L’appello di Scibona per l’esproprio del 15 e la marcia del 18 aprile ad Arquata

di Marco Scibona Senatore della Repubblica valsusino del M5S

Analisi Costi Benefici del Terzo Valico dei Giovi – I flussi di traffico non sono alberi, non crescono costantemente di anno in anno!

Il Terzo Valico dei Giovi. Forse l’esempio principe di come il sistema alimenta se stesso, inventando e giustificando opere che non hanno altra utilità che quella di garantire appalti, cantieri, nomine, drenaggio di risorse pubbliche, malaffare. Un’opera che compare continuamente nelle intercettazioni per l’indagine sui grandi appalti della Procura di Firenze, vuoi per l’assegnazione della direzione lavori ai soliti noti graditi, vuoi per il timore che i fondi vengano destinati al dissesto idrogeologico e ai danni post alluvione solo per citarne alcune.  Indagine non a caso denominata “Sistema”.

Un’opera che da “solo ipotizzata” diventa subito “strategica e necessaria” e l’appalto assegnato senza gara al general contractor Co.Civ, era il 1991. Strategica nient’altro che per consentire la spartizione della torta “Alta Velocità” tra i vari gruppi di potere del tempo; talmente necessaria da vedere il progetto bocciato per tre volte (1994, 1998, 2000) dalla Commissione di Valutazione Impatto Ambientale per mancanza di giustificazione e insostenibilità dell’impatto ambientale.

Poi il sistema idea e promuove la “Legge Obiettivo”, strumento che permette al sistema di autolegittimarsi e autoalimentarsi favorendo la gestione criminale delle grandi opere, dove controllore e controllato coincidono. Senza mai dover rimettere nulla in discussione e potendo sempre giustificare ogni scelta nascondendosi dietro le parole “pubblica utilità”. Inventandola se serve, la pubblica utilità, anche dove sarebbe impossibile dimostrarla. Gonfiando dati, numeri, previsioni con studi e analisi costruiti ad hoc a sostegno di  campagne mediatiche per influenzare l’opinione pubblica, talmente assurdi e irreali che si evita di renderli pubblici, negandoli alle richieste dei cittadini e di quei pochi Amministratori che pretendono chiarezza e sfuggendo ad ogni confronto in contraddittorio. Con il sostegno della politica che in modo trasversale “osserva” compiacente ed evita di porre le domande che andrebbero fatte.

Il Terzo Valico, opera strategica di pubblica utilità sotto l’egida della Legge Obiettivo, mai messa in dubbio  in questi decenni dalla politica perché utile e strategica per il “sistema”. Con un costo passato in vent’anni e senza aprire cantieri da 1,6 a 6,2 miliardi di Euro per le attualizzazioni dei costi di realizzazione.

Le cose però cambiano, da due anni in Parlamento siedono cittadini “diversamente politici” che vogliono vederci chiaro, ben consci di cosa si nasconda dietro questo sistema marcio. Cittadini che fanno domande, denunciano, interrogano. Che provano a smontarlo, questo sistema. Che anche con le loro denunce portano agli effetti dell’indagine di oggi, con l’arresto di Incalza e soci.

Già nel 2013 qualche mese prima della scadenza della dichiarazione di pubblica utilità del Terzo Valico, il M5S aveva chiesto al Governo con un’interrogazione a firma di 63 Senatori di verificarne la pubblica utilità prima di prorogarla, effettuando una analisi costi benefici attualizzata per dimostrare se quest’opera fosse ancora così “strategica” dopo oltre vent’anni e su quali basi. Ricevendo come risposta… nulla. L’assoluto silenzio da parte dell’allora Ministro Lupi che risponde oltre un anno dopo l’interrogazione, mentre la proroga della pubblica utilità veniva concessa dal CIPE immediatamente alla scadenza e senza naturalmente alcuna nuova valutazione. Rispettando le regole del sistema, che come si capisce dalle intercettazioni non deve correre nessun rischio.

Il sistema che si protegge. Dubbio avvalorato dal fatto che durante un incontro svoltosi a Novi Ligure a fine Ottobre 2014 il Vice Ministro Nencini, praticamente nominato da Ercole Incalza secondo le intercettazioni, a precisa nostra domanda sull’esistenza o meno dell’analisi costi benefici a supporto dell’opera, risponde  con tono quasi ironico e tra i sorrisetti supponenti dei sostenitori dell’opera di averne copia sulla propria scrivania e che avrebbe provveduto a farcela avere. Pensando così di averci tacitato e risolto il problema, ma non immaginando che da quel giorno la sua segreteria sarebbe stata messa sotto assedio con continui solleciti ai quali non possono dare risposta, perché su quella scrivania non si riesce a trovare il documento.

