Anno 2015. Traffico illecito di rifiuti e cave. Operazione Triangolo

di Carlo Tardiani

A novembre 2015 si apprende dai giornali che si sono concluse le indagini relative alla “Operazione Triangolo”, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia nel triangolo Piemonte, Liguria, Lombardia.

Era iniziata a giugno 2015, con ordinanza di custodia cautelare, tre arresti e sequestro di beni ed impianti.

Argomento dell’indagine e relative accuse agli indagati:

– Traffico e gestione illecita di rifiuti edili e non, nascosti nelle ex cave del Tortonese,
– Riciclo di rifiuti in impianti non autorizzati,
– Falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico (Laboratorio Biogest di Novi Ligure),
– Mediazione tra produttori di rifiuti e autotrasportatori.

La maggior parte di questi traffici è legata alle grandi opere come il TAV Terzo Valico dei Giovi.

Restiamo in attesa degli esiti forse tra un mese o più, chissà, pensando che il primo esposto contro l’Alta Velocità è stato presentato nel 1993 e il plurindagato Ettore Incalza è stato condannato 22 anni dopo, nel 2015… In ogni caso, nessuna fretta le analisi da parte della magistratura devono essere le più profonde ed esaustive.

Pm : Enrico Arnaldi, di Balme (TO).
Persone indagate:  21
Ditte indagate:
– SAP , Servizi Ambientali Piemonte, di Spinetta Marengo (AL), Valerio Bonanno;
– BUSI UGO, di Castelceriolo (AL), Ugo e Daniela Busi;
– FRANZOSI CAVE, Francesco Paolo Caovilla;
– GRUPPO FANZOSI, Giorgio e Alberto Franzosi e Davide Franzosi;
– ECOGE, di Genova, Ines Capuana, Alessandro Cavanna, Gino Mamone;
– AUTOTRASPORTI GANDINI e EUROSABBIE, di Voghera (PV), Sandro e Andrea                                   Gandini;
– RUBERTO, di Tortona(AL), Francesco e Daniele Ruberto, Patrizia Guarnieri;
– PERASSO GIORGIO, di Arquata Scrivia (AL), Giorgio e Christian Perasso;
– EX CAVA VIDORI, di Tortona (AL), Mansueto Serelli e I Ruberto;
– LABORATORIO BIOGEST, di Novi Ligure (AL), Loredana Zambelli e Federica Sinibaldi;
– GRUPPO RUBERTO GESTIONE RIFIUTI, Laura Zerbinati.

Se ne occupa l’Antimafia perché già da molto tempo, compaiono sui giornali, a proposito di traffico di rifiuti, ditte i cui responsabili sono nomi di famiglie legate alla Ndrangheta. Occorrerebbero pagine e pagine per elencarle tutte. Niente di speciale, tutta l’Italia è intrisa ovunque di mafia dalla testa ai piedi, situazioni generate in anni durante i quali le istituzioni erano assenti o addirittura colluse.

Nei comuni poi, a livello locale, si notano figure di sindaci che fingono di essere neutrali, ma a tutti gli effetti si fanno in quattro per tutelare queste ditte e naturalmente per trarne i conseguenti benefici.

Speranzosi nell’uscita dall’indifferenza di un popolo dormiente auguriamoci: ad maiora!

 

Print Friendly, PDF & Email