Cociv non paga le ditte subappaltanti? Ammutinamento in corso ad Arquata?

Si sa da sempre, i paesi sono piccoli e le voci corrono. Poi che le voci siano fondate o meno è sempre da verificare, ma noi che verifichiamo sempre tutto scrupolosamente questa volta ci permettiamo di riportare delle voci. Voci che confermerebbero altre voci, ma soprattutto un evidente rallentamento in corso dei lavori e altre notizie già date dai media mainstream e verificate.

Dicono che sia in corso una specie di ammutinamento nei confronti di Cociv da parte di una ditta impegnata nei lavori del cantiere del Terzo Valico di Radimero ad Arquata Scrivia. Non si tratterebbe di una ditta qualunque, ma di un super mega colosso delle costruzioni, con tutte le competenze tecniche per occuparsi dei lavori veri tipo lo scavo del tunnel di valico con fresa Tbm (la talpa) una volta che dovesse arrivare ad Arquata. Per capirci non parliamo di una ditta che dovrebbe occuparsi degli allargamenti delle strade.

Gira voce che abbiano dato ordine ai propri dipendenti di ritirarsi dal cantiere come forma di protesta nei confronti dei mancati pagamenti da parte del committente. Per farla più semplice gira voce che tale ditta stia recriminando a Cociv circa 1.500.000 Euro di lavori già eseguiti e il cui pagamento sarebbe di molto in ritardo sui tempi stabiliti. In effetti a ben vedere nel cantiere di Radimero i loro mezzi sono stati rimossi o sono fermi e addirittura, come testimonia la foto di copertina dell’articolo, un silos è stato abbattuto chissà se per essere rimosso. Certo, non è la prima volta che accade, ma questa volta non si tratterebbe delle rimostranze di un bar per alcune migliaia di euro, ma di quelle di una grande ditta per una cifra a sei zeri.

Gira anche voce che una latrina ospitante alcuni operai sempre in Valle Scrivia stanca di aspettare i soldi di un’altra ditta, abbia deciso di sbattere fuori le maestranze. Forse funziona proprio così: i finanziamenti del Terzo Valico stanno al palo come abbiamo più volte documentato e senza finanziamenti Cociv non paga le ditte subappaltanti che a loro volta non pagano bar e alberghi dove alloggiano gli operai in attesa della costruzione dei campi base. E alla fine chi se la prende in quel posto è l’ultimo anello della catena. Funziona così da sempre. Non che ci dispiaccia, sia chiaro, tifiamo da sempre per la rovina di chi accetta di fare affari con chi vuole devastare i paesi in cui viviamo e ogni volta che dobbiamo bere un caffè, andare al ristorante, consigliare un albergo sappiamo bene cosa fare, ma soprattutto cosa non fare. Resta il fatto che questo ci sembra un primo interessante campanello di allarme.

Ma sono solo voci e le voci, come si sa, non sempre sono attendibili. Ma quando le voci iniziano ad essere molte e tutte più o meno dicono le stesse cose, secondo noi c’è da crederci.