Venerdì 30 settembre assemblea pubblica a Pontedecimo

A conforto di quanto da anni andiamo sostenendo circa il cosiddetto bypass di Pontedecimo – opera stradale accessoria al Terzo Valico e organica al progetto – giunge ora la perizia dell’ing.Stefano Camisasso. Le carenze progettuali in termini di sicurezza pubblica sono documentate da un professionista della materia: il viadotto non dà le garanzie richieste dalla legge e dal buon senso per quanto riguarda le piene del torrente Verde, costituendo un potenziale ostacolo al defluire della corrente in caso di alluvione. Le costruzioni all’interno del letto del fiume sarebbero illegali. Altro che “tutto a norma” come non più di tre mesi fa si pronunciò l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Genova Gianni Crivello. Su questa base è stato da poco presentato un esposto alla Procura della Repubblica firmato e sostenuto da una cinquantina di cittadini (altre firme saranno raccolte in occasione delle prossime iniziative del movimento no tav-terzo valico) perchè il cantiere venga al più presto sequestrato e l’opera bloccata.

Dei 2 viadotti in cui l’opera è suddivisa attualmente è in costruzione quello più a valle, il numero 1, che costituisce la distruzione e la cementificazione di spazi contigui all’argine del torrente Verde e destinati alla vivibilità del quartiere e a servizi a bambini e ragazzi (giardini pubblici, asilo, ricreatorio parrocchiale), emblema nel piccolo di quanto il sistema TAV rappresenta. Per cantierarlo e completarlo COCIV ha, da una parte, acquisito a suon di sonante moneta pubblica gli spazi della Curia genovese, mentre dall’altra sta occupando illegalmente un giardino privato, il cui esproprio è stato appunto ritenuto nullo dal TAR nel dicembre 2015. L’opera è stata osteggiata dal Movimento No Tav-Terzo Valico in diverse occasioni, assemblee e manifestazioni, in quanto ritenuta inutile, pericolosa e degradante. Mentre non c’è traccia negli annali di decisioni derivanti da dibattiti pubblici nè tantomeno manifestazioni popolari a favore. Curioso, per una strada che PD e SEL locali si ostinavano a definire come da tempo desiderata dalla cittadinanza.