La Rossa capitola sulle cave? Per ora solo parole

“Arpa avanza dubbi sullo smarino del terzo valico e sull’applicazione del principio di precauzione; non ha dato certezze sui controlli e sulla sicurezza e quindi ritiriamo la disponibilità all’uso delle nostre cave.” Questo il pensiero che Rita Rossa, Sindaco di Alessandria e Presidente della Provincia, ha consegnato ieri sera a facebook. Non una riga di comunicato stampa da parte dell’amministrazione comunale ma il Rossa pensiero arriva direttamente sul più popolare dei social network ed è figlio della riunione che ieri si è svolta in Prefettura fra i membri della commissione lavori pubblici del Senato, i Presidenti delle regioni Piemonte e Liguria ed i Sindaci del territorio. Il casus belli sarebbero le dichiarazioni di Arpa che ha ribadito (e ci mancherebbe altro) come davanti allo smarino contente amianto c’è ben poco da stare tranquilli. Arpa ha detto una banalità, ben nota da anni a chi conosce la storia di Casale Monferrato e a chi sa che respirare anche una sola fibra di amianto può potenzialmente provocare malattie come l’asbestosi, il mesotelioma o il carcinoma polmonare. Arpa ha semplicemente ribadito in una sede istituzionale quello che il movimento No Tav – Terzo Valico ripete ossessivamente da ormai quasi quattro anni, ma nessuno si è sentito di dire ad Arpa che sono degli allarmisti irresponsabili come più volte è stato detto ai comitati di cittadini.

Meglio tardi che mai, se Rita Rossa dopo aver barattato la salute dei suoi cittadini con due rotonde a Spinetta concedendo l’utilizzo delle cave oggi ha cambiato idea rendendosi conto della porcata che aveva sottoscritto non possiamo che rallegrarcene. Certamente le decine di migliaia di volantini, le assemblee pubbliche, la manifestazione del 23 maggio, la biciclettata di sabato scorso e la costante pressione esercitata dal movimento hanno fatto la loro parte e senza questo oggi la questione cave non sarebbe argomento di discussione in tutta la città. Resta il fatto che di Rita Rossa, la campionessa degli annunci smentiti il giorno dopo, è impossibile fidarsi. Dopo le parole servono i fatti e aspettiamo fiduciosi di avere fra le mani la delibera di revoca delle autorizzazioni. Se questa dovesse arrivare non sarebbe comunque il tempo di smobilitare ma di tenere altissima la guardia per portare a casa per davvero il duplice obiettivo: salvare la città di Alessandria e il lago dallo smarino del Terzo Valico e assestare alla grande opera un duro colpo. Colpo su colpo fino a fermare il Terzo Valico.