Disastro nelle valli del Terzo Valico. Dall’indignazione alla rabbia degna

Riceviamo da Claudio e pubblichiamo.

E’ il solito bollettino di guerra, come ogni volta che piove. Eppure le piogge a Novembre ci sono sempre state e nessuno può lasciarsi convincere da nuovi termini come “bomba d’acqua” coniati ad hoc dai media per distogliere lo sguardo dai responsabili della devastazione che sta subendo il nostro territorio. Non c’è luogo interessato dal Terzo Valico che sia stato risparmiato, le valli Scrivia, Lemme, Polcevera e Verde sono in ginocchio duramente colpite non dalle piogge, si badi bene, ma da chi ne ha fatto per decenni territori di conquista da cementificare fino a provocare i disastri a cui oggi assistiamo. Il buon senso consiglierebbe a chiunque, davanti a quanto sta succedendo sempre con maggior frequenza, di rinunciare alla costruzione di un’opera inutile osteggiata con forza in questi anni dalla popolazione locale. Bisogna rinunciare alla costruzione dell’opera non solo perché 6,2 miliardi bisognerebbe utilizzarli meglio, per esempio per mettere in sicurezza il territorio dal pesantissimo dissesto idrogeologico. Bisognerebbe rinunciare anche perché il Terzo Valico porta ulteriore grave dissesto come le frane che hanno interessato praticamente tutti i cantieri dell’opera, sia sul versante ligure che su quello piemontese, stanno a dimostrare. Il 10 ottobre una frana staccatasi dal cantiere della “galleria Campasso” aveva fatto deragliare un treno Freccia Bianca e solo per fortuna non vi è stata una strage. Sabato a Pontedecimo, al Maglietto, alla Biacca, a Voltaggio, a Fraconalto e a Serravalle altre frane si sono sviluppate dove le mani del Cociv hanno iniziato a lavorare. Mi chiedo davvero dove possa arrivare l’arroganza dei nostri politici che davanti al disastro si limitano a chiedere di girare un po’ di soldini dal Terzo Valico alla cura del territorio. Come fanno i Sindaci a continuare a tacere? Non si sta forse verificando per filo e per segno quanto i comitati sostengono da sempre? E allora che cosa aspettano a prendere posizione anche magari per dire (sapendo di mentire) che il Terzo Valico è la migliore delle opere possibili ma davanti ai disastri occorre fermarsi?

Forse qualcosa sta cambiando, lo scaricabarile fra Renzi e Burlando è il segnale che delle crepe si stanno formando. Sembrano il corvo e il merlo che litigano per chi sia più nero, ma se si iniziano ad aprire contraddizioni nel campo avversario per chi lotta contro “la grande opera” è tutto grasso che cola. Lo stesso Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e renziano della prima ora, continua a chiedere che si rinunci al Terzo Valico. Aria in libertà se, come è stato fino ad oggi, a questo non seguono atti parlamentari consequenziali alle proprie dichiarazioni stampa.

Se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi anni è che la storia ha sempre e comunque bisogno di una spintarella e quello è il compito che in tutti questi anni ha avuto il Movimento No Tav – Terzo Valico. Forse è il momento di provare a dare ancora, con tutte le forze che ci rimangono, un’altra spinta. So che abbiamo i cuori sufficientemente grandi per farlo, so che le pagine migliori della lotta al Terzo Valico dobbiamo ancora scriverle. Dobbiamo crederci fino in fondo. Dobbiamo trasformare l’indignazione in rabbia degna. Abbiamo fatto tantissimo, dobbiamo fare ancora di più. E’ questo il momento in cui è possibile fermarli davvero e come abbiamo sempre saputo siamo solo noi che possiamo farlo.

Un forte abbraccio a tutte e a tutti.

Claudio dal confino alessandrino

In allegato alcuni video girati dagli attivisti del comitato di Novi che dimostrano quanto accaduto alla Pieve

La Pieve di Novi ancora allagata dove c’è il cantiere del Terzo Valico

Intervista ai cittadini allagati alla Pieve di Novi

La rabbia dei cittadini allagati alla Pieve di Novi

 

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