Ancora sotto attacco la nostra libera informazione di parte

Quanto da fastidio la libera informazione di parte che dalle colonne di questo sito portiamo avanti con costanza dal marzo del 2012?

Evidentemente parecchio visto che le attenzioni della polizia postale e della magistratura genovese sono state, ancora una volta, rivolte nei nostri confronti. Nei giorni scorsi il webmaster del nostro sito è stato nuovamente convocato dalla polizia postale e gli è stato notificato di essere soggetto ad un’indagine per il reato di diffamazione. E’ la stessa storia del gennaio 2014 quando il webmaster venne sempre convocato dalla postale e ascoltato come persona informata sui fatti. La differenza è che da oggi risulta ufficialmente indagato. Inutile ricordare che tutto questo avviene a seguito di una denuncia depositata dal Cociv presso la Procura di Genova riguardante l’articolo “Un cantiere nel disprezzo della legalità“. Un pezzo che a rileggerlo oggi non è neppure uno dei più duri pubblicati dal nostro sito. Resta il fatto che il Cociv ha ormai deciso da tempo di muovere la sua macchina elefantiaca di legali per attaccare il movimento con la sponda sempre disponibile delle procure, come ben dimostrano i tanti procedimenti giudiziari aperti nei confronti di chi lotta per fermare la “grande opera” e il recente avviso di garanzia ricevuto da Antonello Brunetti per una questione analoga.

Dal canto nostro mandiamo un forte abbraccio al webmaster (si occupa esclusivamente della parte tecnica del sito e non del contenuto degli articoli che vengono pubblicati) e ribadiamo che fintanto ci sarà garantita la libertà di espressione continueremo a parlare del Cociv e della “professionalità” con cui operano all’interno dei cantieri del Terzo Valico.

A pensarci bene è davvero difficile riuscire a diffamare chi si autodiffama tutti i giorni da solo con il suo modo di comportarsi e operare.