Ci siamo sempre sbagliati. Il Cociv merita il massimo rispetto

Il titolo “Il Cociv è una montagna di merda”, citazione di Peppino Impastato, lo avevamo già utilizzato il 26 ottobre dell’anno scorso. Allora l’abbiamo messa così, perché a ben pensarci se sei un consorzio che ruba e devasta dal 1996 (ricordate la questione dei fori pilota ed il loro sequestro da parte dei carabinieri del Noe?) un po’ di rispetto lo meriti. Bisogna essere dei fenomeni per riuscire in un’operazione simile. Meglio di loro ci sono solo i politici di centrodestra e centrosinistra ed i sindaci che nonostante tutto questo continuano a sostenere la realizzazione del Terzo Valico. Poco importa se qualche schizzetto di merda arrivi anche sulla loro giacca. In cambio delle tangenzialine, dei campetti da calcio, di un sottopasso e di quattro rotonde i sindaci sono disposti ad andare in giro con le salviettine. Quelle che si usano coi figli piccoli, quando la popò che esce dal pannolino è sempre dietro l’angolo nei momenti meno opportuni.

L’ultima novità è stata sbandierata ieri su Il Secolo XIX e su La Stampa da Matteo Indice, uno che deve avere qualche santo in paradiso dentro qualche Procura. Scrive che ad essere messo sotto accusa sarebbe il consorzio tutto in base ad una specifica legge sulla responsabilità amministrativa e non più solo i suoi uomini arrestati nell’ultima operazione. Per i Pubblici Ministeri il Cociv sarebbe un consorzio corrotto e non sarebbe parte lesa. A questa conclusione eravamo già arrivati anche noi tapini, non serviva essere dei PM. La novità però sarebbe che oltre ad aver smaltito lo smarino con l’amianto “ad minchiam” (il latino aiuta per questa finezza), mettendolo anche nelle cave dove non sarebbe dovuto andare, pare che se lo rivendessero pure a ditte compiacenti che lo rimettevano in circolo come se fosse del normalissimo smarino senza amianto. Il movimento aveva sollevato il problema della mancata valutazione dei costi per lo smaltimento di amianto con tanto di esposto alla Corte dei Conti e alle Procure di Alessandria e Genova. Devono aver pensato che l’unico modo per gestirsi il problema amianto fosse quello di farlo sparire lucrandoci pure sopra nel totale disprezzo della pericolosità di questa operazione per la salute di tutti. “…Tanto la malattia arriva fra trent’anni…” come ci ha ricordato quel galantuomo di Ettore Pagani, Gran Mascalzon, Lup Man, Pezz di Merd (citazione di “Fantozzi alla Riscossa”), nonché ex Vice Presidente di Cociv. Agevoliamo video. A noi il Pagani sembra tanto il dottor Barambani e uno che volete dei vostri amati sindaci (da scrivere rigorosamente con la s minuscola) ci sembra Fantocci.

Davanti a tutto questo schifo i sindaci sono muti, forse impegnati a pulirsi le giacche con le salviettine di cui scrivevamo prima. Il Commissario Iolanda Romano, che di norma convoca conferenze stampa anche per dire quante volte è andata in bagno, tace. E i due liocorni? Niente, anche Borioli ed Esposito non hanno ancora esternato il loro pensiero in grado di modificare le sorti dell’umanità.

Ricapitoliamo. Ci son state le mazzette, le infiltrazioni della ‘ndrangheta, le infiltrazioni della camorra, il cemento come colla che defluiva a cazzo, la talpa in Prefettura, l’amianto messo dove non doveva essere messo, l’amianto rivenduto e rimesso sul mercato, l’amianto in falda ad Alessandria. E sicuramente ci siamo dimenticati parecchie cose, perché è impossibile ricostruire tutte le nefandezze commesse da questi signori. Basta il commissariamento di Cociv per risolvere questi problemi? Non fateci ridere e andatevi a nascondere, Cociv deve essere buttato fuori dal Terzo Valico ed il Terzo Valico deve essere buttato fuori dalla storia.

Per concludere due cose. La prima è che secondo noi, visto anche il successo di tutte le assemblee che stiamo facendo, è il tempo di tornare in piazza in migliaia di persone e di farlo insieme a tutti quelli che difendono la loro terra da chi la vuole devastare.

Dove? Laddove possiamo fare più male. Quando? Quando possiamo fare più male.

La seconda la scriviamo nel più totale rispetto di chi di andare a votare proprio non ne vuole sapere. Se siete persone che votano fatelo con la stessa maturità con cui è stato fatto il 4 dicembre. Un voto contundente contro chi sostiene il Terzo Valico. Tanto a Serravalle quanto ad Alessandria e a Genova non vi sarà difficile riconoscere chi in questi anni ha marciato insieme al movimento.

Continuiamo a combattere con ogni mezzo necessario fino a fermarli.

P.S: la settimana scorsa il nostro webmaster ed un nostro militante, preso veramente “ad minchiam” (vedi spiegazione data sopra per l’utilizzo del latino), sono stati condannati con decreto penale di condanna emesso dal Tribunale di Alessandria al pagamento di 300 euro ciascuno per il reato di diffamazione. Sotto accusa questo articolo del 2013. Abbiamo urtato la loro sensibilità nello scrivere che non sono inclini al rispetto delle regole e per averli definiti un ammasso di banditi. Ed un giudice pensava di risolverla con un decreto penale. No grazie, ovviamente abbiamo deciso di farci il processo. Il nostro dispiacere più grande? Che chi ci ha querelato si trovi in questo momento agli arresti domiciliari con accuse un tantino più gravi di quella di diffamazione. Non sappiamo se avrà il coraggio di venire in aula a guardarci negli occhi considerato che è affaccendato in questioni un pochino più serie. Comunque noi oggi lo ripetiamo con ancora più forza. Il Cociv non è incline al rispetto delle regole e sono un ammasso di banditi. Magari finiamo di nuovo a processo e questa volta insieme ai PM di Genova e di Roma. Sai che circo che viene fuori?

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