Il teatrino dei Sindaci che fanno finta di arrabbiarsi per il Terzo Valico

Quanto è antipatico scrivere che avevamo ragione? Eppure avevamo ragione e la lettera inviata nei giorni scorsi dai Sindaci del Basso Piemonte al Governo e a Rfi non fa che confermarlo. I primi cittadini delle valli Scrivia e Lemme hanno messo nero su bianco quanto i cittadini che protestano contro la realizzazione del Terzo Valico dicono da sempre. La modifica del tracciato con l’eliminazione dello Shunt a Novi è rimasta lettera morta, idem con patate la richiesta di trasportare lo smarino via ferro. Scomparsa in chissà quale cassetto la richiesta della costruzione della rotonda all’uscita del casello autostradale di Vignole, pura fantascienza la riattivazione del collegamento ferroviario fra la Cementir di Arquata e Novi San Bovo. Restano al palo perfino le compensazioni nel nome delle quali i Sindaci si sono venduti il proprio territorio. Niente “punto informativo” sul Terzo Valico a Novi, zero ricadute occupazionali sul territorio, neppure sulla carta gli studi per la valorizzazione della logistica.

Sia chiaro, sono gli stessi Sindaci nella loro lettera a scrivere tutte queste cose. Ma sia altrettanto chiaro che il Terzo Valico deve andare avanti infatti i primi cittadini si premurano di scrivere in premessa di “…aver sempre dimostrato un atteggiamento responsabile e collaborativo nei confronti dell’opera a fronte di un impatto ambientale sul territorio tutt’altro che trascurabile esponendosi, spesso, con la popolazione…”. La loro preoccupazione è una sola, quella che “…l’interruzione delle attività dei cantieri rendono invisa l’opera alla popolazione, alimentano – suffragandole – le argomentazioni dei detrattori dell’opera stessa e rappresentano per le amministrazioni locali fonte di incertezza per il rispetto delle tempistiche di completamento dei lavori. Con queste premesse, infatti, la durata dei cantieri sul territorio è destinata a dilatarsi oltremisura trasformando i disagi della cantierizzazione in una seria minaccia alla vivibilità ed alla “pace sociale” dell’intero territorio…”.

Traducendo dal politichese per i Sindaci il problema è rappresentato dalla lotta del Movimento No Tav – Terzo Valico e soprattutto hanno paura che i cittadini possano arrabbiarsi ancora di più di quanto fatto finora. Fa ridere che definiscano “pace sociale” gli ultimi tre anni di vita in Valle Scrivia, dove se contassimo il numero di manifestazioni, assemblee, blocchi degli espropri, manganellate e feriti, si scoprirebbe essere più alto di quello degli ultimi cinquant’anni.

Così, quasi per magia, il giorno dopo la pubblicazione della lettera, vengono ricevuti dal Ministro Lupi a Roma per partecipare ad un teatrino che sa tanto di concordato preventivamente. Lupi promette, i toni dei Sindaci si smorzano, il Partito Democratico si impegna a vigilare sulle promesse e vissero tutti felici e contenti. Sarà mica che tutto sto finto casino sia stato fatto esclusivamente per ottenere la nomina di Mario Lovelli, già Sindaco di Novi e parlamentare del PD, a commissario straordinario per il Terzo Valico?

Chissà se anche questa volta dovremo scrivere di aver avuto ragione…

P.S: venerdì 27 marzo ad Arquata vi sarà un’assemblea pubblica in cui discutere di cosa le amministrazioni comunali potrebbero fare per opporsi al Terzo Valico. Bisognerebbe però essere contrari alla sua realizzazione, mentre i nostri Sindaci, da Spineto a Robbiano, passando per Carbone e la Rossa hanno deciso tanto tempo fa di svendere i loro territori per un piatto di lenticchie chiamato compensazioni. Un piatto che non è neppure ancora stato servito!