E’ il tempo di chiudere una volta per tutte la partita del Terzo Valico

Le pagine di tutti i quotidiani sono piene di articoli sull’inchiesta condotta dalla Procura di Firenze che ha portato fra gli altri all’arresto di Ercole Incalza, il vero dominus del Ministero dei lavori pubblici. Una storia di gigantesche tangenti, appalti truccati, lievitazione dei costi, mancati controlli, regali e regalini nella migliore delle tradizioni italiane. Il Terzo Valico ne esce a pezzi da questa vicenda. Ben 700.000 Euro di compensi versati ad Alberto Donati, genero di Incalza, da una delle società del Gruppo Gavio, parte del consorzio Cociv. Consorzio con una lunga storia giudiziaria alle spalle, un’inchiesta finita prescritta grazie all’ex Cirielli per truffa aggravata ai danni dello Stato, Pietro Paolo Marcheselli, direttore del consorzio, estromesso dalla Direzione Investigativa Antimafia dopo essere stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione per smaltimento illecito di rifiuti nel Tav del Mugello e per finire la ciliegina sulla torta: l’arresto di Perotti, direttore dei lavori del Terzo Valico.

Ci viene da sorridere a pensare di essere stati denunciati per diffamazione per aver dato al Cociv dei banditi. Sono molto peggio: corrotti, depredatori di denaro pubblico, tangentisti, devastatori del territorio e dell’ambiente, persone senza scrupoli a cui prima o poi verrà presentato il conto. Poco importa che oggi lo dica anche la magistratura, il Movimento No Tav – Terzo Valico lo va dicendo da sempre.

E’ di ieri sera la notizia delle dimissioni del Ministro Lupi, coinvolto fino al collo nella vicenda, ma più che di questo ci interessa parlare dei nostri amati Sindaci, quelli che per due rotonde, un campetto da calcio e un sottopasso hanno svenduto il nostro territorio ai banditi. Si sono seduti al banchetto delle compensazioni, hanno fatto finta ogni tanto di alzare la voce, hanno parlato con Marcheselli, applaudito Incalza e Lupi in Prefettura ad Alessandria. E adesso? Adesso stanno zitti, nulla da dichiarare su quanto sta succedendo in questi giorni. Questo silenzio non fa che avvalorare la tesi di quanti hanno sempre temuto che anche i nostri primi cittadini siano parte di questo sistema marcio e corrotto.

Oggi questi signori dovrebbero chiederci scusa per aver detto che eravamo dei visionari, degli allarmisti, dei catastrofisti, ma soprattutto dovrebbero avere la dignità di mollare le loro poltrone per non aver saputo/voluto difendere le loro comunità da questa gigantesca truffa e dalla devastazione ambientale.

Non sono da meno i Senatori del Partito Democratico Fornaro e Borioli, quelli che ci dipinsero come “i professionisti della violenza”. Anche loro zitti, muti e sotto coperta, nella speranza che il tempo riesca a far dimenticare in fretta che loro sono stati il principale sponsor politico sul territorio del Terzo Valico.

E poi c’è un altro personaggio le cui dichiarazioni si commentano da sole. Il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino è riuscito a dichiarare che il Piemonte non è stato toccato dalla maxi inchiesta. Qualcuno spieghi a quest’uomo privo di vergogna che la Valle Scrivia e la Val Lemme non sono su Marte, ma guarda caso proprio in Piemonte. Lui almeno ha avuto il coraggio di parlare, ma forse era meglio se stava zitto.

Sia comunque ben chiara una cosa: non ci basta sapere che avevamo ragione, adesso Cociv se ne deve andare dalla nostra terra, con le buone o con le cattive. Questo è il momento in cui il progetto del Terzo Valico deve tornare nel cassetto, le ruspe devono essere fermate e i nostri territori bonificati dalle loro recinzioni e dalla loro puzza di malaffare e criminalità organizzata. E’ questo il tempo di chiudere la partita una volta per tutte.