E’ ufficiale: a casa le ditte indagate e cantieri fermi

Lo avevamo annunciato in anteprima giovedì scorso e puntualmente é arrivata la conferma. Nel disperato tentativo di rifarsi una verginità Cociv ha rescisso tutti i contratti di subappalto con le ditte indagate nelle recenti inchieste delle Procure di Genova e Roma. Una situazione un tantino paradossale dato l’arresto anche della cupola dello stesso Cociv rispetto a cui sarebbe cosa buona e giusta che il Governo decidesse di revocare la costruzione dell’opera. Sappiamo che questo non avverrà e l’unica cosa attualmente in campo é la possibilità che sta vagliando l’autorità nazionale anti corruzione di Raffaele Cantone di procedere al commissariamento del Consorzio. Una soluzione posticcia utile esclusivamente per proseguire i lavori della mangiatoia del Terzo Valico con celerità.

Resta il fatto che in questo momento quasi tutti i cantieri del Terzo Valico sul versante piemontese sono deserti, vuoi per le ditte mandate a casa, vuoi per il ritrovamento di amianto a Fraconalto e a Cravasco. Il cronoprogramma dei lavori é sempre più al palo e si allontana la possibilità di raccontare la storiella che ormai l’opera si troverebbe in uno stato di avanzamento irreversibile. Dopo quasi cinque anni dall’inizio dei lavori non é stato costruito neppure un sesto della nuova linea ferroviaria e nonostante questo quelle facce di bronzo (se avessimo la tessera del Partito Democratico avremmo utilizzato il termine culo) del Commissario Governativo Iolanda Romano e del direttore investimenti di Rfi Aldo Isi continuano a sostenere che entro il 2021 si arriverà alla conclusione dell’opera. Lasciamo i mediocri alle loro convinzioni e questa volta brindiamo noi alla faccia di chi saccheggia e devasta la nostra terra. La lotta continua.