Sull’incidente nei cantieri del Terzo Valico in Valverde

Sono tanti e diversificati i mezzi che operano nei cantieri del Terzo Valico.

Abbiamo escavatori, pale meccaniche grandi e piccole, motoscope, camion e camioncini, piccole auto per geometri ed ingegneri, macchine della polizia, ecc. ecc. …

Purtroppo giovedì 5 febbraio ha varcato i cancelli del cantiere al Maglietto in Valverde un mezzo che non avremmo mai voluto vedere: un’ambulanza.
Un paio d’ore dopo questo avvistamento iniziano a girare in rete articoli dei giornali on line che riportano la notizia di un operaio rimasto gravemente ferito in quel cantiere, descrivendo anche la dinamica dell’incidente.
Secondo Repubblica online, questo lavoratore è stato investito da un carico di ghiaia che un camion stava ribaltando a terra, causandogli la frattura di entrambe le gambe ed è stato trasportato all’ospedale in codice rosso.
Un episodio molto grave e spiacevole che ovviamente ha colpito l’unico soggetto debole del meccanismo “grandi opere”: i lavoratori.
Facile immaginare le cause: pioveva quel giovedì e lavorare all’aperto sotto la pioggia aumenta i rischi e diminuisce la visibilità, la fretta per recuperare i ritardi, decine di camion che vanno avanti e indietro come formiche gigantesche, la pressione di capi cantiere anch’essi sotto pressione… e un ragazzo ci ha rimesso le gambe e speriamo nient’altro.
Un cantiere ” normale ” sarebbe ora sotto sequestro (o almeno lo sarebbe l’area dell’incidente) così come il mezzo coinvolto, ma così non è.
A loro Signori tutto è concesso.
Un’altra cosa non torna leggendo l’articolo: il giornalista parla di un carico di ghiaia; noi che monitoriamo quel cantiere quotidianamente non abbiamo mai visto camion carichi di ghiaia andare in quel sito, ma abbiamo visto tanti, tantissimi camion carichi dello smarino proveniente dalla “Finestra Cravasco” scaricare lì, trasformando l’area del Maglietto in una vera e propria discarica.
È logico ipotizzare che sia stato lo smarino ad investire l’operaio, smarino che in quel cantiere non dovrebbe  andare, perché tutto destinato alla Cava Castellaro e soprattutto perché il deposito di smarino al Maglietto non compare in nessun progetto ed in nessun protocollo di utilizzo terre da scavo. (il documento ufficiale che individua le aree idonee per stoccare lo smarino, che ricordiamo è considerato un rifiuto).
Certi che le indagini in corso finiranno per accusare di una qualche negligenza i lavoratori coinvolti, compreso il ferito, porgiamo ad esso i migliori auguri di pronta guarigione e speriamo che chi ne ha competenza (forse basterebbe una parolina dell’amministrazione comunale) ponga fine al trasporto di smarino verso il Maglietto e al conseguente passaggio di centinaia di camion al giorno, del tutto inutile e fuorilegge dalla frazione di Isoverde …. ma non ci illudiamo.
A saiá Dua…
Valverde No Tav

P.S. negli stessi minuti dell’incidente, mentre alcuni attivisti Notav cercavano di capire cosa fosse successo, il torrente Verde, come molte volte negli ultimi mesi, assumeva strani colori, prima biancastri poi neri…Ma questa volta, di certo…non finisce qui.

 

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