La Rossa concede le cave del Terzo Valico in cui smaltire amianto, riparte la mobilitazione ad Alessandria

Lunedì 27 aprile ore 21 assemblea organizzativa al Laboratorio Sociale di via Piave 65 ad Alessandria per decidere insieme come opporsi a questo scempio

Ieri mattina la Giunta del Comune di Alessandria ha deciso di concedere l’utilizzo delle tre cave situate sul territorio alessandrino richieste dal Cociv, consorzio costruttore del Terzo Valico, per lo smarino proveniente dai cantieri della Valle Scrivia e della Val Lemme. Rispetto al progetto originario in cui era previsto l’utilizzo di queste tre cave nei lotti successivi di costruzione dell’opera si è avuta un’accelerazione dovuta al sequestro da parte della Magistratura della Cava Castello Armellino al confine fra Sale e Tortona. Cociv trovatosi senza questa grande cava che avrebbe dovuto ospitare 1.300.000 metri cubi banco di smarino (contenente fra le altre cose gli schiumogeni utilizzati per gli scavi) ha quindi deciso di richiedere l’utilizzo di una cava di Pozzolo presso località Bettole, ma ricevendo il parere contrario dell’amministrazione comunale ha rivolto il proprio interesse sulle tre cave di Alessandria. Trattasi della cava Clara e Buona situata al quartiere Cristo di Alessandria e delle cave Bolla e Guarasca (già finita nel mirino della magistratura) situate nella frazione di Spinetta Marengo. Secondo il piano cave che verrà aggiornato oggi nella conferenza dei servizi in cui il Comune di Alessandria darà il proprio parere favorevole, le tre cave insieme possono ospitare la bellezza di 1.800.000 metri cubi banco di smarino contenenti schiumogeni e amianto.

Quello della presenza di amianto è ormai un dato di fatto appurato e denunciato non solo dai comitati No Tav – Terzo Valico ma anche dalle stesse Istituzioni. Giova ricordare che respirare fibre di amianto significa contrarre malattie gravissime come il carcinoma polmonare, l’asbestosi e il mesotelioma come la vicenda di Casale Monferrato testimonia. Con la dispersione delle fibre nell’aria nessun cittadino di Alessandria può sentirsi al sicuro e pensare che si tratti di un problema riguardante esclusivamente la popolazione di Spinetta e del Cristo. Oltretutto la cava Clara e Buona è comunicante con la falda acquidera dal quale attinge l’acquedotto alessandrino e la cava Bolla è vicino alla più importante riserva idrica della Provincia di Alessandria. Nonostante questo per Rita Rossa e la sua Giunta la salute dei cittadini e la salvaguardia delle falde acquifere possono essere barattate con il rifacimento di via Genova a Spinetta e dei suoi marciapiedi e con il rifacimento della strada della Tortigliona che oltretutto dovrà essere utilizzata per il passaggio dei camion per raggiungere le cave. Rita Rossa non si smentisce mai e neppure davanti alle ultime inchieste che hanno riguardato il Terzo Valico ha sentito il dovere morale di pronunciare un semplicissimo no alla svendita della salute dei cittadini in cambio delle famigerate compensazioni. Non ce ne stupiamo considerato il legame della Rossa e del Pd di Alessandria con il Gruppo Gavio, quelli che stanno costruendo il nuovo ponte sul Tanaro e che pagarono 700.000 Euro di tangenti proprio per far avviare i lavori del Terzo Valico.

Anche i politici hanno i loro padroni e quando i padroni decidono di riscuotere i politici obbediscono. Quello che fa rabbia è che in quella Giunta ci sono anche gli assessori Claudio Lombardi e Mauro Cattaneo che hanno avuto il coraggio in questi anni di farsi vedere alle manifestazioni contro il Terzo Valico. Ci risulta che il primo non abbia partecipato alla riunione di Giunta e che il secondo non abbia avuto nulla da dire sulla scelta della sua amata Sindaca. Il civatiano Cattaneo e l’esponente di Sinistra Ecologia e Falsità se avessero un briciolo di dignità dovrebbero dimettersi ma sappiamo che questo non avverrà e chiediamo quindi a loro e a chi ha le tessere dei loro partiti di stare molto distanti da qualsiasi iniziativa contraria alla realizzazione del Terzo Valico.

Bisogna a questo punto far ripartire alla grande la mobilitazione popolare ad Alessandria come già avvenne nell’estate di due anni fa riuscendo a sventare un primo tentativo di conferire lo smarino del Terzo Valico alla Fraschetta.

La salute dei cittadini di Alessandria è in serio pericolo, bisogna impedire che una classe politica marcia e corrotta condanni a morte la popolazione per i propri sporchi interessi privati. L’appuntamento per tutti è lunedì alle ore 21 presso il Laboratorio Sociale di Alessandria per un’assemblea organizzativa indetta dal Movimento No Tav – Terzo Valico in cui decidere insieme come opporsi a questo scempio.

 

Print Friendly, PDF & Email