Cociv nel mirino per le terre da scavo grazie anche ad un esposto No Tav

Nei giorni scorsi sull’edizione locale de La Stampa è stata data notizia che Cociv sarebbe nel mirino della Provincia di Alessandria e dell’Arpa per la gestione parecchio allegra che sta avendo delle terre da scavo. I due enti sembrerebbero fare sul serio a tal punto da aver richiesto chiarimenti al Ministero dell’Ambiente e aver inviato tutte le carte alla Procura della Repubblica di Alessandria. A far discutere è la gestione dello smarino proveniente dalla Castagnola che viene portato presso il deposito di Libarna (trattasi dell’area i cui terreni vennero espropriati illegalmente nella giornata del 30 luglio) ed è stato anche utilizzato come riempimento presso il Parco Piaggio di Arquata, un’area che dovrebbe ospitare il campo base per gli operai del Terzo Valico e dove già oggi sorge il deposito container della Derrick. Abbiamo provato ad approfondire la questione considerato che numerosi cittadini di Arquata del Comitato No Tav – Terzo Valico avevano presentato un esposto da cui potrebbero dipendere le mosse della Provincia di Alessandria e dell’Arpa. Cociv sostiene di fare tutto a regola d’arte, ma tanto per cambiare ci permettiamo di non essere per nulla d’accordo con le loro dichiarazioni. Il piano cave approvato dalla Regione Piemonte prevedeva che neppure un metro cubo di terra dovesse arrivare a Libarna dal cantiere della Castagnola ma vista l’indisponibilità del deposito della Pieve di Novi Ligure (a causa dei recenti eventi alluvionali) Cociv ha pensato bene di farsi autorizzare dal Ministero dell’Ambiente alcune modifiche al Piano Cave e naturalmente con la solita disponibilità il dicastero guidato da Gian Luca Galletti ha accolto le richieste del Consorzio. Come si può vedere dall’estratto del documento approvato (il documento completo è scaricabile qui) sono stati modificati i siti di destinazione ed è stato previsto che possano arrivare a Libarna dal cantiere della Castagnola 47.050 metri cubi banco di smarino.

Ciò che invece non trova il minimo riscontro e su cui verteva parte dell’esposto del Comitato No Tav di Arquata a cui l’Arpa diede risposta è che le terre provenienti dalla Castagnola venissero utilizzate per il riempimento del Parco Piaggio. Non sta scritto da nessuna parte che il materiale di risulta degli scavi possa essete utilizzato all’interno dei campi base, ma Cociv convinto di essere al riparo da occhi indiscreti ha pensato bene, tanto per cambiare, di fare quello che gli veniva più comodo. Peccato che le videocamere e le macchine fotografiche dei No Tav sono sempre presenti (anche se ben nascoste) e come si può vedere dalle foto e dal video che riportiamo sotto è lampante come i camion del Cociv stiano scaricando terra all’interno del Parco Piaggio. Camion provenienti dalla Castagnola. La morale è che i lavori al Piaggio si sono fermati da svariato tempo e ci auguriamo, pur senza farci grandi illusioni, che la Procura di Alessandria decida di andare in fondo alla questione.

Da parte nostra denunciamo da sempre la continua illegalità con cui Cociv si muove da quando ha messo piede nelle nostre terre e per questo siamo anche stati accusati più volte di diffamazione da parte degli avvocati del Consorzio che hanno presentato denunce alle Procure di Genova e di Alessandria.

La realtà è sotto gli occhi di tutti e l’esposto del comitato arquatese sembra aver dato i primi frutti considerato il blocco dei lavori del campo base.

Esposti, marce popolari, azioni ai cantieri, blocchi dei lavori sono tutti tasselli di quella che definiamo lotta popolare. Una lotta destinata a continuare per cacciare una volta per sempre i devastatori dalla nostra terra.