Mafie, Tav, rifiuti e veleni: quali controlli e quali controllori?

I tortonesi possono dormire sonni tranquilli: quegli allarmisti dei No Tav Terzo Valico raccontano solo fandonie…o forse no?

In realtà emerge una situazione dell’inquinamento della nostra zona sempre più preoccupante e le notizie uscite anche recentemente danno conferma del quadro da noi già descritto più volte.

Da anni sosteniamo che scavando le gallerie del Terzo Valico si sarebbe trovato l’amianto: in Val Verde, al cantiere di Cravasco ( ora fermo  per ordine della Procura e per indagini in corso), l’amianto è stato trovato, eccome! 1,7 grammi per chilo di roccia estratta (il limite è di 0,7 g!)

Il Terzo Valico parte da un costo di  6 miliardi e 200 milioni di euro di soldi pubblici, destinato a salire vertiginosamente con il problema dello smaltimento dell’amianto, per non parlare del costo delle opere collegate: ad es. la Tangenziale di Tortona costruita per permettere ai camion di arrivare con facilità alla Montemerla (spesi 2 milioni di euro solo per una piccola variazione della strada!)

Tortona riveste un ruolo importante per la realizzazione del Terzo Valico: la tratta “finisce” proprio al Terminal dell’Interporto di Rivalta (per metà appartenente al gruppo Gavio) ed inoltre in molte cave della città dovrebbe essere  conferito proprio il terreno contaminato proveniente dagli scavi!

Da tempo segnaliamo l’alto rischio di infiltrazioni mafiose nei lavori del Terzo Valico: diverse aziende tortonesi, tra cui Franzosi e Ruberto, sono state coinvolte nell’inchiesta “Triangolo” per traffico e smaltimento illecito di rifiuti tossici: si parla di 250.000 tonnellate di veleni trasportati nelle ex cave del tortonese, diventate poi  in parte CAMPI COLTIVATI.

E’ recente la notizia del NO della Prefettura e del TAR  all’inserimento del Gruppo Franzosi Spa  nella lista delle aziende “pulite” (ovvero non a rischio di infiltrazioni mafiose):  dall’informativa del Noe emerge che al cantiere di Radimero ad Arquata i Franzosi usarono anche camion di Ruberto (a cui furono già sospese attività di 2 aziende, Idrotecnica e Ruberto Spa), considerato contiguo ai clan mafiosi anche dagli inquirenti. Ad oggi il gruppo Franzosi perde diversi appalti, a partire da quelli per il Terzo Valico (uno da 800.000 euro) e da quello  molto consistente con l’Italferr a Genova.

Da tempo sottolineiamo il rischio inquinamento falde acquifere, e la vicenda dei pozzi inquinati a seguito di un’effrazione dolosa all’oleodotto Eni in località Rondò (col conseguente sversamento di ingenti quantità di solventi ed idrocarburi ) ha evidenziato un’elevata permeabilità della falda acquifera, come dichiarato di recente anche dall’Arpa.

La prima denuncia all’ Agenzia è pervenuta il 18/6/15, il primo campionamento vicino al punto di effrazione il 9 luglio.

“Vista la contaminazione nei pozzi dei comuni di Tortona e Castelnuovo Scrivia si ritiene che il quantitativo di prodotto versato fornito da Eni (alcune decine di migliaia di litri) sia stato sottostimato e che una quantificazione esatta dell’evento sarebbe di aiuto per una risoluzione della problematica” (citazione dalla Relazione di contributo tecnico scientifico Arpa del 19.9.15)…ricapitolando: a tre mesi dalla denuncia non si dispone di dati certi!

Risulta essere non ancora eliminata la sorgente primaria,  non efficace e completa l’azione di bonifica ma ciò che è più grave è che  tutto intorno alla falda acquifera  vi sono:

– le cave interessate dai lavori del Terzo Valico (per es. Castello Bollo, Castellotto,  nonchè terreni non distanti da Castello Armellino);

– le cave coinvolte dall’indagine sui rifiuti tossici (per es, quelle di Strada Cabannoni, provinciale per Sale, quelle di Ruberto, e l’ area servizio autostradale sull’A7 – frazione Ova, Castelnuovo Scrivia, non distante dalla cava di cascina Aliprandina, gestita dai Gandini,  sotto indagine per traffico e smaltimento rifiuti tossici, e da quella di Castello Armellino, finita sotto sequestro qualche mese fa…)

– la zona in cui si sono verificati i furti all’ENI e dunque i conseguenti sversamenti di idrocarburi…ora, vista anche l’alta permeabilità della falda ( come dichiarato dalla stessa Arpa) ci chiediamo come l’Assessore Fara  dichiari  di ” ..seguire attentamente l’evolversi della situazione?” Con quali strumenti? Con quali garanzie?

Mentre scriviamo, come se non bastasse, apprendiamo che in seguito ad un secondo tentativo di furto (risalente a non si sa quando..), sono state sversate altre migliaia di litri di idrocarburi tra Tortona e Castelnuovo, con potenziale rischio di inquinamento molto più elevato di quello precedente!

I controlli del Comune di Tortona non sono così rassicuranti:

– alla Montemerla, la più grande delle cave tortonesi del Terzo Valico, sono stati  trovati valori di cromo e nichel fuori norma  ma  pare manchi il campionamento proprio della parte della cava che sarebbe destinata all’opera, di proprietà di Taverna;

– all’Aliprandina, alla ditta Gandini, che smaltì e fece la bonifica con rifiuti tossici, vennero concesse  dal Comune  varie proroghe e alla fine  fu  multata con poco più di 250 euro;

– sugli idrocarburi, la rassicurazione che l’acquedotto di Tortona è a posto non pensiamo sia sufficiente:  i veleni viaggiano molto veloci e la falda acquifera è molto permeabile;

Inoltre su molte di queste cave si coltiva!  Cosa finisce sulle nostre tavole?

E intanto, mentre avviene tutto ciò , l’ospedale di Tortona viene declassato e chiude importanti reparti:  dopo ostetricia-ginecologia perde anche pediatria, radiologia, neurologia, otorinolaringoiatria e oculistica, cardiologia e rianimazione…e ancora:

aumentano  i ticket perché mancano i fondi per la Sanità pubblica; chiudono uffici postali; diminuiscono le corse delle corriere perché non ci sono fondi e vengono penalizzate le tratte  treno dei pendolari per far spazio all’Alta Velocità delle merci; molte strade della nostra provincia sono ancora “rattoppate” perché mancano i soldi  e intanto si avvicina un altro autunno ed è alto il timore di nuove alluvioni (quali lavori sono stati fatti per mettere DAVVERO in sicurezza il territorio?)

Cos’è prioritario? La salute o un’opera inutile dai costi esorbitanti?

Non è tempo di sonni tranquilli: ognuno di noi può e deve fare la sua parte, anche semplicemente informandosi e facendo prendere coscienza a chi gli sta intorno che è in gioco la salute di tutti e della terra su cui viviamo.

Oggi è il tempo, ora è il momento: basta delegare la lotta ad altri, tocca a noi. TUTTI. Ora!

Comitato No Tav Terzo Valico Tortona