Cociv e le responsabilità del dissesto in Valverde

I cantieri del Terzo Valico hanno contribuito ai fenomeni di dissesto accaduti in Valverde dopo i recenti eventi alluvionali, sia in località Maglietto, sia nella Provinciale per Cravasco.

Come è accaduto con il deragliamento del Freccia Bianca a Fegino, Co.Civ sembra faccia di tutto per non far trapelare le proprie responsabilità, trovando una sponda nei nostri Amministratori.

Betoniere e mezzi di Co.Civ diretti ai cantieri della Valverde non hanno smesso di passare ne’ durante l’alluvione e nemmeno nelle giornate successive. Da un lato dimostrando come Co.Civ non possieda quel minimo di buonsenso che basterebbe per  fermare i passaggi di mezzi pesanti in una situazione di elevata criticità. Dall’altro lato aggravando la situazione dei movimenti franosi in atto sulle strade.

Nella foto possiamo vedere la Provinciale per Cravasco, già transennata per la frana in atto, mentre sta transitando un camion di Polistrade Spa (subappaltante di Co.Civ).

Che il continuo passaggio di questi “colossi” su una strada, mentre sta franando, possa aver contribuito all’aggravarsi della situazione (fino a costringere poi la Sindaco dopo alcuni giorni ad interdirla ai mezzi pesanti) ci pare piuttosto palese. Altrettanto evidente è la causa delle crepe della strada della Montagnola: lo sbancamento a valle effettuato nel cantiere del Terzo Valico.

E’ sempre piu’ chiaro come le priorità per le Valli Liguri e Piemontesi siano ben altre rispetto alle colate di cemento, ai buchi e  alle subdole compensazioni del Terzo Valico.

Affrontare in maniera corretta i problemi di dissesto che ci hanno interessato, crediamo vada ben oltre incaricare Co.Civ di mettere a posto qualche situazione di criticità (magari proprio laddove una frana blocca il loro cantiere!!), come affermato dagli Amministratori di Campomorone.

Occorre dirottare quella montagna di finanziamenti pubblici che vorrebbe inghiottirsi (ed in parte lo sta gia’ facendo) il Terzo Valico, a  favore delle opere di messa in sicurezza del territorio. Opere  necessarie non solo nella nostra valle e nella, piu’ volte martoriata, Valbisagno, ma in buona parte delle valli Liguri e Basso Piemontesi.

Opere che andranno eseguite laddove possibile da aziende del territorio, lasciando comunque distante anni luce l’aria torbida che si respira intorno al “sistema grandi opere”.

VENERDI 28 NOVEMBRE ORE 21 AUDITORIUM CAMPOMORONE ASSEMBLEA PUBBLICA

Valverde NO TAV