Nuovo piano cave Terzo Valico. La roulette russa dello smarino all’amianto

Il 20 settembre a Torino si svolgerà la prima riunione della Conferenza dei Servizi che dovrà licenziare il nuovo piano cave del Terzo Valico sul versante piemontese con l’importante novità che verranno decisi i luoghi in cui verrà portato lo smarino frutto dei lavori del terzo, quarto e quinto lotto costruttivo dell’opera. Poco importa che per ora siano spendibili solo i finanziamenti dei primi due lotti e che recentemente sia stato annunciato il finanziamento del terzo lotto. Cociv ha fretta e ha così presentato l’aggiornamento al piano cave che verrà discusso a incominciare dal 20 settembre. Tutta la documentazione si trova qui, come segnalatoci dall’amministrazione comunale di Pontecurone. Proviamo ad analizzarne il contenuto.

Cinque sono i siti attualmente utilizzati per lo smarino dei primi due lotti come riportato in questa tabella.

A questi cinque siti va aggiunta la “famosa” cava apri e chiudi della Romanellotta nel territorio di Pozzolo Formigaro e, secondo le previsione del Cociv, mentre i siti di Novi e Libarna saranno saturi con lo smarino dei primi due lotti, i siti di Voltaggio e Alessandria verranno utilizzati anche per lo smarino dei lotti successivi.

A questi vanno aggiunti nuovi siti. Chi avrà vinto la roulette russa dello smarino contenente amianto e schiumogeni? Vediamolo con la tabella seguente.

A cui aggiungere alla voce altri siti le seguenti località.

Ricapitolando i cittadini vincitori del concorso “respira anche tu fibre di amianto” sono quelli di Tortona con “la mitica” Cascina Montemerla, quelli di Pozzolo con la cava di Bettole, quelli di Spinetta Marengo con le cave Guarasca 1 e 2, quelli di Casei Gerola in provincia di Pavia con Cascina Parlotta, quelli di Arquata con “Discarica Nuova” – ICIESSE e per finire quelli di Romentino in provincia di Novara con località Bettole indicata come riserva.

Sconsigliamo gli altri cittadini della provincia a tirare un sospiro di sollievo perché oltre ai siti indicati ve ne sono molti altri considerati di riserva pronti ad entrare in campo come già avvenuto per i primi due lotti. Ecco l’elenco.

Come si può vedere in pole position vi sono le cave di Sezzadio, un territorio attualmente attraversato da una dura battaglia dei cittadini contro altrettanti progetti di discariche.

Ovviamente se per decine di migliaia di persone vi sono i rischi per pochissime altre vi sono i guadagni. Ad incominciare dalla signora Pezzana Silvia proprietaria della parte della cascina Montemerla indicata nel piano cave. Già, perché l’altra parte della cava è invece di proprietà dei Ruberto, nota alle cronache giudiziarie e giornalistiche come famiglia legata alla ‘ndrangheta e recentemente finita “nell’operazione triangolo”. Non abbiamo dubbi che neanche un metro quadro di terrà finirà nella parte sbagliata! E’ utile ricordare che la Montemerla venne anche pesantemente allagata nel 2014 e che la stessa amministrazione comunale da sempre favorevole al Terzo Valico ha chiesto che venisse stralciata dal piano cave. Vedremo se il Sindaco avrà il coraggio di dire no in conferenza dei servizi.

Si staranno sicuramente sfregando le mani anche dalle parti di Spinetta Marengo dove la famiglia Cassano mette a segno un nuovo colpo. Dopo cava Bolla di cui sono proprietari, già inserita nei primi due lotti, entra a far parte del piano anche la Guarasca 2 sempre di loro proprietà (qualcuno ricorda lo scandalo della discarica Aral?). Chissà se stapperanno una bottiglia di champagne per il nuovo business e chissà se a festeggiare vi sarà anche l’architetto Pierfranco Robotti, dirigente del Comune di Alessandria e compagno di una sorella Cassano. Giova ricordare, ai soli fini della cronaca, che fu proprio Rita Rossa in persona ad Offrire a Cociv la possibilità di utilizzare anche le due Guarasca. Nulla di illegale maledetti malpensanti, Rita aveva a cuore l’area per farci un bel boschetto in cui gli alessandrini potessero pascolare.

Segnaliamo inoltre “la porcata” di portare lo smarino presso la discarica di Arquata ex Iciesse. Il progetto tanto caro all’amministrazione arquatese è il “capping definitivo” della discarica di rifiuti speciali sulla sponda sinistra dello Scrivia. Parliamo di tonnellate di rifiuti chimici accumulati negli anni a strapiombo sullo Scrivia dalla fabbrica dell’Iciesse chiusa nel 2009. Buon senso vorrebbe che si procedesse alla bonifica dell’area, invece si preferisce lasciare i rifiuti lì dove sono e costruirci “un cappotto isolante” di terra intorno. Giova ricordare che lo Scrivia alimenta gli acquedotti di una popolazione di circa 100.000 persone e che nei momenti di piena raggiunge l’area dove sono sepolti i rifiuti chimici. Un progetto che ricorda tanto chi preferisce nascondere la polvere sotto al tappeto invece che aspirarla. Per completezza di informazione occorre dire che è stato proprio il Comune a richiedere al Cociv di poter avere lo smarino. Un’idea geniale: per il capping di rifiuti chimici utilizzo smarino con l’alta probabilità che contenga amianto e schiumogeni! I nostri più vivi complimenti!

Concludiamo invece con una notizia positiva. Nei giorni scorsi Cociv si era presentato presso il Comune di Pontecurone per chiedere di utilizzare alcune cave di quel territorio. Si è trovato davanti la nuova amministrazione comunale che esprime un Sindaco contrario al Terzo Valico e un’assessora all’ambiente che è anche una militante No Tav – Terzo Valico. I nuovi amministratori hanno risposto fermamente no alle richieste di Cociv e le cave di Pontecurone sono totalmente sparite dall’aggiornamento del piano cave. La dimostrazione che se vogliono le amministrazioni possono fare molto per difendere la salute dei cittadini e mettere il bastone fra le ruote della macchina devastatrice del Terzo Valico.