I comitati della Val Bormida in risposta all’assessore Valmaggia

Abbiamo appreso proprio oggi dalle pagine de La Stampa la replica dell’assessore con delega all’ambiente Alberto Valmaggia in merito alla vicenda legata al PTA. È già curioso rilevare come l’assessore conosca così poco del PTA (Piano Tutela delle Acque). Infatti, come si legge nell’articolo, il PTA sarebbe “in vigore da un paio d’anni” e non approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale 13 marzo 2007, n. 117 – 10731. E aggiungiamo che il merito di averlo portato a conoscenza, dopo che giaceva dimenticato in qualche cassetto in Regione, è proprio di tutte le persone che in questi anni si sono impegnate contro il progetto di discarica Riccoboni tra le quali non possiamo includere certamente l’Assessore Alberto Valmaggia.

Ancora più incredibile è scoprire che secondo l’assessore i veri colpevoli dell’inquinamento delle falde siano gli agricoltori.
Dalle parole dello stesso infatti ne deriva che il cromo esavalente di Spinetta Marengo, dell’acquedotto di Castelferro/Mantovana ed in genere della provincia di Alessandria, i metalli pesanti, gli idrocarburi e l’amianto trovato dall’ARPA nelle falde in prossimità delle cave Clara e Buona di Alessandria dove da mesi viene conferito lo smarino del terzo valico è conseguenza delle lavorazioni Agricole. Gli agricoltori piemontesi alle prossime elezioni sapranno come ringraziare lei ed il suo partito di riferimento per queste affermazioni e per questa considerazione. Vogliamo evitare spiegazioni sulla nocività e la pericolosità dei rifiuti definiti per legge “non pericolosi” molti dei quali anche lei, assessore Valmaggia, nel “suo giardino” non avrebbe certo piacere venissero stoccati. Ma sentire da chi si occupa di ambiente affermazioni da bar del tipo “da qualche parte i rifiuti si devono pur mettere” è un offesa non solo all’intelligenza ma va oltre ogni limite tollerabile. Abbia rispetto per migliaia di persone. Abbia rispetto per decine e decine di Amministratori che da anni cercano in vano di farsi ascoltare da chi poteva intervenire e non lo ha fatto per chiare scelte politiche. Scelte di cui vi si presenterà il conto. Abbia rispetto per quegli stessi Amministratori che, insieme alla popolazione stanno portando avanti il lavoro su questi temi anche al posto suo. Abbia rispetto per chi da anni sta combattendo contro la follia di coloro che questi rifiuti li vorrebbero depositare proprio sopra l’ultima falda acquifera incontaminata del basso Piemonte che già oggi serve 50000 persone nell’acquese e che è da tempo corteggiata anche da altri comuni della provincia, sempre più spesso alle prese con gravi problemi idrici.

Per concludere, in risposta alla sua ultima affermazione secondo cui per l’amianto “quando viene ingerito, anche con l’acqua, non si sono riscontrati rischi…” (non proseguiamo nella citazione per non allarmare troppo i lettori), è giusto comunque che lei sappia, caro assessore, che nel rapporto dello Iarc (l’International agency for research on cancer) si legge che l’ingestione di amianto è considerata “esposizione primaria” al pari dell’inalazione (capitolo 1.5, pagina 225). A questo proposito sono riportati gli esiti drammatici di un test su topi che hanno ingerito amianto (capitolo 3.6 pagina 273). Su 75 cavie che hanno ingerito amianto, 18 si sono ammalati di tumori vari dopo pochi mesi. La prossima volta che passa in queste zone le faremo trovare una bottiglia d’acqua fresca con 305.000 fibre al litro di amianto (la concentrazione rilevata in falda intorno a Clara e Buona) e pretenderemo che la sorseggi davanti alla popolazione. Noi preferiamo brindare alla salute con l’acqua buona che abbiamo ancora disponibile in zona e lo faremo ogni volta che ci leveremo dai piedi politici che dimostrano questi livelli di insensibilità ed inadeguatezza.

COMITATO AGRICOLTORI DELLA VALLE BORMIDA
SEZZADIO AMBIENTE
COMITATI DI BASE DELLA VALLE BORMIDA
VIVERE A PREDOSA