L’Europa gela ancora il Governo sul Terzo Valico

Dietro le solite parole di rito sul Terzo Valico che viene definito da Olivier Onidi, responsabile delle reti Ten-T della direzione mobilità della Commissione Europea, un’infrastruttura importante per l’Europa, si cela in realtà l’ennesima sonora bocciatura del progetto. La Commissione Europea fa sapere, dopo le rimostranze del Governatore ligure Toti a seguito della decisione di non scucire neppure un Euro per l’opera, che l’Italia se vuole finanziamenti deve dimostrare la priorità del Terzo Valico. Ad incominciare dallo spiegare se si prevede un aumento del traffico ferroviario in entrata e uscita dal porto di Genova definito ad oggi modesto. Un’impresa impossibile per chiunque non sia un falsario, considerato che i Teu movimentati al porto si aggirano sempre intorno ai 2 milioni e le previsioni gonfiate di traffico per realizzare il Terzo Valico erano di 5 milioni di Teu nel 2012. Siamo a meno della metà e di tutti questi container neppure il 10% viene poi movimentato via treno. Non a causa della mancanza di un collegamento ferroviario veloce, si badi bene, ma perché il trasporto su gomma per brevi distanze è di gran lunga più conveniente per le imprese che devono trasportare le proprie merci. Il Governatore Toti e il Governo italiano farebbero bene a rassegnarsi, l’Europa selvaggia regolata dal capitalismo finanziario (come ben si può osservare in queste ore) non contempla il finanziamento di nulla che non crei profitto. E’ il mercato bellezza, quel mercato tanto amato da Renzi e da Toti…

Pubblichiamo l’articolo tratto da themeditelegraph.com

Terzo valico, l’Europa risponde a Toti: «Dimostri che serve al porto»

Genova – L’opera è un’infrastruttura importante per l’Europa ma l’Italia dovrà dimostrare che è giustificata da un adeguato volume di traffici, in entrata e in uscita dal porto di Genova.

Genova – Il Terzo valico è un’infrastruttura importante per l’Europa, e non c’è nessuna preclusione al suo finanziamento, né la sua realizzazione è messa in discussione, ma l’Italia dovrà dimostrare che l’opera è giustificata da un adeguato volume di traffici, in entrata e in uscita dal porto di Genova. Questa è in sostanza la spiegazione che è stata data martedì a Bruxelles da Olivier Onidi, responsabile delle Reti Ten-T della direzione Mobilità della Commissione europea, ai rappresentanti del governo (Mauro Bonaretti e Paolo Signorini per il ministero delle Infrastrutture, Raffaele Tiscar e Maurizio Maresca per Palazzo Chigi) dopo la lettera del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, al ministro Delrio e al premier Renzi sul mancato finanziamento Ue al Terzo valico.

Onidi ha chiarito che sull’opera non ci sono pregiudiziali e che potrà essere ri-finanziata il prossimo anno, ma solo se l’Italia riuscirà a documentare il valore prioritario del Terzo valico: accordi tra gli enti interessati alla costruzione dell’opera ed enti/organizzazioni delle aree geografiche europee che potrebbero beneficiarne (Baviera e Svizzera); futuri investimenti all’interno del porto di Genova, che giustifichino un aumento del (oggi modesto) traffico ferroviario in entrata e uscita dallo scalo; imprese e realtà produttive dell’area interessate alla realizzazione dell’opera: in pratica, chi materialmente metterà le merci sulla ferrovia per farle viaggiare nella lunga galleria sotto l’Appennino. Se l’Italia rispetterà queste condizioni, ha spiegato Onidi, allora si potrà pensare al ritorno nei finanziamenti al Terzo valico.

Alla fine di giugno, nel contesto del programma Connecting Europe Facility, l’Italia aveva ottenuto finanziamenti per 15 progetti e un valore di 1,2 miliardi di euro, tra cui la Lione-Torino e il Brennero, ma non per il Terzo valico (cui doveva essere destinata una cifra di 13,6 milioni di euro a fronte dei sei miliardi complessivi dell’opera sulla base di un accordo del 2007). Toti aveva scritto a Roma chiedendo che in occasione del Comitato di programma, il delegato italiano capisse le ragioni per cui il finanziamento era venuto meno e una riforma delle determinazioni della Commissione.

 

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