L’Afeva: ‘Incredulità e sdegno per le intercettazioni sul Terzo Valico’

da casalenews.it

Dopo le parole choc di un ex funzionario del Cociv: ‘L’amianto? Tanto la malattia arriva tra trent’anni’

“Incredulità e sdegno”. Con queste parole l’Afeva condanna la sconvolgente intercettazione, rivelata dal quotidiano La Stampa, in cui l’allora numero due del Cociv, Ettore Pagani, a proposito della presenza di amianto nelle rocce da perforare per la realizzazione del Terzo Valico, rispondeva a un collega: “Tanto la malattia arriva tra trent’anni”, riferendosi ai lunghi tempi di incubazione del mesotelioma pleurico. Parole sconcertanti e prive di ogni umanità che aprono uno squarcio su cosa si nasconda dietro certe grandi opere e sui personaggi che le gestiscono.

“Abbiamo letto con incredulità e sdegno – inizia così la nota Afeva – sulla Stampa del 17 gennaio l’articolo sulle intercettazioni relative alle indagini sulla regolarità degli appalti per i lavori del Terzo Valico”.

“Era la fine di luglio del 2015 e Fiamme Gialle e Carabinieri, su ordine delle Procure di Genova e Roma, registravano ogni dialogo negli uffici Cociv, raggruppamento d’imprese capeggiato da Salini-Impregilo che realizzerà la nuova ferrovia Genova-Milano”.

“L’allora numero due del Cociv Ettore Pagani, finito ai domiciliari a ottobre proprio in relazione a quegli appalti, parla con un collega che solleva dubbi e perplessità sulle rocce che contengono amianto e sulle contromisure da adottare”.

“«Il primo che si ammala è un casino», afferma questa seconda persona, riferendosi agli operai che lavorano ogni giorno nei cantieri”.

“Pagani risponde: «Tanto la malattia arriva tra trent’anni”.”

“Una frase così priva di etica e umanità lascia senza parole”.

“Rendersi conto che persone responsabili di grandi opere, di scelte che coinvolgono popolazioni intere anche per gli anni a venire, possano ragionare in termini così cinici è inaccettabile. Come possiamo fidarci di promesse e rassicurazioni se chi decide si dimostra senza coscienza?

“Il nostro impegno per un mondo libero dall’amianto non può venir meno di fronte a un fatto simile. Chiediamo con forza chiarezza sui rischi per la popolazione, sulle garanzie per la salute dei cittadini e la sicurezza del territorio”.

“Riaffermiamo ancora una volta che la scala dei valori dev’essere diversa, la vita umana viene prima del profitto”.

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