Prepariamoci a fare la nostra parte

Negli ultimi dieci giorni è partita una campagna martellante a favore della prosecuzione dei lavori del Terzo Valico.

Giornali, telegiornali, Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, banche, Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, il Rettore di Genova e molti altri la stanno conducendo. Tutti insieme appassionatamente. Con la benedizione del Cardinal Bagnasco.

Hanno paura che il prossimo Governo possa decidere di fermare una volta per tutte i lavori della grande opera più contestata del basso Piemonte e della Liguria. Hanno il terrore che possa formarsi un Governo a trazione 5 stelle, considerato che ancora in campagna elettorale il suo candidato premier aveva fatto proprie le storiche parole d’ordine del Movimento No Tav – Terzo Valico.

Se ci pensiamo bene sono i nemici di sempre. Sono potenti e pieni di soldi. Si muovono per difendere i loro interessi particolari.

Mai sono riusciti a comprendere perché migliaia di cittadini si siano opposti in tutti questi anni alla realizzazione dell’opera. Territorio, ambiente, salute, acqua, terra, democrazia sono per loro parole svuotate da ogni significato. Non contano. Conta solo il profitto.

E ciò che li fa imbestialire è che senza la resistenza del movimento, che ha avuto la forza di causare anni di ritardi sul cronoprogramma di costruzione, oggi non si troverebbero in questa situazione. Senza le lotte del movimento l’avanzamento lavori del Terzo Valico sarebbe con ogni probabilità ben oltre al 50%. Ed invece, nonostante il finanziamento completo dei sei lotti, si trovano ad un misero 20%. Nessuno può raccontare che l’opera sia irreversibile. E fermarla sarebbe la cosa più intelligente da fare per una sfilza interminabile di motivi. Perché non serve, l’analisi costi/benefici è palesemente gonfiata, le linee esistenti sono sottoutilizzate, si rischia di compromettere sorgenti e falde acquifere, l’opacità delle ditte costruttrici è lungi dall’essere superata come dimostra il recente arresto del capo di Condotte.

E poi c’è sempre la questione dell’amianto che ha a che fare con malattie terribili come il mesotelioma, l’asbestosi ed il carcinoma polmonare. Vi ricordate la frase uscita dalla bocca del vice presidente del consorzio Cociv Ettore Pagani?

“Tanto la malattia arriva fra trent’anni”. Purtroppo ogni giorno in più di scavi e di camion che circolano per le strade del Piemonte e della Liguria possono far avverare la sua macabra e cinica profezia.

Noi non possiamo sapere quale sarà il prossimo Governo del paese, se ci sarà o se si tornerà a votare. Sappiamo che qualunque esso sia dobbiamo continuare a fare la nostra parte. Una cosa abbiamo imparato in tutti questi anni: non esistono governi amici. Al massimo potrebbero esistere degli amici al Governo che in tutti questi anni hanno manifestato a fianco del movimento. Se così sarà dobbiamo reclamare, con più forza che mai, lo stop immediato dei lavori. Immediato, senza dover aspettare la ricollocazione dei lavoratori. La nostra salute viene prima dei loro stipendi ed in questo paese esistono per fortuna gli ammortizzatori sociali che possono garantire la continuità di reddito. Occorre fermare subito i cantieri e mettersi al lavoro per il ripristino ambientale dei luoghi che in questi anni sono stati devastati. Così come sarebbe opportuno che i soldi rimanessero sui nostri territori per una vera grande opera necessaria: la messa in sicurezza delle nostre città e dei nostri paesi dal dissesto idrogeologico. Posti di lavoro anche questi. Posti di lavoro realmente utili alla collettività.

Non sappiamo cosa succederà nei prossimi mesi, ma considerato quanto si stanno agitando i nostri nemici, non è da escludere l’apertura di una finestra temporale finalmente non avversa alle nostre ragioni. Un’occasione da saper cogliere. Prepariamoci a fare la nostra parte.

 

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