“Mettiamoci la faccia”, mobilitazione contro il Terzo Valico in Valpolcevera: blocco dei camion e corteo

da genova24.it

“I cittadini ci sono, vigilano e sono in grado di valutare se le decisioni assunte siano a beneficio di tutta la comunità o dei soliti pochi”

Mettiamoci la faccia per mostrare a chi amministra territori e denari pubblici che i cittadini ci sono, vigilano, si informano, desiderano partecipare e sono in grado di valutare se le decisioni assunte siano a beneficio di tutta la comunità o dei soliti pochi”.

Lo dicono i cittadini della Valpolcevera, che oggi (sabato scorso ndr) sono scesi di nuovo in piazza per manifestare contro il Terzo Valico. Un’intera giornata di mobilitazione, che ha preso il via questa mattina a Pontedecimo, al Mercato dei Fiori, con presidio e blocco dei mezzi diretti alla Finestra Polcevera. Alle 15, invece, è partita la marcia popolare per le vie di Pontedecimo, cui hanno partecipato circa 300 cittadini e che si è concluso al presidio no favi di via Coni Zugna. L’area, fino a ieri cintata dai jersey in quanto deve essere espropriata dal Cociv, questa notte è stata liberata e trasformata in un punto ristoro, con focaccia, frittelle e bibite per concludere in modo conviviale il corteo.

“Vogliamo fermare quest’opera inutile, voluta e costruita solamente da coloro che hanno tratto e trarranno un profitto personale. Pochi lavori di adeguamento delle linee ferroviarie ad oggi in uso, avrebbero consentito di raggiungere i medesimi risultati, con spese di gran lunga minori”, hanno spiegato attivisti e semplici cittadini, che hanno girato anche un video, in cui ognuno esprime le proprie ragioni di contrarietà all’opera. .

“Chiediamo politiche per il lavoro vere, perché sappiamo che non è la logica delle Grandi Opere a risolvere il problema della disoccupazione – dicono – rispondere a bisogni urgenti significherebbe anche creare posti di lavoro sicuri, meno precari, utili per chi li volge e per tutti noi”.

I manifestanti chiedono che le risorse di tutti vengano destinate a scuole sicure, programmi didattici di qualità, ospedali, servizi sanitari e sociali efficienti e a “misura d’uomo”.

“Non crediamo che andare ‘veloce’ sia un valore aggiunto, crediamo piuttosto che il nostro futuro sia custodito dalle e nelle nostre terre, con le infinite risorse che serbano, che vogliamo vengano preservate, messe a frutto e tutelate anche per le generazioni future”.