Mele, primi passi contro lo smarino del Terzo Valico

da noterzovalico.org

E’ proprio di pochi giorni fa la notizia che COCIV avrebbe identificato a Mele, entroterra di Genova Voltri, uno dei siti di stoccaggio dello smarino proveniente dai cantieri del Tav-Terzo Valico. Il sito, situato in un’area a ridosso delle abitazione di Mele e di fraz. Cerosolo, tra prati e boschi, prevede che vengano stoccate tra 300mila e 600mila metri cubi di terre di scavo, comprendendo un’area di 150 metri per 50 di dislivello, con un costo complessivo di 4milioni di euro. Il piano di devastazione di COCIV prevede una durata di cantiere di 5 anni con il passaggio di oltre 44mila camion. L’area, prima di proprietà di un privato, sarebbe già stata venduta a COCIV con il parere positivo di Regione, Provincia e sopraintendenza al progetto. Le istituzioni, ancora una volta, dimostrano da che parte stanno: dalla parte di chi distrugge e devasta il territorio, di chi specula e si arrichisce sui disastri ambientali delle Grandi Opere. Proprio nel territorio di Mele, nei giorni dell’alluvione di novembre, ci sono stati numerosi danni, frane e smottamenti, che pochi giorni fa hanno isolato una ventina di famiglie oltre che “mettere a nudo” uno dei piloni autostradali del viadotto della A26. Un terreno, questo, da sempre a rischio smottamento, solitamente di piccole dimensioni.

Ma non si è fatta attendere la mobilitazione degli abitanti di Mele: ieri sabato 22 novembre, gli abitanti di Mele hanno preteso un incontro pubblico sui terreni in questioni con il Sindaco e i responsabili del progetto, e hanno manifestato la chiara intenzione di combattere in ogni modo il progetto di COCIV. “No, non si può neanche pensare a un progetto del genere, è da pazzi, qui si mettono a rischio delle persone, il monte è sempre franato”, dichiara un abitante di Mele, proprio su quel prato che nella memoria collettiva è il “prato in cui si andava a giocare da bambini”. Quello che già tutti chiamano “mostro” e “discarica” si posizionerebbe sopra una vena che passa sotto tutta la collina, dall’area della recente frana fino al sito di stoccaggio. Un incontro molto partecipato, oltre un centinaio di abitanti locali, dai toni accesi, in cui gli abitanti di Mele hanno espresso la loro opposizione al progetto proprio davanti alla sfacciataggine e alle menzogne dei tecnici del COCIV. Inoltre il sindaco di Mele ha dichiarato che “il nostro parere è vincolato alla volontà degli abitanti, se non dovessero esprimersi a favore, saremo i primi a dire no”. Vedremo.

Si intravedono muoversi quindi, anche nell’estremo ponente genovese, i primi passi contro questo ennesimo scempio di COCIV e del Terzo Valico.

Print Friendly, PDF & Email