Sulle alture tra Fegino e Trasta 180 persone senz’acqua. Gli abitanti: “I cantieri hanno intercettato le sorgenti”

da genova24.it di Katia Bonchi

Bernini: “Problema segnalato a luglio, pensavamo fosse stato risolto”.

Genova. Vivono praticamente senz’acqua da ormai diverse settimane circa 180 genovesi che abitano sulle alture tra Trasta e Fegino in Valpolcevera tra via della Costiera, via dei Rebucchi, salita Pianego e in parte via Rocca dei Corvi.

Gli abitanti, riuniti nel consorzio dell’acquedotto della Costiera, un piccolo acquedotto privato che attinge a due sorgenti della zona, raccontano che da mesi l’acqua ha cominciato a scarseggiare: “I primi problemi – racconta Fabio – li abbiamo avuti a maggio con una forte riduzione nell’erogazione dell’acqua, ma la situazione si è aggravata questo mese dove ci sono zone dove acqua non ce n’è proprio più”. I cittadini hanno segnalato il problema al municipio, poi ognuno ha tentato di arrangiarsi come può: qualcuno si fa arrivare l’acqua con le autobotti, altri si sono allacciati a Mediterranea delle acque, ma per alcuni questa scelta non è stata praticabile. E i disagi sono tanti.

Il sospetto di molti è che la responsabilità sia dei cantieri del Terzo Valico che avrebbero intercettato alcune sorgenti prosciugandole tanto che è stato chiesto un incontro con Cociv ma, visto il periodo di ferie, non sembra se ne possa parlare prima di fine mese.

Ma potrebbe esserci una spiegazione alternativa: “Rispetto a quella zona, dopo un’assemblea che si era tenuta nella sede del Municipio, a cui avevano partecipato il Cociv ma anche il consorzio che sta realizzando la galleria di Fegino del nodo ferroviario, era stata fatta una segnalazione” dice il vicesindaco di Genova Stefano Bernini. Anche perché “dalla posizione dei due cantieri rispetto alle sorgenti, ad intercettare le sorgenti dovrebbe essere stato il cantiere del nodo ferroviario, che si trova più in alto che avrebbe dovuto allacciare gli abitanti all’acquedotto pubblico”.

Tursi comunque dopo la segnalazione fatta a lui non avrebbe ricevuto nessun altro input dal territorio: “Ero convinto che il problema fosse stato risolto” spiega Bernini che ha tentato immediatamente ma invano di contattare un responsabile del consorzio. “Domani cercherò di capire la situazione e chiedere un intervento immediato” dice.

 

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