Accorciata la durata dei fogli di via per gli attivisti piemontesi

Oltre tre mesi dopo la sentenza del Tar Liguria che imponeva alla Questura di Genova di rinotificare la durata dei fogli di via per dieci attivisti piemontesi, nei giorni scorsi sono finalmente stati notificati i nuovi provvedimenti. Per tutti gli attivisti la durata del provvedimento era stata stabilita in tre anni, il tempo massimo previsto dalla normativa. Con le nuove determine ad un militante il foglio di via è stato ridotto a 13 mesi, per altri sei militanti a 18 mesi e per i rimanenti tre a 30 mesi. Di fatto per un militante del comitato di Arquata il provvedimento è già terminato ed ha così potuto recarsi nei Comuni di Genova, Ronco Scrivia, Ceranesi e Campomorone ad abbracciare i militanti dei comitati liguri contrari alla realizzazione del Terzo Valico. Sei militanti torneranno a riavere la possibilità di varcare il confine ligure a gennaio dell’anno prossimo, mentre per i restanti tre si profilano tempi più lunghi con il provvedimento in scadenza a gennaio del 2016. La riduzione dei provvedimenti si è ottenuta grazie al lavoro dei legali del movimento Alessandro Gorla e Laura Tartarini che si sono visti riconoscere dal Tar Liguria la fondatezza del ricorso che avevano presentato. Pochi giorni dopo la pubblicazione della sentenza del Tar avevano commentato: “E’ una sentenza che riconosce l’agire discrezionale – e quindi politico – della Questura di Genova. Il TAR Liguria ha sottolineato come, a fronte di una manifestazione svoltasi senza incidenti, l’autorità di PS ha imposto un grave limite alla libertà di dieci persone per la durata massima prevista dalla norma (3 anni), senza alcuna valutazione individualizzante, per il mero fatto quindi che queste persone appartengono al movimento che si oppone alla realizzazione del terzo valico dei giovi, e non già in quanto singolarmente “pericolose per la sicurezza pubblica”, come prevederebbe invece la disciplina che governa l’emissione di questo tipo di provvedimenti inibitori.”

La speranza è che questa sentenza possa servire anche per i ricorsi che sono stati presentati al Tar Piemonte per contrastare i provvedimenti con cui il Questore di Alessandria ha interdetto a 16 attivisti liguri la possibilità di recarsi nei Comuni piemontesi interessati dalla realizzazione della nuova linea ferroviaria.

Sempre sul fronte giudiziario dobbiamo segnalare due nuove notizie. La prima è che sono stati consegnati due nuovi avvisi orali ad attivisti piemontesi a seguito dei quattro dello scorso luglio. La seconda riguarda le attenzioni che la polizia postale sta riservando al nostro sito per un articolo che Cociv non è riuscito proprio a digerire. E’ stata ascoltata un’attivista come persona informata sui fatti ed è stato consegnato un nuovo avviso di garanzia per un altro attivista. Entrambi sono militanti del movimento ma non si occupano della gestione del nostro sito. A tutti e quattro va un abbraccio solidale e fraterno.

 

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