L’amianto spaventa Cociv: Terzo Valico a rischio?

Era oramai nell’aria dall’estate 2015 che si cominciava a verificare quanto denunciato pubblicamente da anni dal Movimento No TAV Terzo Valico.
L’amianto estratto dal cantiere di Cravasco, con concentrazioni sopra i limiti di legge, ha dato il via ad un susseguirsi di episodi che confermavano quanto previsto dal Movimento:

  • sospensione dei lavori;
  • estrazione dell’amianto con modalità che mettevano in pericolo la salute pubblica e dei lavoratori (compresa la polizia);
  • conferimento dello smarino contenente amianto fuori dal cantiere a Cava Castellaro, non idonea a quel tipo di smaltimento;
  • inutilità delle centraline di rilevamento delle fibre di amianto nell’aria, che non si sono attivate pur in presenza di concentrazioni oltre i limiti di legge;
  • attivazione della Procura, risultando indagati la ditta per lo smaltimento e il responsabile della sicurezza del cantiere di Cravasco, consulente scelto da COCIV;
  • intervento di ARPA che pretende controlli più approfonditi, perché quelli attuali hanno un margine d’errore del 98%;
  • ricorso al TAR da parte di COCIV per sottrarsi all’obbligo delle nuove metodologie richieste da ARPA (e di conseguenza, poter continuare ad usare quelle con un margine d’errore del 98%);
  • ripresa e subito sospensione, nel cantiere di Cravasco, di una fase di scavo sperimentale in presenza di amianto

Ed ora si aggiunge un tassello non di poco conto: mercoledì 20 gennaio sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale due determine di sospensione delle procedure di gara relative a Lotto Val Lemme e Lotto Cravasco, per rispettivamente 293 e 245 milioni di euro.
Sebbene le due determine si guardino bene dal menzionare il termine amianto come motivazione, Edilizia e Territorio ci conferma essere proprio questa la ragione.
Sono stati pertanto bloccati lavori per più di 500 milioni di euro e, se per Cravasco era oramai evidente che l’amianto stesse frenando da quasi 6 mesi il cantiere, per il lotto Val Lemme la sospensione apre due interrogativi: è già stato ritrovato anche lì l’amianto preannunciato dal Movimento ed è stato tenuto nascosto da qualcuno? Oppure riconoscono implicitamente che i No TAV avevano ragione e che l’amianto c’è e costituisce un problema enorme, per cui sanno già che andranno incontro agli stessi problemi incontrati sul versante ligure?
Quello però che è veramente interessante, sono i toni utilizzati nella determina pubblicata in gazzetta: non solo hanno sospeso sine die le due procedure di gara, al punto di consentire ai concorrenti di ritirare la propria candidatura senza penali, ma hanno messo già le mani avanti sui possibili scenari futuri.
Scrivono infatti che COCIV si riserva, ove a proprio insindacabile giudizio ne ravvisi l’esigenza, di adottare una successiva determinazione con la quale si disponga di non procedere alla aggiudicazione della procedura medesima e di revocare il bando di gara (… omissis…) provvedendo eventualmente all’indizione di una rinnovata procedura di gara che contempli condizioni tecnico-economiche rispondenti alle nuove situazioni di fatto ed alle effettive occorrenze del COCIV”.
Tradotto dal burocratese, appare evidente che l’amianto spaventa a tal punto COCIV che quelle due gare potrebbero proprio saltare e solo eventualmente essere riemesse a nuove condizioni tecnico-economiche. Quell’eventualmente ha un significato pesantissimo, perchè lascia intuire che COCIV stia addirittura valutando la possibilità di non rifare quelle gare; infatti, se fosse sicuro di rifarle a seguito dell’annullamento delle precedenti, avrebbe scritto “in tal caso si procederà all’indizione di una rinnovata procedura di gara…”.
Nelle poche righe pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale trova conferma quanto esposto nell’estate 2014 da 12 cittadini alla Corte dei Conti: con l’amianto l’opera si interromperà oppure avrà costi decisamente maggiori.
E a proposito di costi: se è stata sospesa la procedura per il lotto Val Lemme, che senso ha costruire ora un campo base a Voltaggio, deturpare un paesaggio, se neanche COCIV è in grado di dare tempistiche e certezza che si faranno i lavori?
Siccome senza il lotto Val Lemme e Cravasco, il progetto attuale del Terzo Valico non può essere realizzato, perchè continuare a spendere i nostri soldi per lotti che in questo momento sono ulteriormente inutili, anche per chi fosse Si TAV?
La talpa che dovrebbe partire da Radimero, dove andrà se il lotto Val Lemme dovesse saltare? Farà una curva per aggirare l’ostacolo? Ci sarà un nuovo tracciato, di nuovo senza gara, quando invece sarebbe obbligatorio farla?