Terzo Valico, ispezione della Direzione investigativa antimafia nel cantiere di Fegino

Ieri si è aggiunto un altro indizio che sta bene a testimoniare come intorno alla vicenda Terzo Valico si possano sentire le prime scosse di quello che potrebbe essere un forte terremoto. Dopo la chiusura del cantiere di Arquata, il sequestro di una cava a Tortona e l’estromissione del direttore del Cociv Marcheselli a causa del venir meno delle certificazioni antimafia, ieri si è avuta notizia di un’ispezione della Direzione Investigativa Antimafia all’interno del cantiere di Fegino a Genova. Un’ispezione che segue di qualche giorno un grosso via vai di polizia e finanza all’interno del cantiere di via Tecci, segnalatoci da alcuni No Tav residenti in zona. Sia chiaro, sembrerebbe si sia trattato di un normale controllo di routine, ma intanto non casualmente avviene proprio in uno dei cantieri del Terzo Valico. Noi non sappiamo se qualcosa stia bollendo in pentola, sappiamo solo che molti indizi fanno una prova e che le grandi opere da sempre significano devastazione ambientale, spreco di risorse pubbliche, pericoli per la salute e naturalmente tangenti e infiltrazioni della criminalità organizzata.

L’articolo da genova24.it

Terzo Valico, ispezione della Direzione investigativa antimafia nel cantiere di Fegino

Genova. Ispezione della Direzione Investigativa Antimafia di Genova questa mattina nel cantiere di Fegino del Terzo valico ferroviario. L’operazione, tecnicamente un “accesso ispettivo”, è avvenuta congiuntamente a a personale della Questura, del Comando Provinciale Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Direzione Territoriale del Lavoro e del Corpo Forestale dello Stato.

“Il servizio – si legge in una nota della Dia – è finalizzato a contrastare l’infiltrazione delle organizzazioni criminali di tipo mafioso nei lavori pubblici e più in generale in tutti quei settori produttivi ad effetto trainante per l’economia del Paese; il tutto attraverso il continuo monitoraggio, oltre che dei cantieri aperti, anche delle ditte coinvolte, a vario titolo, nelle procedure di aggiudicazione ad evidenza pubblica”.

La Dia in questo ambito ha un ruolo di “raccordo tecnico delle attività ispettive disposte dal Prefetto, agendo anche in autonomia con il controllo periodico delle imprese, degli uomini e dei mezzi operanti nei cantieri””. I risultati delle indagini saranno inviati al prefetto Fiamma Spena.