Ancora uno stop alla cava Clara e Buona di Alessandria

La notizia è stata diffusa ieri via facebook dall’Assessore all’ambiente del Comune di Alessandria Claudio Lombardi come si può vedere dallo screenshot che pubblichiamo.

Ma a noi piace approfondire le cose e non ci fidiamo mai di chi governa insieme a chi è favorevole alla costruzione del Terzo Valico ed ha autorizzato i conferimenti nelle cave di Alessandria. Così siamo venuti in possesso di due documenti che ci permettono di ricostruire con dovizia di particolari quanto accaduto.

In data 9 marzo 2017 l’Arpa preleva cinque campioni dalla cava Clara e Buona in uno degli sporadici controlli eseguiti dall’ente. In data 13 aprile il laboratorio Arpa comunica all’agenzia che in uno dei cinque campioni è stato abbondantemente superato il valore relativo alla presenza di tensioattivi anionici (i famosi schiumogeni utilizzati dalla fresa per bucare la montagna). Il valore è pari a 194 +/- 28 mg/kg quasi il doppio della soglia limite di 100 mg/kg. Viene inoltre appurato che il materiale arriverebbe dai cantieri di Arquata di Radimero e Moriassi. Arpa decide di rivolgersi all’autorità giudiziaria. E’ tutto in questo documento ufficiale di Arpa.

Il Cociv decide quindi di pararsi il culo (scusate il francesismo ma rende bene l’idea) e comunica con nota ufficiale di sospendere i conferimenti a Clara e Buona e tutti i conferimenti provenienti dal sito di stoccaggio provvisorio di Cascina Romanellotta in attesa della riunione del prossimo Osservatorio Ambientale. Ovviamente sono disposti a giurare che le loro analisi sono a posto. E’ tutto in questo documento ufficiale del Cociv.

Pertanto il Comune di Alessandria non ha fatto proprio nulla e ha preso atto della situazione. Avete presente l’adagio popolare del chiudere la stalla quando i buoi sono ormai scappati? Quello che invece dovrebbe ma non vuole fare è sospendere tutti i conferimenti tramite ordinanza e disporre che venga analizzato tutto il materiale finora conferito in una cava vicinissima ai pozzi dell’Aulara da cui pesca l’acquedotto di Alessandria. Anche perché quando l’Assessore Lombardi scrive che i controlli sono efficaci omette volutamente di dire che ne vengono fatti pochissimi e così fra un controllo e l’altro chissà cosa finisce dentro la cava. Il buonsenso vorrebbe che si ponesse fine una volta per tutte a questo scandalo visto che nella cava Clara e Buona del Cristo è già stata riscontrata presenza di amianto (fonte Osservatorio Ambientale), è stata rilevata in falda una concentrazione fino a 305.000 fibre/litro di amianto (fonte Arpa), è stato rilevata la presenza di zolfo e da ultimo è stato rilevato un valore di schiumogeni superiore al limite. Cos’altro deve succedere ancora?

Qualsiasi cosa succeda non ci si può fidare di un’amministrazione comunale ormai totalmente screditata su questo tema ed è invece necessario tenere alta la guardia e proseguire la mobilitazione. Tutti quelli che vogliono difendere l’acqua e la salute sabato 27 maggio manifestano proprio ad Alessandria. Bisogna esserci, per noi tutti e per i nostri figli.