Quelle feste a Isoverde

Pubblichiamo il testo integrale della lettera al Secolo, pubblicata in data 27 agosto. In calce anche la lettera di B.C.

Leggiamo nelle lettere al Secolo XIX un resoconto sulla Mezza Notte Bianca di Isoverde, del nostro o nostra concittadino/a, si presume, B.C.

Che dire: ovviamente siamo ben felici che operatori economici e associazioni abbiano reso “vivo” il nostro paese per una sera e speriamo che questa sia solo una delle prime iniziative .

Da piu’di cinque anni siamo presenti in paese e non solo, come Movimento No Terzo Valico, e cio’ che ci muove è ovviamente anche l’affezione ad Isoverde e ai suoi abitanti.

Siamo fermamente convinti che anche grazie al senso di appartenenza al paese e al territorio, che ognuno con le nostre storie personali ha sviluppato negli anni, abbiamo avvertito l’urgenza di muoverci per difendere e promuovere un luogo che sentiamo nostro, e che solo grazie a questo possiamo poi permetterci di guardare oltre, interessarci ad altre questioni, proporre il nostro modo di abitare questo mondo e convivere con l’altro.

Ci eravamo, pertanto, astenuti da qualsiasi commento su questa Notte Bianca, su cui ci eravamo interrogati in modo critico solo rispetto all’assenza dei camion dei cantieri, il cui passaggio avrebbe irrimediabilmente boicottato la possibilità di usare strade e “piazze”…forse per questo motivo è stata scelta una data immediatamente prossima alla chiusura per ferie del cantiere o forse l’amminstrazione comunale ha chiesto a Co.civ di astenersi dal far passare i mezzi.
Poco importa, comuque, purchè sia chiaro a tutti che quel modo di vivere il paese che abbiamo felicemente sperimentato il 4 agosto non sarebbe replicabile se non in momenti sporadici e concordati: per vivere le nostre strade dobbiamo chiedere il permesso al Consorzio o, per lo meno, concertarlo.

Ma cio’ che ci ha portato a scrivere queste righe è il link fra quello che noi chiamiamo By pass e che il Signor/la Signora BC definisce la circonvallamonte e la Notte Bianca…
Ora che si debba effettuare un’opera PERICOLOSA e inutile, per potere effettuare feste in paese ci appare piuttosto pretestuoso.

Isoverde è stato un paese pieno di feste, con quelle molte di noi sono cresciuti: S. Francesco, la festa della cappelletta per citare quelle religiose, la grande Festa dell’Unità che attraeva persone da tutta la Valle, le feste del Parco, le feste della Croce Verde…estati intere inframezzate da feste, certo non in piazza, visto che si tratta di un incrocio , ma in luoghi che, piaccia o meno, seppur connotati politicamente e/o religiosamente esprimevano le sensibilità di ciascuno e permettevano l’incontro con l’altro.

Se a Isoverde non ci sono piu’ molti momenti di festa e incontro non è certo per la mancanza di una piazza, ma piuttosto , forse, per il dilagare di un certo relativismo cosmico, di una disaffezione al paese frutto anche delle politiche culturali locali e non solo.

Se amiamo il paese, quindi, rendiamolo vivibile quotidianamente, parliamoci, discutiamo rendiamolo nostro, qualsiasi siano le nostre idee…è questa la “piazza” che serve al nostro benessere.

Se vogliamo, legittimamente aiutare i commercianti, che sono la prima linfa vitale di un paese, fornendo non solo cose, ma innanzitutto servizi e occasioni di prossimità agli abitanti, andiamo ogni giorno ad acquistare qualcosa da loro, trascorrendo le domeniche nei nostri prati, fiumi e boschi e evitando i centri commerciali. Aiuteremo cosi il nostro paese, i piccoli commercianti; inizieremmo a conoscere e amare di piu’ il territorio e a questo punto non potremo fare altre che difenderlo!

Movimento No Terzo Valico

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