Da Pontedecimo ad Alessandria prosegue la resistenza al Terzo Valico

Nonostante siano passati tre anni e mezzo dall’inizio del nuovo ciclo di movimento contro la realizzazione del Terzo Valico, le donne e gli uomini che lottano in difesa della propria terra non danno segni di stanchezza. Nella settimana che si sta per concludere e nella prossima sono previste importanti giornate di mobilitazione per mettere ancora una volta in crisi la macchina devastatrice dei signori del Cociv e della classe politica che sostiene lo scempio. Domani sera ad Alessandria si svolgerà la seconda assemblea pubblica contro l’utilizzo delle cave per accogliere lo smarino della “grande opera inutile”. L’appuntamento è alle ore 21 al quartiere Cristo presso il Crocevia di via Casalcermelli 49/c e l’assemblea sarà preceduta da un volantinaggio di massa presso la corsa podistica della Stralessandria con ritrovo alle ore 18 davanti al Comune di Alessandria. Il giorno dopo il testimone della resistenza tornerà in Liguria con una importante giornata di mobilitazione organizzata dai comitati a Pontedecimo. Alle ore 9 ritrovo davanti al mercato dei fiori per una nuova giornata di blocco del cantiere della “Finestra Polcevera” e alle ore 14 sempre con ritrovo al mercato dei fiori si svolgerà una marcia popolare per le vie di Pontedecimo.

La settimana prossima i riflettori torneranno ad essere puntati su Alessandria con lo svolgimento sabato 23 maggio della manifestazione che si terrà sotto le finestre della Sindaca Rita Rossa. Il ritrovo è alle ore 15 in Piazza della Libertà dove è prevista la partecipazione di centinaia di alessandrini e spinettesi uniti dalla richiesta che vengano revocate le autorizzazioni all’utilizzo delle cave che insistono sul territorio comunale. L’arroganza del Cociv e la miopia della Giunta “democratica” di Alessandria hanno avuto il merito di aprire un nuovo fronte della lotta al Terzo Valico. Riuscire a fermare la concessione delle cave significa innanzi tutto riuscire a sabotare ancora una volta i piani del Cociv, rallentare la prosecuzione dei lavori del Terzo Valico, tutelare dal rischio amianto i cittadini di Alessandria e Spinetta, impedire che vengano messe a rischio importanti falde acquifere collocate sotto le cave.

Nonostante le prime giornate che hanno annunciato l’arrivo dell’estate il movimento tiene alta la guardia, consapevole che prima del 26 luglio la palla tornerà nel luogo simbolo della resistenza al Terzo Valico. Mancano solo due mesi alla scadenza della dichiarazione di pubblica utilità entro cui Cociv deve aver eseguito tutti gli espropri. Mancano due mesi e il terreno su cui sorge il Presidio No Tav – Terzo Valico di Radimero ad Arquata resta saldamente nelle mani della resistenza. Neppure un mese fa Arquata era stata per la sesta volta in tre anni invasa da migliaia di persone che hanno ribadito la contrarietà alla realizzazione dell’opera. Tutti dovranno tenersi almeno un giorno di ferie per tornare a raggiungere Arquata nella giornata in cui tenteranno l’esecuzione dell’esproprio. Abbiamo imparato in questi anni come non esista nessun momento specifico in grado di determinare la vittoria o la sconfitta del movimento che per sua natura vive un andamento carsico fatto di alti e bassi, momenti di difesa e momenti di attacco. Questa volta sappiamo però che intorno all’esproprio del Presidio di Arquata ci si gioca molto. Senza quel pezzo di terra Cociv non può incominciare lo scavo del tunnel di valico e senza scavo del tunnel di valico le cave alessandrine rimarrebbero comunque a bocca asciutta.

Fermare il Terzo Valico è possibile e come sempre è solo la generosità delle persone che può riuscire a farlo.

P.S: Guardate lo splendido video che alleghiamo sotto. Guardate le facce di quelle persone. Giovani, anziani, studenti, operai, disoccupati, artigiani, impiegati. Poi immaginate le facce di Marco Doria, Raffaella Paita, Claudio Burlando, Rocchino Muliere, Paolo Spineto, Rita Rossa, Daniele Borioli e tanti altri “nostri” politici che vi vengono in mente. Capirete perchè in ballo c’è molto di più di una nuova linea ferroviaria. In ballo c’è la possibilità di dare un futuro di dignità e speranza alla nostra terra.