Respirato amianto per settimane ma l’Arpa colpevolmente minimizza

Dopo che Sabato avevamo segnalato lo sforamento di 1 ff/l nella prima cintura esterna del deposito di smarino presso la Cascina Clara e Buona di Alessandria, ieri sera il semaforo sul sito dell’osservatorio è tornato verde, con singolare coincidenza e celerità.
Apprendiamo da RadioGold le giustificazioni da parte del direttore di ARPA Alessandria, che più che tranquillizzare aumentano la preoccupazione non solo su cosa sta succedendo, ma anche su chi sta controllando.

Nel tentativo di minimizzare l’accaduto afferma: “La quantità di fibre di amianto rilevata alla Cascina Clara e Buona di Alessandria è stata inferiore rispetto a quello che il protocollo amianto considera un pericolo per l’ambiente“.

Primo appunto, non di poco conto: la quantità di fibre in aria determina la pericolosità sotto il profilo sanitario e non ambientale. Se si cade in errore qua, si compromettono tutte le valutazioni ed adempimenti conseguenti.

Nel caso il Direttore lo avesse dimenticato, riportiamo la pagina 25 del documento “Protocollo di gestione della comunicazione al CITTADINO – Amianto” dove sotto il profilo sanitario è ben chiaro che 1 ff/l rappresenta la soglia tra una condizione di normalità e una di pericolo, che per quel documento sarebbe più corretto chiamare rischio.

A noi che non interessa mettere a rischio la nostra salute, neppure su base statistica, tutto quello che introduce un potenziale rischio lo riteniamo pericoloso. Certi giochi di parole non vanno fatti sulla pelle dei cittadini, sia chiaro.

Quel documento disciplina come deve essere rassicurata la popolazione, in pratica un protocollo su come deve essere propagandato un ideale di sicurezza che non interferisca con i lavori del Terzo Valico e in questi giorni vediamo purtroppo come venga messo in opera all’occorrenza.

In ogni caso, quello stesso documento a pag. 30 evidenzia come il numero di fibre in aria sia un “indicatore di pericolosità” e non di rischio, e il valore che fa passare l’indicatore in stato di allerta sia proprio 1 ff/l.

Il direttore Maffiotti sarà ancora così sicuro che quel valore non rappresenta un pericolo?

Proseguendo nell’articolo di RadioGold il direttore precisa che “Il primo dato riguarda il monitoraggio effettuato da Cociv intorno al 10 agosto … in quel caso era stata evidenziata una quantità di fibre di amianto con una concentrazione uguale o maggiore a 1“.

Ci auguriamo che si renda conto che dire maggiore di 1 è fortemente fuorviante, perché è maggiore di 1 sia 1.01 che 1500. Di quante fibre litro stiamo parlando?

Prosegue dicendo: “Si tratta di oscillazioni che ci possono essere intorno a dei siti dove viene depositato terreno contenente anche amianto“.

Cerchiamo di capirci, è dal 10 agosto, cioè da quasi 2 settimane (più di 3 in base al sito dell’osservatorio), che c’era un valore superiore ad 1, e il Direttore parla di oscillazioni? La popolazione alessandrina è stata esposta per 2 settimane a valori > 1 ff/l di amianto, e si minimizza l’accaduto? In quale pagina del protocollo amianto o di quello di gestione della comunicazione al cittadino si parla di oscillazioni tollerabili? Per noi questa è nuova.

Leggiamo ancora nell’articolo: “Per questo Arpa ha accelerato i tempi per una nuova rilevazione, effettuata intorno al 25 agosto: in questo caso non sono state rilevate fibre di amianto nell’aria. Questi nuovi dati sono stati recepiti lunedì pomeriggio dal sito dell’Osservatorio Ambientale”.

Ci rendiamo conto che è la chiara ammissione di insufficienza del monitoraggio e scarsa preoccupazione per la salute pubblica?
Dal 10 agosto che sono state riscontrati livelli di allerta con concentrazione di fibre di amianto > 1 ff/l e:

  • Nessuna comunicazione ai cittadini residenti
  • Nessun articolo di stampa
  • Il Sindaco Cuttica non ha preso provvedimenti (era stato informato?)
  • Sono passate 2 settimane, ripetiamo 2, prima che ARPA, accelerando i tempi (accelerando?) facesse una nuova rilevazione.
    In quelle 2 settimane quante fibre si sono disperse nei polmoni dei residenti?
    Il rientro sotto 1 ff/l è avvenuto il 25 agosto o l’11 agosto?
  • Il fatto che dal 25 agosto siano passati 10 giorni, e ripetiamo 10, prima che venisse aggiornato il sito dell’osservatorio ambientale, dimostra quanta latenza esista tra ciò che accade e ciò che pubblicano. Quel sito è solo di facciata, per consentire a COCIV di lavorare in tutta tranquillità.

E nonostante questo, dobbiano leggere che “questa è la dimostrazione di quanto le attività di monitoraggio siano efficaci. Basta una quantità minima di fibre di amianto rilevata per far cambiare lo stato di attenzione. Quantità di fibre di amianto, ripeto, non particolarmente rilevanti per questi settori, nell’ordine di qualche unità e quindi gestibili

Ma il Direttore Maffiotti si rende conto che non è una quantità minima di fibre, bensì una quantità che fa passare l’indice di pericolosità da “normalità” ad “allerta”? Si rende conto che quel limite era sempre stato sbandierato anche da ARPA Piemonte come il valore soglia di allarme?

E per finire, in questa frase del Direttore la conferma di quanto stiamo dicendo da anni: “Occorre capire gli eventuali fattori esterni che possano aver aumentato il rischio di sollevamento di queste fibre, ad esempio il vento o la siccità“.

Ma non si erano sgolati tutti a dire che le fibre in acqua non erano pericolose, cercando di non rispondere quando obiettavamo che l’acqua, per sua “maledetta” natura evaporava lasciando le fibre di amianto libere di spostarsi in aria, facile preda del vento?
Ora c’è l’implicita ammissione che la siccità, quindi l’evaporazione, e il vento possono disperdere fibre in quantitativi superiori alla soglia di allerta? E ancora una volta, di quante fibre parliamo?

Sindaco Cuttica, Presidente della Provincia Muliere, vi fidate ancora così ciecamente del sistema di controllo che gravita intorno al Terzo Valico? Vi fidate al punto di non applicare alcun principio di precauzione, assumendovi la responsabilità di tale decisione?

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