Inchiesta, Terzo Valico: le scomode verità

da telenord.it

Lo sapete che dietro la parola Terzo Valico c’è anche rischio idrogeologico, a causa dello scavo dei monti che  aumenta la possibilità di frane ed esondazioni e quindi pericolo per tutti cittadini? Lo sapete che dietro il Terzo Valico ci sono circa 100 camion al giorno che attraversano interi quartieri genovesi abitati e comuni liguri,  dissestando la strada e alzando dita di polvere che ricomprono tutto il circondario? E lo sapete che dietro il Terzo Valico non c’è più fauna nei torrenti? e ancora lo sapete che dietro il Terzo Valico c’è un inquinamento acustico provocato da un incessante rumore che va avanti giorno e notte impedendo letteralmente di vivere agli abitanti? Non lo sapete?. Eppure dietro il Terzo Valico, la nuova linea ferroviaria lunga 53km di cui 39 in galleria, dal valore di 6 miliardi e 200 mila euro, c’è anche questo. Verità scomode, come è scomoda la vita di chi vive intorno a quei cantieri nell’alta Valpolcevera uniti da una sola paura: quella della natura, violata e pronta a ribellarsi. Ma non c’è solo il rischio alluvione a togliere il sonno agli abitanti, fate un attimo di silenzio, voi che potete, perché per gli abitanti che vivono intorno ai cantieri del terzo valico il silenzio è solo un lontano ricordo, ecco cosa sentono dalle loro case, giorno e notte, notte e giorno. Non contenti come propmemoria della convivenza con il cantiere ecco le auto, ricoperte da polvere. quella che i camion, almeno cento al giorno, alzano dall’asfalto, quello stesso dissestato dal continuo passaggio E non sono solo parole, recentemente gli abitanti delle zone interessate dal cantiere sono passate ai fatti.Verità scomode, come quello studio del wwf che spiega come con 1 miliardo si potrebbe rimettere a posto la linea ferroviaria già esistente, 5 in meno di quelli che si spenderanno per il terzo valico. O come l’analisi del professor Marco Ponti, docente di economia dei traporti al Politecnico di Milano – a lungo consulente per Banca Mondiale, Ministero dei trasporti e Ferrovie dello Stato, che ha realizzato uno studio sul Terzo Valico, pubblicato ad aprile 2014 sul sito LaVoce.info. «Pur con ipotesi molto ottimistiche su costi e traffici, i risultati sono stati negativi. Ma non sono stati smentiti da alcuna analisi ufficiale, né economica né finanziaria – spiega – Non è chiaro quanto sarà a carico dei contribuenti e quanto degli utenti. E questo fa pensare che sarà tutta a carico dei contribuenti. Chi vuole il Terzo Valico si basa su ragionamenti metafisici e ripete che serve “per il progresso” o “per rilanciare il porto”. Anche se i container da mandare a nord non ci sono: le previsioni di traffico degli anni ‘90 calcolavano una crescita infinita, ma il mondo è andato in una direzione diversa e il traffico attuale è inferiore del 40 per cento rispetto a quanto prevedevano». ed intanto si attende l’autunno, che arriverà dopo un’ estate senza cicale, per questi abitanti,  ma con il rumore incessante delle macchine che però non mettono a tacere la paura.