quasi tutti in fila indiana a far la riverenza. Nulla sullo studio amianto, sul calcolo costi-benefici, sulle aree logistiche, sui rischi di inaridimento delle fonti, ecc.

Più fortunato il deputato Scibona che, con altri, aveva posto una serie di quesiti sul Terzo Valico. Un anno dopo riceve questa risposta da Maurizio Lupi:

“L’Unione europea ha manifestato più volte una chiara volontà strategica di creare …”

E quando mai?

“Il progetto consente il pieno sviluppo del porto di Genova”

Lo sviluppo dipende da ben altri fattori e opere. Basti dire che nel primo quadrimeste del 2014 il traffico merci del porto si è ridotto di un ulteriore 1,3%.

– “L’Unione europea ha consentito per l’opera stessa l’accesso alle risorse dei fondi comunitari”

Balle! Non esiste alcun documento ufficiale in merito.

“I ritardi di esecuzione sono dovuti alle associazioni ambientaliste che fanno ricorsi e alla opposizione dei No-TAV che ostacolano l’acquisizione delle aree coinvolte da parte del Cociv”

Ci fa piacere questa affermazione che esalta inconsciamente la nostra lotta, ma devo onestamente dire che, con tutto a loro favore, dopo 22 anni (peggio della tela di Penelope) si sono rivelati arroganti come i Proci e soprattutto incapaci di capire e di cambiare strategia.

E WALTER È ANCORA LÌ !

Ho letto da qualche parte, non mi ricordo dove, che il Commissario del Terzo Valico per fine giugno intende dare il via simbolico (cosa vuol dire?) ai lavori delle talpe.      Ma allora è ancora in pista!?

La domanda è molto semplice: che ne dice il nostro Presidente del Consiglio esperto in rottamazione?

Per favore non ci risponda con parole fumose. Cominci a liberarsi di personaggi così chiacchierati se vuol dare segnali credibili, altrimenti saranno davvero solo chiacchiere e, prima o poi, dopo questa ebbrezza collettiva, arriverà il conto da pagare.

E i sindaci, non battono ciglio?

Ricordatevi che Berlinguer era compagno vostro, mio, anzi punto di riferimento di tutti coloro che credono ancora che la politica sia scelta di campo, servizio, coerenza e onestà.

 

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