Come si esegue un esproprio del Terzo Valico secondo il Cociv

Qualche giorno dopo la grande giornata di resistenza agli espropri del 30 luglio e la risposta data dal Movimento No Tav – Terzo Valico con la partecipata fiaccolata del 3 agosto ci è stato recapitato un video che ben dimostra, più di mille parole, quello che i comitati vanno ripetendo dal primo momento. Gli espropri in realtà, nonostante cariche, manganellate e lacrimogeni non sono stati eseguiti a termine di legge. Intanto è bene ricordare che alcuni dei nove espropri erano stati recapitati senza il necessario preavviso di sette giorni come previsto dall’articolo 23 lettera g del Testo unico in materia di espropiazioni per pubblica utitlità: è notificato al proprietario nelle forme degli atti processuali civili, con un avviso contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora in cui è prevista l’esecuzione del decreto di espropriazione, almeno sette giorni prima di essa“. E’ sempre lo stesso testo di legge che spiega come debba avvenire l’esecuzione dell’esproprio al punto 3 dell’articolo 24: “Lo stato di consistenza e il verbale di immissione sono redatti in contraddittorio con l’espropriato o, nel caso di assenza o di rifiuto, con la presenza di almeno due testimoni che non siano dipendenti del beneficiario dell’espropriazione. Possono partecipare alle operazioni i titolari di diritti reali o personali sul bene.“. E’ evidente che per poter permettere all’espropriato la realizzazione del verbale in contraddittorio occorra recarsi presso la sua proprietà interessata dal decreto di esproprio e solo in sua assenza si possa eseguire l’operazione con l’ausilio di almeno due testimoni. In otto dei nove espropri questo non è avvenuto e i tecnici incaricati dal Cociv si sono limitati ad eseguire da distante una fotografia delle aree interessate, protetti da un ingente cordone di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa. Quindi le operazioni sono state con ogni evidenza non valide e se Cociv dovesse ritenerle tali e inviare i verbali di presa in possesso agli espropriati, i legali del movimento cercheranno di far valere le loro buone ragioni in ogni sede giuridica opportuna. Oltretutto se bastava una fotografia che bisogno c’era di picchiare e gasare i cittadini? Perchè nonostante le diffide all’esecuzione degli espropri mandate dai legali degli espropriati al Cociv per l’assenza dei tempi previsti dalla legge e mostrate ai funzionari della Questura di Alessandria si è deciso ugualmente di procedere? Un altro bell’esempio di professionalità ed equilibrio delle forze di polizia secondo il Partito Del cemento?

Aggiungiamo un elemento riguardante proprio l’esproprio alla Crenna raccontato nel video pubblicato sotto. Intanto dei tre proprietari del terreno solo uno era stato avvisato a termini di legge, ma abbiamo poi una notizia ben più succosa. Gli omini stanno fotografando non il terreno interessato dall’esproprio ma un altro terreno che non c’entrava proprio nulla con l’immissione in possesso prevista il 30 luglio. Insomma, i tecnici del Cociv non sapevano neppure dove si trovassero nonostante i meticolosi sopralluoghi dei giorni precedenti (la stessa cosa è successa nel bosco di Moriassi). Poverini, non deve essere facile eseguire espropri in un territorio che non conoscono, protetti dalle forze dell’ordine e in mezzo ai gas lacrimogeni che giustizia divina ha voluto si respirassero pure loro.

Ancora alcune domande.

Davanti a questo video che ben dimostra il modus operandi truffaldino del Cociv avranno per sbaglio qualcosa da dire i Sindaci di Arquata e Serravalle e i Consiglieri Comunali, Regionali e Parlamentari favorevoli alla realizzazione del Terzo Valico? Forza signori superate l’imbarazzo e fatevi avanti per difendere la legalità che dite di avere tanto a cuore.

Dopo aver fatto finta di non sapere chi stesse lavorando nei cantieri del Terzo Valico anche questa volta scieglierete la via dell’omertà?

L’ultima domanda la rivolgiamo a loro, ai tre uomini e alla donna che hanno tentato invano di “fare il loro lavoro”. Noi non li conosciamo, non sappiamo come si chiamano, dove vivono e neppure lo vogliamo sapere. Non sappiamo se hanno figli e che cosa gli hanno raccontato una volta tornati a casa. Non sappiamo cosa conoscano del Terzo Valico e delle ragioni per cui tante persone si oppongono alla sua realizzazione. Comunque stiano tranquilli, i No Tav sono persone per bene, non nutrono nessun sentimento di rivalsa e vendetta. Una curiosità però vorremmo togliercela.

Cari signori, come ci si sente a fare “il vostro lavoro” fra cariche, manganelli, lacrimogeni, persone che vomitano, urla, teste spaccate, anziani feriti caricati in ambulanza? Pensateci, c’è lavoro e lavoro e il lavoro che fate testimonia le persone che siete. Proprio come chi vi ha protetto.

Buona visione del filmato.

 

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