Iolanda Romano, ovvero: il dialogo paga. Ma la Grande Opera paga due volte

Il 10 gennaio avevamo posto dalle colonne di questo sito alcune domande alla dottoressa Iolanda Romano, attuale commissario governativo per la realizzazione del Terzo Valico. In data 13 gennaio è arrivata la risposta del commissario che riportiamo integralmente dal suo sito:

 

Con l’occasione il Commissario desidera fare alcune precisazioni in merito alla trasparenza del suo operato.

“Il Commissario, per lo svolgimento delle sue attività, non dispone di risorse proprie ma può avvalersi degli uffici delle amministrazioni interessate e del soggetto competente in via ordinaria per la realizzazione dell’intervento (comma 5 dell’art. 20 del Decreto legge del 29/22/2008 n. 185). Nel mio caso per le risorse di comunicazione mi avvalgo di RFI mentre per le consulenze su temi particolarmente sensibili, come la project review (affidata all’Ing. Andrea Debernardi), mi avvalgo della  Struttura tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture. Per quanto concerne il mio compenso come Commissario, esso è previsto dalla legge ed è riportato nel decreto di nomina scaricabile da chiunque sul sito commissarioterzovalico.gov.mit.it.

In ultimo Avventura Urbana è la società che ho fondato e di cui sono stata presidente fino alla mia nomina come Commissario, ma non esiste alcun incarico né alla società né a persone che ne fanno parte”.

 

Proviamo ad analizzarla, vediamo cosa non ci convince e quali sono le risposte omesse agli interrogativi che abbiamo posto.

La nostra prima domanda era semplice: “Quanto guadagna Iolanda Romano per svolgere il meraviglioso lavoro di commissario?”. La dottoressa su questo ha risposto rimandandoci ad un link su cui cliccare. Lo abbiamo fatto e…

 

 

Dopo una bella risata iniziale ci siamo ricomposti e abbiamo pensato che può capitare anche ai migliori di sbagliare un link. Ci siamo allora messi alla ricerca del suo compenso sul suo sito e dopo un bel po’ di rimbalzi abbiamo effettivamente trovato il suo decreto di nomina da parte del Ministero dell’economia e delle finanze. La dottoressa guadagna 50.000 euro annuali di parte fissa a cui aggiungere 50.000 euro annuali di parte variabile al raggiungimento degli obiettivi e al rispetto dei tempi previsti per la realizzazione degli interventi commissariali. Fan 100.000 euro all’anno se tutto va bene. Dove per “andar bene” si intende che più riesce a far realizzare l’opera più guadagna. Questo rapporto direttamente proporzionale tra compenso della Commissaria e realizzazione dell’opera nel minor tempo possibile demolisce alla radice ogni narrazione sulla “mediazione dei conflitti” tra cittadini e proponenti. Il compito di professionisti come Romano e Avventura Urbana è con tutta evidenza quello di porsi al servizio dei proponenti delle opere pubbliche affinché vengano realizzate senza intoppi. Alla faccia di quanto viene scritto alla voce “il metodo di lavoro” sempre sul sito del commissario:

 

“…Gli elementi fondamentali del metodo [di lavoro] sono: la conduzione del processo da parte di una figura autorevole e indipendente (il Commissario), incaricata dal Governo di svolgere le sue attività in modo imparziale rispetto agli interessi in gioco da parte del proponente, del general contractor, delle amministrazioni pubbliche, delle comunità locali, degli interessi economici e sociali diffusi…”

 

Una contraddizione già fatta emergere con dovizia di particolari dall’inchiesta di Wolf Bukowski e Wu Ming sul passante di Bologna di cui è recentemente uscita la quarta puntata. Che credibilità può avere Avventura Urbana che si finge neutrale a Bologna, quando la persona che la guidava fino a gennaio, e che pochi giorni fa ne gestiva ancora il profilo social, viene pagata tanto più quanto più velocemente realizza un’opera?

La nostra seconda domanda era: “Chi ha realizzato il nuovo sito del commissario? Quanto è costato? E’ stato per caso un affidamento diretto?”. Su questo la dottoressa sorvola completamente trincerandosi dietro a Rfi e fornendo una risposta banale che ci era peraltro già nota. Sappiamo bene che il commissario si avvale di Rfi per risorse di comunicazione come la realizzazione di un nuovo sito o come il bellissimo camper che purtroppo, con nostro sommo dispiacere, è dovuto rapidamente rientrare in garage. Noi avevamo però chiesto chi lo avesse realizzato, i suoi costi, se la realizzazione fosse stata affidata direttamente a qualcuno. Dottoressa Romano può fare lo sforzo di chiederlo a Rfi se non fosse lei in possesso di queste informazioni? Il nostro è un consiglio a fin di bene considerato che il sito è il suo e viviamo in un paese dove Ministri della Repubblica son diventati proprietari di casa a loro insaputa. Forza dottoressa, faccia uno sforzo e renda pubblici questi documenti. Perché mai aver paura di un po’ di sana trasparenza?

La nostra terza domanda era: “…Oltre a Iolanda Romano anche Avventura Urbana (o Pillon?) riceve compensi inerenti al Terzo Valico?”. La risposta del commissario su questo non dà adito ad interpretazioni. La risposta è no, non esiste nessun incarico ad Avventura Urbana, ad Andrea Pillon o a qualche altro collaboratore. Bene. Lo permette comunque un consiglio dottoressa? Da abile esperta di comunicazione che vorrebbe essere avrebbe fatto bene ad ammettere di aver sbagliato ad utilizzare promiscuamente gli account facebook di Avventura Urbana e del commissario al Terzo Valico. Ammettere gli errori non è facile ma farlo aiuta a crescere. Speriamo comunque di esserci capiti e di non vedere più post come questo…

 

 

Grazie per l’attenzione e buon anno dottoressa. Non se la prenda se non raggiungerà i 50.000 euro all’anno di compenso aggiuntivo per essere riuscita a far rispettare i tempi di realizzazione dell’opera. Le assicuriamo che i due anni di ritardo che siamo riusciti a farvi accumulare son per noi ancora poca cosa. Il suo compito è quello di realizzarla, il nostro di impedirvelo con ogni mezzo necessario. Nonostante che noi non siamo pagati 100.000 euro all’anno per farlo e siamo gente che fa i salti mortali per sbarcare il lunario abbiamo dalla nostra parte un segreto.

“Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”. 

P.S. Brava dottoressa, adesso, dopo la nostra segnalazione, sul suo sito è finalmente riportato il tracciato corretto del Terzo Valico! Non come nella cartina precedentemente riportata:

 

 

Era sbagliato il tracciato dello shunt, l’innesto con la linea storica per Milano e la tratta in superficie della linea fra Arquata e Libarna era invece riportata fra Sottovalle ed Arquata dove, secondo il progetto esecutivo, il Terzo Valico dovrebbe invece svilupparsi in galleria considerata la presenza degli Appennini. Una galleria che comporterà la distruzione certa delle fonti dell’acquedotto di Sottovalle e la probabile distruzione delle fonti di Borlasca. Tutto questo in nome del “progresso” ovviamente…

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