Gavi, al lavoro due ditte sotto inchiesta. Una finanzia il PD

Passando sul ponte di Gavi per la Vallemme, da abbattere e rifare secondo il progetto del Terzo Valico, si incontra un cartello lavori del Cociv con indicate due ditte subappaltatrici: Polistrade s.p.a. e Maeg s.p.a.

Come di consueto, andiamo a vedere chi sono: Polistrade s.p.a., ditta fiorentina, con il suo patron Alfiero Poli è sotto inchiesta dal 2011 a Firenze per abuso edilizio nell’ambito di una classica speculazione palazzinara. Un po’ poco come curriculum per lavorare nelle grandi opere, ma capita che il signor Poli ami partecipare alle cene elettorali di un certo Renzi Matteo, 39enne fiorentino che ancora semisconosciuto presidente della Provincia di Firenze organizzò nel 2007 un pranzo per 106 persone, tra cui Verdini e Fusi dello scandalo appalti G8, alla modica cifra di 1000 euro a testa. Un po’ caro per un risotto ai funghi, ma a quanto pare per il signor Poli si è trattato di un buon investimento.

La Maeg s.p.a., invece, è finita nell’inchiesta sulla realizzazione del minimetrò di Perugia, le accuse sono truffa aggravata e turbativa d’asta. Insieme ad altre aziende avevano fatturato un importo superiore ai 250000 euro per lavori mai eseguiti, costituendo anche un cartello per spartirsi i lavori.

Ancora mele marce? No, non ci stancheremo mai di scrivere che ad essere marcio è il sistema delle grandi opere tutte, come le recenti inchieste sul Mose di Venezia e sull’Expo di Milano stanno a dimostrare. Da quando censiamo le ditte impegnate a lavorare nella costruzione del Terzo Valico non facciamo altro che trovare mele marce di un albero ancora più marcio le cui radici sono la commistione di interessi fra politica, imprenditoria e organizzazioni criminali. L’Italia di Matteo Renzi e del suo Partito Democratico non solo non sta cambiando verso, ma difende come sempre gli interessi dei soliti noti contro le popolazioni locali in lotta per difendere la propria terra dalla distruzione.

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