Infuria la polemica dopo il duro scontro fra recinzioni e No Tav

In questa settimana, mentre ad Arquata vi è stata una costante presenza di forze dell’ordine, l’attenzione intorno al cantiere della cascina Romanellotta di Pozzolo e al cantiere della Pieve di Novi Ligure si è notevolmente abbassata. Forse qualcuno si era illuso di aver scoraggiato le donne e gli uomini del Movimento No Tav – Terzo Valico dopo l’operazione coordinata messa in campo dalla questura e dalla procura di Alessandria.

Così, mentre a Radimero vi era un continuo via vai di uomini della digos impegnati a coordinare il sistema di vigilanza per la serata di lotta di questa sera e venivano issate molte torri faro per illuminare a giorno l’area, le recinzioni dei cantieri del Cociv di Novi e Pozzolo se ne sono rimaste sole solette.

Si sa che gli attivisti No Tav sono persone di buon cuore e non sono abituati a lasciar solo nessuno. Hanno allora pensato di andare a tenergli un po’ di compagnia. Purtroppo però le recinzioni sono state molto scortesi con gli attivisti e nonostante il bel gesto hanno deciso di aggredire i No Tav. Colti alla sprovvista e in inferiorità numerica gli attivisti si sono difesi dalla cieca violenza appellandosi al diritto alla legittima difesa. Dopo un violentissimo scontro centinaia di metri di recinzioni sono rimaste al suolo con una prognosi variabile dai dieci ai venti giorni. Chi volesse andare a sincerarsi delle loro condizioni può recarsi nei cantieri di Novi e Pozzolo negli orari di visita dalle 10 alle 12 e dalle 17,30 alle 19.

Intanto impazza già la polemica sui giornali e il segretario provinciale del Sindacato Autonomo delle Reti ha rilasciato una dichiarazione al vetriolo: “non è possibile che chi dovrebbe proteggere le nostre reti continui ad essere beffato dai No Tav. Chiediamo ufficialmente che tutti i cantieri vengano protetti dalle forze dell’ordine con continuità”. I No Tav dal canto loro invocano la legittima difesa: “sono state le reti ad aggredirci, noi volevamo solo tenergli compagnia dopo che sono state abbandonate dalle forze dell’ordine”. Massimo riserbo da parte della procura alessandrina anche se trapelerebbe da indiscrezioni che sia stato aperto un fascicolo. L’accusa ai No Tav parrebbe essere quella di eccesso di legittima difesa. Sembrerebbero in arrivo un centinaio di fogli di via da tutti i comuni italiani, e una ventina di obblighi di dimora su Marte. La procura alessandrina, che come sempre dimostra un grande equilibrio, è certa di assicurare i terroristi alla giustizia.

La Stampa ha aperto l’edizione alessandrina con la solita obiettività: “No Tav travisati aggrediscono con spranghe e bastoni povere reti indifese”.

P.S: Ovviamente le recinzioni sono cadute per davvero e se permettete ogni tanto ci permettiamo anche di farci due risate.