La legge non è uguale per tutti: conferenza stampa del movimento

Si è svolta questa mattina la conferenza stampa del Movimento No Tav – Terzo Valico presso la sede di Novi Ligure.

In questa occasione sono stati affrontati due problemi, apparentemente differenti, ma connessi: da un lato lo Stato, che avvalendosi arbitrariamente dell’art. 586 c.c., ha passato al Demanio il terreno di Radimero su cui sorge il presidio No TAV e dove dovrebbe essere assemblata la talpa per scavare in direzione Genova, dall’altro il Comune di Novi Ligure che di fronte alla richiesta di 30 cittadini, fatta a gennaio 2015, non ha ancora fornito le informazioni richieste pur essendo passati più di 8 mesi e nonostante il sollecito da parte del Difensore Civico.

Nel primo caso, l’utilizzo dell’art. 586 è ritenuto del tutto arbitrario in quanto applicabile solo a cittadini italiani mentre, se avessero effettuato un minimo di ricerca, avrebbero scoperto che dei tre intestatari, come risultanti in Conservatoria, una è la madre, di nazionalità italiana, mentre i due figli essendo nati in California, per il XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, sono cittadini statunitensi.

In questo caso la legge n. 218 del 1995 di riforma del diritto internazionale privato chiarisce che la successione per causa di morte è regolata dalla legge nazionale del soggetto della cui eredità si tratta. L’art. 586 non poteva essere pertanto utilizzato. Diversamente da quanto riferito dalla Prefettura di Alessandria – Ufficio Territoriale del Governo, sussistono inoltre soggetti titolari di interessi meritevoli di tutela, che da molti anni godono in modo continuativo, esclusivo e manifesto dei terreni assunti arbitrariamente dallo Stato. Pertanto la legittima erede del terreno, attraverso gli avvocati del movimento, ha diffidato Rfi, Cociv e il Demanio dello Stato dal proseguire i lavori.

Nel secondo caso, le informazioni che non sono state fornite dal Comune di Novi sono inerenti le procedure autorizzative e i controlli nel cantiere del Terzo Valico ubicato alla Pieve, zona già martoriata dalle alluvioni del 2014. In particolare i 30 cittadini avevano formulato dubbi tecnici sui lavori in corso, anche in relazione all’ambiente, alla salute e alla sicurezza dei residenti, chiedendo al Comune di fornire chiarimenti. Il Comune di Novi, nonostante le sollecitazioni del Difensore Civico, ad oggi preferisce far finta di nulla e voltarsi dall’altra parte.

Per i dettagli, potete vedere la registrazione della conferenza stampa.

Buona visione.

 

Print Friendly, PDF & Email