Trent’anni

Il direttore del Cociv Pagani ci spiega che “chissenefrega dell’amianto, tanto la malattia arriva dopo trent’anni”. Che dire. Non è semplice mantenere la lucidità di fronte a una cosa del genere. Lo è forse per chi non ha impegnato anni della sua vita, salute, soldi e condizionale per combattere quest’opera assurda.
La cosa immonda detta da Pagani nella sua semplicità offre spunti notevoli: per la magistratura, a quanto pare, non è una cosa penalmente rilevante, infatti non compariva nell’ordinanza con la quale il direttore di Cociv fu arrestato a ottobre. Al contrario, noi crediamo che far respirare di proposito amianto a operai e cittadini sfruttando il tempo lunghissimo di incubazione del mesotelioma si configuri nel reato di tentata strage e poi magari, come dice Pagani, tra trent’anni togliamo pure il “tentata”. Un criminale che è anche due volte infame per aver fatto questo nella provincia che più di ogni altra in Italia ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo in termini di vite a causa di questa malattia.
Ma non guardiamo il dito: Pagani agì in questo modo perché poteva farlo, perché nessuno degli enti preposti glielo vietava e nessun amministratore si preoccupava. Parliamo al passato perché le intercettazioni non sono di oggi ma presumibilmente del 2015, e i camion che contengono le polveri continuano a circolare imperterriti sulle nostre strade.
Gli arresti per corruzione hanno portato alla sostituzione dei vertici del consorzio (e per ora nessun commissariamento), mentre non sfugge che un’accusa sull’amianto avrebbe provocato danni ben maggiori per il proseguimento dell’opera, e questo i signori non se lo possono permettere.
Non se lo può permettere il padrone Pietro Salini, non se lo possono permettere i partiti di governo che hanno in lui un grande “ammiratore”. E non se lo può permettere neanche il commissario governativo per il Terzo Valico Iolanda Romano, del cui stipendio abbiamo parlato recentemente: 50000 euro fissi e altri 50000 “al raggiungimento degli obiettivi”. Ecco, l’amianto è uno di quegli intoppi che senza dubbio va a inficiare il “raggiungimento degli obiettivi”. Per questo ha proposto al governo di non abbassare da 1000mg/kg a 100mg/Kg il limite di amianto per considerare lo smarino rifiuto speciale. Smarino in cui sono stati ritrovati fino a 4000mg/kg di amianto.

Una cosa è certa: dopo due anni di continui scandali possiamo ormai dirci la grande opera più famosa d’Italia. Un risultato prestigioso di cui la politica locale non può che andar fiera: gli altri paeselli per andare sul nazionale devono aspettare Linea Verde, noi invece siamo presenti con grande continuità nella cronaca giudiziaria. Abbiamo superato in quanto a inchieste il cantiere di Chiomonte. Abbiamo avuto prima Incalza, poi gli ‘ndranghetisti che giocavano a fare i sì tav, poi ancora corruzione e mafia, poi l’amianto. E a Roma devono fare gli straordinari per giustificare ancora questa porcheria di progetto: ancora pochi giorni fa, il parere favorevole al commissariamento del Cociv da parte dell’ANAC di Cantone è stato salutato benevolmente dal ministro Del Rio e dal commissario stesso. Una “punizione” dunque gradita alla “punita” Impregilo e ai suoi amici, perché se anche dovesse arrivare (e non è arrivata) non metterebbe in dubbio l’affidamento, ovvero i soldi, al General Contractor. Un po’ come se, trovati positivi all’alcoltest, i carabinieri vi portassero la macchina a casa, e senza neanche togliervi la patente. Anzi, vi regalano pure il ponte sullo stretto di Messina. So’ ragazzi. Ragazzi che forse ci uccideranno un po’, ma a norma di legge, e comunque tra trent’anni.

Opporsi a quest’opera truffaldina e pericolosa continua ad essere un dovere di ogni cittadino. Come abbiamo sempre detto: per noi e, oggi più che mai, per chi verrà dopo.