Giampedrone Svicolone

…e la Regione Liguria Attila: devastano e non ascoltano i cittadini!

Lo scorso 26 Gennaio il Presidente della Regione Toti lanciava un “allarme” sui quotidiani: “RISCHIO PARALISI SUL TERZO VALICO”. Cosa intendeva il prode Presidente?
Faceva riferimento alle nuove disposizioni nazionali, stabilite da un Decreto del Presidente della Repubblica, approvato in via preliminare dal Governo per adeguarsi a normative europee, più restrittive rispetto alle modalità di smaltimento del materiale amiantifero nelle terre di scavo: In pratica si abbassa di molto, a un decimo del valore precedente, la soglia di amianto presente nelle rocce di scavo sopra la quale la terra di scavo dovrebbe essere considerata come rifiuto speciale e quindi da trattare come tale, stoccandola in siti dedicati, con procedure particolarmente complesse, finalizzate in primis alla tutela dei lavoratori, ma necessarie anche per evitare un pericoloso rilascio ambientale in fase di lavorazione, quindi potenzialmente pericoloso per tutti i cittadini.
Questo cambiamento comporterebbe un immediato innalzamento dei costi per le operazioni di estrazione, trasporto e stoccaggio dello smarino nella “grande opera” del Terzo Valico dei Giovi che, secondo alcune stime, potrebbero aumentare di molte centinaia di milioni di euro, cifra che andrebbe ad aggiungersi ai 6 miliardi e 200 milioni di spesa previsti dal progetto finale.
Ma non solo.
Oltre ai costi operativi, le tempistiche di cantiere potrebbero triplicare.

Di questo si preoccupava il presidente Toti, affrontando il problema amianto nei cantieri: delle tempistiche di realizzazione dell’opera, evidentemente piu’ importanti della salute delle persone.

Ma chi amministra un territorio, in questo caso in Liguria, non dovrebbe porre la salute e la sicurezza dei suoi cittadini al di sopra di qualsiasi altra considerazione di ordine economico e realizzativo?
Era questo l’interrogativo principale che un gruppo di cittadini liguri, per la maggior parte, ma non solo, della Valpolcevera e della Valverde, voleva porre prima al Presidente della Regione e poi all’Assessore competente Giampedrone, cui la materia era stata demandata da Toti stesso.
Cittadini sottoposti quotidianamente al passaggio di decine e decine di camion al giorno, trasportanti sacchi di terra amiantifera estratta dal cantiere della finestra di Valico di Cravasco che era stato fermato dalla ASL per quattro mesi appunto per l’alto tasso di amianto ritrovato all’interno. Cittadini Ci pare anche giusto ricordare che sulla gestione dello smarino amiantifero la procura di Genova ha aperto due inchieste giudiziarie.
Ebbene, a distanza di quasi due mesi da quelle dichiarazioni, nonostante i solleciti di incontro ripetuti ogni settimana, l’Assessore Giampedrone non ha mai voluto stabilire, nemmeno a lungo termine, un incontro con questi cittadini.

Insomma, l’Assessore e con lui la Giunta Regionale, ha fatto una precisa scelta politica: quella di NON ASCOLTARE I CITTADINI E DI …SVICOLARE VIA!

Una scelta pavida e vergognosa, di cui non ci stupiamo di certo: Toti e Gianpedrone, in perfetta continuità con Burlando e Paita, sono tra i piu’ grandi promotori dello sperpero di un mare di denaro pubblico nel Terzo Valico nonostante non vi sia una sola prova che ne renda giustificata la realizzazione, al di la’ dei facili, quanto stupidi, slogan su lavoro e progresso. Posizioni oggi aggravate dagli enormi impatti ambientali che i cantieri stanno causando sul territorio Ligure e dalle imbarazzanti vicende giudiziarie che hanno investito il Terzo Valico piu’ volte in questi anni.

Movimento No Tav Terzo Valico

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