Rita Rossa di vergogna. Quando le dimissioni di Claudio “estintore” Lombardi?

Esattamente una settimana fa avevamo posto il problema dell’apertura della cava Clara e Buona al Rione Cristo di Alessandria nonostante la Giunta alessandrina capitanata da Rita Rossa avesse venduto ai quattro venti la balla della revoca delle autorizzazioni. Avevamo chiesto direttamente alla Sindaca di rispondere ad alcune semplici domande per spiegarci e spiegare a tutta la città se avesse revocato la sospensione delle autorizzazioni o se Cociv stesse lavorando pur essendone privo.

Nel mentre il Consigliere Comunale pentastellato Andrea Cammalleri ha trasformato il nostro articolo in un’interpellanza così che la Sindaca ha deciso di rispondere attraverso il sito di informazione Radio “PD” Gold: “…“C’è un piano cave sottoscritto a livello nazionale” ha replicato Rita Rossa ai microfoni di Radio Gold “C’è il sì del Ministero dell’Ambiente. Il nostro atto era un’azione politica che ha, tra l’altro, portato come conseguenza controlli ancora più serrati da parte di Arpa. Come ha detto la sindaca di Torino dei 5 Stelle Chiara Appendino, un primo cittadino non può fermare il Terzo Valico. Il nostro non è un problema ideologico. Ma abbiamo prodotto un documento, la delibera di sospensione dell’utilizzo delle nostre cave che però non è un atto che può produrre uno stop automatico dei lavori. In questo caso i controlli che ha effettuato Arpa, un ente terzo, hanno dato esito positivo e per questo è stato dato il via libera. C’è una legge obiettivo, dipendente dalle ragioni dello Stato e c’è una autorizzazione della Regione, subordinata al parere di Arpa che ha effettuato i controlli. I sindaci non possono fermare le grandi opere e non sarebbe giusto. Se ci fosse un elemento che ha a che fare con questioni di tipo giudiziario la Prefettura non esiterebbe a intervenire. E’ la Prefettura l’organismo deputato a intervenite per il rispetto del protocollo di legalità. Anche noi chiediamo trasparenza ma ho fiducia nell’azioni della magistratura e della Prefettura.”

Ci sembra chiaro il contenuto delle sue dichiarazioni e potremmo trasformale dal politichese più o meno così: “Abbiamo prodotto un documento che però non serviva a niente. Era il classico specchietto per allodole, il tentativo di far calmare un sacco di gente che l’amianto non voleva respirarselo. Riguardo alle mafie a noi non ce ne frega nulla, ci pensino la Prefettura e la Magistratura.”

Insomma tutto da copione. Cos’altro aspettarsi dalla Sindaca più detestata d’Italia che meglio di molti altri impersonifica sul territorio alessandrino il nuovo corso del renzismo?

Magari un po’ di trasparenza visto che la sua risposta è l’ennesima presa in giro. Ciò che Rita Rossa non dice in quanto bugiarda seriale è che già in data 18 aprile 2016 la Regione Piemonte del suo fido compare Chiamparino aveva pesantemente cassato la sua delibera di sospensione delle autorizzazioni per l’utilizzo delle cave. A pagina 6 si può leggere: “…In merito alla comunicazione della deliberazione sospensiva delle proprie precedenti deliberazioni del Comune di Alessandria DGC N. 307/SERVIZI-476 del 15.11.15, la C.d.S. ha evidenziato che la giurisprudenza ha sancito l’inammissibilità del dissenso manifestato successivamente alla chiusura del procedimento, sulla scorta della considerazione per cui un soggetto pubblico che ha contribuito in sede di conferenza di servizi decisoria all’adozione del provvedimento non può, a seguito di un ripensamento dovuto a ragioni di opportunità o motivazioni di carattere politico o dell’essersi accorto della sussistenza di un vizio, richiedere il riesame della questione. Pertanto la possibilità di adozione di qualsiasi atto in via di autotutela da parte delle amministrazioni che hanno partecipato alla conferenza viene meno. Dopo la conclusione del procedimento infatti la revoca di un atto procedimentale non può in alcun modo essere idonea a travolgere il provvedimento finale, che quindi resta valido e pienamente efficace.”

Tutto chiaro vero? La Regione dice che avrebbe dovuto pensarci prima magari come fatto recentemente dal Comune di Pontecurone che essendo contrario alla realizzazione del Terzo Valico ha impedito che venissero utilizzate cave sul proprio territorio. Rita Rossa ha invece preferito concedere le autorizzazioni salvo sospenderle per le proteste dei cittadini. Sospensione priva di valore per la Regione Piemonte e Rita Rossa, la campionessa di trasparenza, ha evitato di farlo sapere nella speranza che passasse la burrasca.

Concludiamo rivolgendo un pensierino all’Assessore all’ambiente Claudio Lombardi e al suo micro partitino Sinistra Ecologia e Falsità. Il “nostro” in diverse assemblee pubbliche si è sempre adoperato per spegnere le ire dei cittadini a tal punto da essersi guadagnato il soprannome di “Estintore”. L’assessore ha più volte affermato che sarebbe rimasto in Giunta proprio per impedire che lo smarino arrivasse ad Alessandria e che si sarebbe dimesso nel caso fossero iniziati i lavori.

Secondo voi manterrà la promessa?