La ciclocamminata della Romano perde pezzi e molte adesioni sono farlocche

La ciclocamminata turistica voluta dal Commissario per la realizzazione del Terzo Valico Iolanda Romano si sta rivelando una vera e propria farsa. Cento persone che si muoveranno fra la Valle Scrivia e la Val Lemme alla ricerca delle bellezze di un territorio che il Terzo Valico sta oggettivamente devastando. Chi pensa che alle giornate parteciperanno cittadini comuni sta compiendo un grosso errore. Ci saranno invece una pletora di sindaci, assessori, consiglieri comunali, dirigenti sindacali e gli immancabili militonti del Partito Democratico che non stanno nella pelle all’idea di mangiare a sbafo nei banchetti previsti durante il tragitto. Dato questo per assodato ci preme invece raccontare di come la ciclocamminata sia destinata a perdere il sostegno di pezzi importanti e di come la scelta di transitare per la Benedicta non abbia infastidito solo il Movimento No Tav – Terzo Valico che ha lanciato una manifestazione domenica 1 ottobre.

Ma andiamo con ordine. Già a fine luglio il Parco dell’Appennino Piemontese (ex Capanne di Marcarolo) aveva ritirato la sua adesione all’iniziativa. Dino Bianchi, presidente del parco interpellato da giornale7 aveva dichiarato che: “non c’è stata condivisione sull’adesione e per questo l’ente non prenderà parte all’iniziativa”. Ci siamo chiesti se fra chi ha aderito fosse sorto lo stesso tipo di problema ed abbiamo fatto alcune scoperte sconcertanti. Sappiamo con certezza che lo stesso modus operandi utilizzato con il Parco è stato utilizzato anche con altre associazioni di peso. Il manifesto che pubblicizza la ciclocamminata è andato in stampa prima che gli organi direttivi di alcune associazioni deliberassero sull’adesione e sappiamo con certezza che nei prossimi giorni fioccheranno revoche di adesione e smentite. Alcuni consorzi hanno addirittura aderito senza neppure interpellare le realtà consorziate, alcune delle quali sostengono da sempre la lotta contro il Terzo Valico. C’è poi il caso emblematico del Cai (Club Alpino Italiano) di Alessandria che ha aderito nonostante l’articolo 1 del suo statuto reciti che il Cai “ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”. Come questo sia compatibile con il Terzo Valico è un mistero che solo il Presidente Antonio Moscato potrebbe riuscire a spiegare.  I mal di pancia di gruppi di alpinisti e di altre sezioni del Cai siamo certi che non tarderanno a farsi sentire.

C’è poi il caso limite di alcuni negozi di Arquata Scrivia che interpellati da noi ci hanno spiegato di essere stati totalmente all’oscuro che si trattasse di un’iniziativa correlata al Terzo Valico. E’ successo che un assessore del Comune ha chiesto la loro adesione spiegando che si trattasse di un’iniziativa ambientalista di promozione del territorio. Senza mai nominare la parola Terzo Valico ovviamente. E anche l’adesione del Consorzio delle botteghe di Arquata pare proprio che sia avvenuta per bocca di una Consigliera Comunale senza neppure avvisare le botteghe consorziate, alcune delle quali sostengono da sempre la lotta contro il Terzo Valico ed affiggono sulle loro vetrine i manifesti del movimento.

L’ultimo capitolo riguarda la scelta di fare della Benedicta una delle tappe della ciclocamminata. Sappiamo che il mal di pancia non è stato solamente nostro e che presto si alzeranno altre voci contro la strumentalizzazione di un luogo simbolo della resistenza partigiana e di uno dei più gravi eccidi nazi-fascisti commessi in Italia.

A Iolanda Romano sembra non andarne bene una ed ancora una volta sta rimediando l’ennesima figuraccia. Ha tentato di dimostrare che il Terzo Valico è ben voluto in basso Piemonte quando tutti sanno che in realtà è vissuto dalla stragrande maggioranza delle persone come un problema e fra queste sono state e sono migliaia quelle che si sono opposte e continuano ad opporsi alla sua realizzazione. L’ultima dimostrazione le verrà data domenica 1 ottobre alla Benedicta. Lei che non è del nostro territorio forse non può proprio capire cosa rappresenti quel luogo per migliaia di persone piemontesi e liguri. Vada almeno a farsi un giro sul sito dell’Anpi e potrà scoprire che è anche dal sangue versato da quei ragazzi che è nata la nostra Costituzione repubblicana ed antifascista. Per capirci quella stessa Costituzione che tutti i Sindaci che hanno prestato il fianco alla sua ciclocamminata volevano cambiare essendosi schierati per il Sì al referendum del 4 dicembre.

Print Friendly, PDF & Email