Il Comune di Sezzadio dice no alla cava del Terzo Valico

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo il comunicato stampa del Sindaco di Sezzadio sulla cava Opera Pia 2 inserita nel nuovo piano cave del Terzo Valico.

COMUNICATO STAMPA

In riferimento alla Convocazione alla Conferenza dei Servizi del 06-06-2017 relativo all’aggiornamento del Piano di Reperimento del materiale litoide nell’ambito dell’opera denominata “Terzo Valico dei Giovi” ed avendo appreso dell’inserimento in tale documento come sito di deposito per le terre e rocce da scavo la cava Opera Pia 2 sita in Comune di Sezzadio, l’Amministrazione Comunale , rappresentata dal Sindaco Pier Giorgio Buffa, intende evidenziare quanto segue:

 

  • Tale area sorge vicino al centro abitato e, come specificato anche dalla classificazione ad opera di COCIV, risulta sovrastare un’area di Ricarica Falde inserita nel P.T.A. E’ inoltre inserita in zona alluvionabile con classe di rischio 3 (il più elevato). A dimostrazione di quanto affermato si ricorda che nel Novembre 2016 l’area è stata colpita da un’alluvione ad opera del fiume Bormida e che la documentazione dettagliata di tali avvenimenti è già stata fornita alla Regione Piemonte con video e relazione geologica e morfologica della zona commissionata dal Comune di Sezzadio. Proprio in tale circostanza l’Amministrazione Comunale, in un’ottica cautelativa di tutela e salvaguardia del proprio territorio, aveva approvato e a suo tempo trasmesso alla Regione Piemonte, per le considerazioni del caso, una richiesta per l’applicazione dell’ art. 9-bis della L.R. n. 56/77.

 

  • Le preoccupazioni di questa Amministrazione sono sostenute anche riguardo al tipo di materiale che arriverebbe in loco considerando la presenza di amianto e agenti chimici e considerando che tuttora esistono ricorsi al TAR del Lazio da parte di COCIV contro il Ministero dell’Ambiente, che aveva imposto precise prescrizioni a salvaguardia dei rischi di contaminazione ambientale da amianto. Altre cave nel territorio in cui sono già iniziati i conferimenti (ad esempio la Clara e Buona ad Alessandria) sono a testimoniare che le preoccupazioni a riguardo sono fondate senza considerare le recenti inchieste della magistratura che stanno facendo emergere un quadro preoccupante nella gestione di questi conferimenti.

 

  • Da 5 anni il Comune di Sezzadio è interessato da un lungo iter di opposizione ad un altro insediamento, la discarica Riccoboni, che ha visto unirsi altre 25 Amministrazioni della Valle Bormida che va a collocarsi esattamente sopra le aree di ricarica della falda di Predosa Sezzadio che già oggi sta alimentando questi Comuni e 50 mila persone con capacità, per qualità e quantità, di alimentarne fino a 250 mila compreso il Novese, il Tortonese e parte dell’Alessandrino. Per le stesse ragioni di salvaguardia di un territorio così delicato sotto il profilo idrogeologico ci sembra irricevibile questo nuovo insediamento.

 

  • A complicare questo quadro si nutrono forti preoccupazioni in merito a problematiche di ordine pubblico dovendo gestire da 5 anni le istanze di tutela ambientale della popolazione della Valle Bormida che da quella falda acquifera dipende e che si è organizzata autonomamente in Comitati popolari a difesa del territorio e contro l’insediamento della discarica Riccoboni. Andare ad aggiungere altri progetti potenzialmente inquinanti per le falde in questo quadro già difficile e teso, che ha visto recentemente ancora una Manifestazione con migliaia di cittadini della Valle Bormida per le strade di Alessandria contrari a questi insediamenti, sarebbe come gettare benzina sul fuoco.

Per queste ragioni, l’Amministrazione Comunale di Sezzadio, coerentemente con quanto fatto finora per tutelare l’ambiente e l’acqua della falda acquifera di Predosa Sezzadio, confermerà quanto osservato nella prima Conferenza di Servizi chiedendo lo stralcio di questo sito o di altri siti nel suo territorio comunale dal Piano di reperimento e conferimento dei materiali litoidi provenienti dagli scavi del Terzo Valico dei Giovi. Ribadiamo con forza il nostro no all’uso delle cave del territorio comunale e siamo certi che la relazione idrogeologica più sopra citata venga esaminata con la dovuta attenzione dagli Organi competenti per confermare ai suoi cittadini l’inidoneità del sito che, ricordiamo, è in una zona recentemente alluvionata dall’esondazione del fiume Bormida e che, per l’insediamento della Discarica Riccoboni, la stessa Regione Piemonte interpellata in merito, con l’allora Direttore del Settore Ambiente, Ing. Salvatore De Giorgio, nella sua nota prot. 19043 del 7 novembre 2012, scriveva: “…il sito prescelto non risulta pienamente idoneo, per ubicazione e caratteristiche, ad ospitare un impianto di discarica dal momento che l’intervento interessa un sistema idrico sotterraneo vulnerabile e vulnerato. Infatti la posizione marginale del sito in esame rispetto alla depressione quaternaria padana fa si che gli orizzonti semipermeabili che normalmente isolano il sistema acquifero profondo da quello superficiale siano qui poco continui lateralmente. Tale situazione sommata all’elevata permeabilità dei depositi grossolani superficiali e all’elevata vulnerabilità intrinseca della zona non satura, rende il sistema profondo suscettibile ad una vulnerazione proveniente dagli strati superficiali”

Ci riserviamo fin d’ora la facoltà di prendere tutti i provvedimenti del caso concessici dalla legge per impedire tali conferimenti e utilizzare tutte le forze a nostra disposizione per effettuare controlli su ogni singolo camion che dovesse transitare nel territorio comunale di Sezzadio, nel caso questa richiesta non venisse valutata positivamente e i siti identificati non vengano definitivamente stralciati dal piano cave in discussione.

Il Sindaco
Piergiorgio Buffa

Print Friendly, PDF & Email