Nei primi giorni di novembre facciamo richiesta di documento alla segreteria del Vice Ministro ed è iniziato così un lungo percorso, fatto di solleciti, email, telefonate su telefonate; un giornale locale scrisse addirittura che il Vice Ministro quando mi vedeva cambiava strada, per evitare di rispondere che le stesse strutture del Ministero facevano ostruzionismo alla sua richiesta di inoltro del documento richiesto.

Dopo un lungo iter e l’interessamento della segreteria del Ministro, finalmente, a Marzo di quest’anno, con un tempismo (si fa per dire) di 5 mesi è arrivata l’agognata email contenente la famosa Analisi Costi – Benefici Tratta Av/Ac Milano Genova – Terzo Valico dei Giovi – Progetto Preliminare.

Ma è un’analisi che risale al 2002, mai aggiornata, dove si descrive un’opera che doveva essere messa in esercizio a fine 2013. Dove i benefici dell’opera sono praticamente quelli già messi in dubbio dalla bocciatura del 2000 e che non si è neanche ritenuto aver il pudore di aggiornare.

Abbiamo sottoposto l’analisi costi benefici all’attenzione del Prof. Marco Ponti e al dott. Francesco Ramella, che ringrazio, richiedendo un parere e… sorpresa! Ad una prima analisi la stima dei benefici derivanti dall’opera appare essere sovrastimata in prima approssimazione di 15 volte.

Saturazione delle linee esistenti prevista nel 2010, mentre secondo i dati ufficiali quell’anno si arrivava al 40% dello stimato, con spazio per altri 100 treni.

Volumi di traffico che nel 2010 dovevano raggiungere i 5,8 milioni di tonnellate di merci per poi arrivare a 21,8 milioni nel 2014 con la messa in esercizio della linea e a 32,3 nel 2022, quando la realtà del Porto di Genova oggi é di poco più di 2 milioni dei quali solo il 10% viaggia su rotaia.

Costi ambientali dell’opera sottostimati, mentre si sovrastimano quelli per il confronto con il trasporto su gomma.

Numeri fuori da ogni logica, costruiti probabilmente ad arte e che il sistema si é guardato bene dal ridiscutere o aggiornare, perché avrebbero dimostrato l’assoluta insostenibilità e la conseguente obbligatoria cancellazione dell’opera. Mentre rappresentano la prova evidente di una nuova, inconfutabile puntata della madre di tutte le truffe al Popolo Italiano, l’Alta velocità; e se ce ne fosse ancora bisogno,  la dimostrazione che tutte le persone che da sempre si oppongono alla realizzazione di quest’opera e delle sue gemelle avevano ed hanno ragione e devono ricevere le scuse da parte di chi si é allineato a questo sistema.

Sistema che non vuole fermarsi e prova a continuare come se niente fosse, fiducioso che qualcuno come sempre arrivi a togliere le castagne dal fuoco. Che nel momento della massima messa in discussione di quest’opera, dove semplice buon senso direbbe di fermarsi e attendere lo sviluppo degli eventi, programma l’esproprio del presidio di Radimero ad Arquata Scrivia per il 15 Aprile. Magari con l’uso della forza come già lo scorso 30 Luglio. Subito prima della Manifestazione Nazionale contro il Terzo Valico indetta dai Comitati per il 18 Aprile ad Arquata Scrivia.

Due appuntamenti fondamentali per difendere la nostra terra e i diritti di tutti e per dire basta al sistema marcio che da vent’anni sfrutta le risorse dello Stato per garantire interessi di pochi, negandole alle reali necessità del Popolo. Un sistema che ride quando ha notizia dei terremoti, che impedisce che le risorse vadano a chi é colpito dalle alluvioni.

E’ importante e indispensabile essere ad Arquata Scrivia il 15 Aprile per opporsi pacificamente all’esproprio e il 18 Aprile alla manifestazione. Esserci ed essere in tanti, per dire basta, per pretendere che la Legge Obiettivo venga cancellata, smettendo di alimentare questo sistema. Per pretendere che le risorse vengano destinate ai veri bisogni della gente.

Per chiedere che il Terzo Valico venga fermato e definitivamente cancellato.

Noi ci saremo, e tu?

 

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