Il Collettivo Alpino Zapatista prende parola sulla ciclocamminata

In merito alla ciclo camminata proposta dal commissario del Terzo Valico, siamo rimasti molto sorpresi nel constatare come tra i partner ci sia anche il Club Alpino Italiano sezione di Alessandria. E’ francamente piuttosto incredibile questa sponsorizzazione da parte di un ente che nella prima pagina del proprio regolamento cita:

1. Il Club alpino italiano per conseguire – ai sensi della legge 24 dicembre 1985, n. 776 – le finalità istituzionali, a favore sia dei propri soci, sia di altri, utenti tutti di un comune patrimonio culturale e sociale, in collaborazione (…)
i) opera per la conservazione della cultura alpina e per la pratica di ogni attività connessa con la frequentazione e la conoscenza della montagna; assume e promuove iniziative atte a perseguire la difesa dell’ambiente montano e in genere delle terre alte, anche al fine di salvaguardare dalla antropizzazione le zone di particolare interesse alpinistico o naturalistico. (…)

Ora: ci rendiamo perfettamente conto che i territori interessati dal Terzo Valico non siano considerati “alpinisticamente rilevanti” o con un tradizione montana\alpina di un certo livello ma, non sono forse attraversati da sentieri? Non sono presenti zone boschive, laghi,fiumi, falesie attrezzate per l’arrampicata?

D’altra parte non una parola è stata espressa dal C.A.I. sulla TAV in valle di Susa o sulle centinaia di opere che arricchiscono i pochi a discapito dei molti e devastano territori.

Non esistono luoghi neutri, ogni luogo è prodotto di storie, incontri e conflitti. Partecipare a questa ciclo camminata non è semplicemente un modo per mettere in mostra “le attrattività e le eccellenze locali enogastronomiche, storico-culturali, paesaggistiche”. Partecipare a questa camminata è prendere una posizione contro le montagne (e le colline e le pianure) a favore degli interessi e del traffico di merci.

Genova 20 Settembre 2017
Collettivo Alpino Zapatista – info.caz@insiberia.net

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