Esposto partito, destinazione Procura di Firenze

Come annunciato nella conferenza stampa del 26 marzo, è stato spedito alla Procura di Firenze l’esposto concernente l’iter autorizzativo relativo alla realizzazione del Terzo Valico per lotti costruttivi non funzionali.

Questo esposto è la naturale conseguenza di quanto emerso negli ultimi mesi a seguito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Ercole Incalza e Stefano Perotti, soprattutto in considerazione delle parti dell’indagine inerenti il Terzo Valico.

In alcuni passaggi dell’ordinanza applicativa di misure cautelari la Procura di Firenze evidenzia comportamenti di Incalza volti ad agevolare iter amministrativi o a fornire trattamenti di favore in cambio della direzione lavori a Perotti; in altri punti si apprende di “strani” giri di denaro che hanno come protagonisti non solo Incalza ma anche suo genero e il gruppo Gavio (mediante Argo Finanziaria).

In considerazione del fatto che a Firenze si sta indagando su tali comportamenti, un dozzina di cittadini della Valle Scrivia ha ritenuto opportuno fornire alla Procura fiorentina ulteriori informazioni sul Terzo Valico dei Giovi, in particolare per quanto riguarda la sua realizzazione per lotti costruttivi non funzionali e la mancata valutazione dei costi dovuti alla presenza di amianto, con conseguente valore dell’opera maggiore di quello stimato e superamento del limite che ne consente l’autorizzazione alla realizzazione per lotti costruttivi non funzionali.

Si tratta degli stessi dodici ingegneri, architetti, biologi, geologi, dottori in economia e commercio, medici e docenti universitari che l’anno scorso avevano già firmato l’esposto inviato alle Procure della Corte dei Conti del Piemonte (che ha aperto una posizione), della Ligura, del Lazio e alle Procure della Repubblica di Alessandria, Genova e Torino e che ora, alla luce dei nuovi fatti, hanno deciso di inoltrarlo alla Procura di Firenze
Adesso spetterà a quest’ultima valutare se anche quei commi della Finanziaria 2010 e quelle delibere del CIPE che autorizzavano la realizzazione del Terzo Valico per lotti costruttivi non funzionali (si legga “Una legge su misura per depredare e avvelenare le nostre valli?”) rientrano tra le “procedure amministrative relative al finanziamento dell’opera ed all’avvio ed allo svolgimento dei lavori” alle quali è stato “garantito un favorevole iter” o comunque un approccio per assicurare “un trattamento di favore al general contractor “Consorzio Cociv”“.

La richiesta è una sola: fate in fretta, perché ogni giorno che aspettate procede il camuffamento dello stato di avanzamento lavori, a cui regolarmente i politici abboccano. Cercano di sovrapporre i lotti costruttivi per avviare più cantierizzazione possibili, o meglio per recintare i futuri cantieri, operazione che fa molto scena con le sue belle reti arancioni, ma che a distanza di tre anni stride con lo stato di avanzamento dichiarato nel programma delle infrastrutture strategiche allegato al DEF 2015, dove viene indicato pari al 6.53%. Di questo passo occorreranno ancora 40 anni, eppure i politici collusi, completamente disinformati di quest’opera, continuano a propagandarla come strategica, urgente, e definitivamente avviata.